di Pino Corrias
Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2022
Omicidio Calabresi: 50 anni dopo non serve il patibolo, ma sta a lui tornare e raccontare. Per mettere fine alle trappole di menzogna, di connivenza e di finto garantismo che il suo silenzio e quello di troppi altri hanno innescato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2022
Il giudice dell’esecuzione sollecitato dalla Procura aveva ritenuto la propria incompetenza e la sussistenza del giudicato sul beneficio. Il giudice dell’esecuzione può revocare la sospensione condizionale della pena concessa se ricorre una causa ostativa che non era o non poteva essere nota al giudice di primo grado e che in appello non viene rilevata o sottoposta all’attenzione del giudice dal pubblico ministero. La Cassazione spiega - con la sentenza n. 25198/2022 - che in un caso del genere, dove la revoca andava pronunciata di diritto e non era rimessa alla discrezionalità del giudice, la decisione di appello non era coperta da giudicato preclusivo.
di Ilaria Quattrone
fanpage.it, 3 luglio 2022
Sono due i detenuti morti nel carcere di via Gleno a Bergamo: entrambi sono morti a una distanza molto ravvicinata. L’ultima avvenuta dieci giorni fa. La Procura del territorio ha deciso di eseguire le autopsie: l’ipotesi è quella di un abuso di psicofarmaci e non di morti violente. La dinamica è al vaglio degli inquirenti e le indagini, stando a quanto riportato dal quotidiano “L’Eco di Bergamo”, sono affidate agli agenti della polizia penitenziaria.
24emilia.com, 3 luglio 2022
Grazie ai fondi raccolti da alcune associazioni, a breve tornerà in Tunisia la salma di Chouchane Hafedh, uno dei nove detenuti morti durante la rivolta scoppiata l’8 marzo del 2020 (nella fase iniziale della pandemia) all’interno della casa circondariale Sant’Anna di Modena per protestare contro il pericolo di diffusione del nuovo coronavirus nella struttura penitenziaria.
ilreggino.it, 3 luglio 2022
Il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri al convegno “Fine pena mai e diritto alla speranza sospeso”. “Oggi le strutture penitenziarie, anche nei circuiti di sicurezza, non garantiscono quella impermeabilità che dovrebbe essere necessaria. Non bisogna abbassare la percezione della pericolosità della criminalità organizzata. Il 41 bis è un istituto che serve a contrastare i collegamenti con l’esterno. In questo momento è necessario”.
ansa.it, 3 luglio 2022
Francesco Caput è il nuovo Garante dei diritti dei detenuti della Città Metropolitana di Cagliari. L’autorità indipendente che vigila sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà è stata nominata dal sindaco Paolo Truzzu. Il neo Garante è stato prescelto tra i candidati che hanno presentato domanda sulla base della formazione professionale pregressa. Caput, 72 anni, è un avvocato amministrativista con grande esperienza anche nel settore penale. E’ stato avvocato distrettuale dello Stato di Cagliari e ha ricoperto numerosi altri incarichi sia in ambito pubblico che privato.
Il Resto del Carlino, 3 luglio 2022
Incontro domani sera per la presentazione del libro di Paola Ziccone. “Verso Ninive-conversazioni su pena, speranza, giustizia riparativa”, è il titolo del libro di Paola Ziccone che sarà presentato domani, lunedì, alle 21, nel Chiostro della Collegiata di Lugo.
di Silvia M.C. Senette
Corriere dell’Alto Adige, 3 luglio 2022
Lo Stabile di Bolzano e il progetto Art of Freedom. Il Teatro Stabile di Bolzano è entrato in carcere con la compagnia Stivalaccio Teatro e gli attori Marco Brinzi e Caterina Simonelli. Lunedì, martedì e mercoledì Marco Zoppello e Michele Mori hanno coinvolto i detenuti in un workshop sulle basi della pratica teatrale partendo dall’uso del corpo e della voce per poi sondare la relazione con l’ambiente, l’espressività e la recitazione. Un’esperienza che si è conclusa con la messa in scena, negli spazi della cappella interna al carcere, di due spettacoli: Aspettando Risciò e Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 3 luglio 2022
Ieri l’anteprima nella Casa di Reclusione di Bollate. Verrà poi trasmesso su Discovery. È la storia di 4 carcerati che ritrovano la retta via grazie al progetto Cisco per l’istruzione informatica. Tutti blindati, smartphone sequestrati, silenzio stampa obbligato fino a fine incontro. La ministra Cartabia è in visita alla casa circondariale di Bollate: sono misure precauzionali che non riguardano lei, ma regole di quando si entra in un carcere.
di Elsa Fornero
La Stampa, 3 luglio 2022
C’era un tempo, nella seconda metà degli Anni Settanta, in cui quando, nel corso di macroeconomia, si arrivava a parlare di inflazione, gli studenti seguivano affascinati ed eri certa che ne avrebbero discusso la sera, a cena in famiglia. L’inflazione era allora esperienza comune di perdita di potere d’acquisto dei salari, dei rendimenti, e spesso anche del valore, dei “titoli” posseduti; dei profitti delle imprese più esposte alla concorrenza. Un’esperienza amara per la maggior parte delle famiglie a reddito fisso, occupate nel settore privato e con qualche risparmio e vissuta con difficoltà dalle imprese maggiormente esposte alla concorrenza estera. Il settore pubblico la guardava con minore preoccupazione, perché era più facile ai pubblici dipendenti chiedere, e agli enti pubblici concedere, aumenti compensativi dell’inflazione, finanziabili con tassazione o con debito. Era, infine, vantaggiosa per gli “sceicchi” e le “sette sorelle” del petrolio perché tutto aveva il suo centro nell’aumento dei prezzi dell’oro nero. Nell’ottobre 1973, a seguito della guerra tra Israele e i Paesi arabi, il prezzo del petrolio quadruplicò in poche settimane; con la rivoluzione iraniana del 1979, ebbe un nuovo balzo.
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