di Conchita Sannino
La Repubblica, 8 giugno 2022
Comunali e consultazione lo stesso giorno: cinque schede per cinque colori, dalla cancellazione della legge sulla incandidabilità dei condannati alla separazione delle funzioni. La polemica: Lega e FdI denunciano la “cappa di silenzio”, appello a Draghi e Colle.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 8 giugno 2022
Il fallimento per mancanza di quorum, cioè della indispensabile maggioranza assoluta dei votanti, di un numero considerevole di referendum soprattutto negli ultimi vent’anni, sembrerebbe segnalarne l’inutilità, la perdita, secondo alcuni, irrimediabile, di incisività.
di Lorenzo Castellani
Panorama, 8 giugno 2022
Il silenzio sui referendum è il simbolo di una politica fondamentalmente debole, in cui i leader non sono disposti a rischiare e in cui il sistema dell’informazione preferisci girarsi dall’altra parte. Il fronte a favore del SI per tutti e cinque i quesiti che riguardano la giustizia è ampio, ma i partiti sembrano aver perso interesse.
di Desi Bruno
bolognaforense.net, 8 giugno 2022
Come è noto, a seguito del vaglio di ammissibilità della Corte Costituzionale, il 12 giugno 2022 si svolgeranno cinque referendum abrogativi sulla giustizia, in concomitanza con le elezioni amministrative che interessano 981 comuni, di cui 26 capoluoghi di regione e provincia. La concomitanza con il turno elettorale può favorire il raggiungimento del quorum necessario per la validità del voto referendario ex art. 75 co. 3 Cost., e cioè la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto e la maggioranza dei voti validi dei votanti.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2022
Il dubbio amletico più che sulla risposta da dare ai quesiti referendari, o recarsi fisicamente al voto (il superamento del quorum per il referendum abrogativo potrebbe non essere raggiungibile neanche calcolando chi potrà partecipare alle simultanee elezioni amministrative nell’election day del 12 giugno), riguarda anche un altro punto di osservazione. I quesiti sulla giustizia non sono stati proposti da generici comitati di cittadini, bensì da giunte regionali politicamente caratterizzate a destra che, per i temi coinvolti, incrociando il loro destino con quello della riforma tentata dalla ministra Marta Cartabia, sono stati utilizzati, finché era utile, come strumento di pressione sul governo e sulle forze di maggioranza. E un altro aspetto non meno rilevante: la Corte, ammettendo i quesiti, tende a confondere ormai apertamente oggetto e soggetto degli stessi perché, implicitamente, favorisce che il referendum diventi un altro modo di positivizzare il diritto.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 8 giugno 2022
Il capo della Procura di Trieste sostiene che se vince il Sì al referendum lui non può più arrestare le bande di trafficanti di droga. Falso. Riccardo Magi (+Europa) chiede l’intervento di Cartabia. L’esito dei referendum sulla giustizia sarà probabilmente condizionato da due elementi negativi. Il primo è il Grande Silenzio decretato dalla Rai e dai principali giornali indipendenti. Il secondo è lo spargimento di balle. Azione nella quale sono ben attivi gli stessi giornali indipendenti e le Procure. (Naturalmente ai giornali indipendenti, che Travaglio chiama sempre i giornaloni, si affiancano i giornali dichiaratamente fiancheggiatori delle procure, come proprio il giornale di Travaglio, che fa da avanguardia a tutti).
di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2022
La norma del 2012 impone la non candidabilità e la decadenza per chi ha condanne definitive superiori a due anni. Per gli amministratori locali basta anche una condanna in primo grado per la sospensione.
di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2022
La scheda arancione cancella uno dei tre presupposti per ottenere la custodia cautelare per chi potrebbe commettere di nuovo lo stesso reato. Nel centrodestra Meloni dice no. E no anche dal dem Ceccanti.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 8 giugno 2022
Se passasse il sì, si arriverebbe all’impossibilità di passare da una funzione all’altra nello stesso ordine giudiziario. I promotori del referendum numero 3 (scheda gialla) aspirano alla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici perché solo così - affermano - si può realizzare la vera parità tra accusa e difesa davanti a un giudice realmente “terzo”: due magistrature diverse, senza la comune appartenenza a un unico ordine giudiziario e con due organi di governo autonomo differenti al posto dell’attuale Consiglio superiore della magistratura. Ma la Costituzione prevede un unico Csm e, all’articolo 107, stabilisce che “i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni”.
di Guido Salvini*
Il Dubbio, 8 giugno 2022
Sono del tutto d’accordo con l’obiettivo principale di chi ha proposto il referendum sulla separazione netta delle carriere, e cioè che i Pubblici Ministeri non possano condizionare le scelte dei giudici, ma credo che una separazione tout court, così come proposta, rischi di essere controproducente e poco realistica, perché non tiene conto del percorso dei giovani che affrontano il concorso di magistratura.
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