di Astolfo Di Amato
Il Riformista, 8 giugno 2022
A pochi giorni dal voto ancora non se ne parla. La causa non è la guerra in Ucraina né i quesiti “troppo tecnici”. C’è una strategia. E c’è un’alleanza irresistibile: Mani Pulite l’ha dimostrato.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 8 giugno 2022
Luca Palamara, già a capo dell’Anm, arriva in redazione al Riformista Tv e va in onda con il sottopancia “Saggista”. Non a sproposito: Il Sistema, che ha scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti, va per la maggiore. Lobby e Logge, suo secondogenito, segue quella strada. Sedici edizioni che hanno superando le 300.000 copie vendute per il primo titolo. Un successo che ha pochi eguali: è stato il caso editoriale dell’anno. E da qui partiamo: tutti quei lettori, presumibilmente interessati alla giustizia, informati, forse perfino indignati, non sono l’indice di una base mobilitata e pronta ad attivarsi per votare e far votare, al referendum di domenica? Intanto diciamo cosa farò io, domenica”, propone lui. Palamara andrà a votare e voterà cinque Sì: “È il segnale più forte che si possa dare. Perché se la politica continua a dire che deve fare tutto il Parlamento, e quello non decide, è doveroso per i cittadini farsi sentire con gli strumenti che la democrazia mette a disposizione”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 giugno 2022
I magistrati di sorveglianza concedono - come prevede la legge - la videochiamata ai detenuti al 41 bis, il Dap e il ministero della Giustizia fanno ricorso fino in Cassazione e puntualmente perdono. Lunedì scorso la Corte suprema ha depositato ben due ordinanze (numero 21691 e 21695) che dichiarano il ricorso del ministero inammissibile perché manifestamente infondato.
di Rossella Grasso
Il Riformista, 8 giugno 2022
“L’estate è senza dubbio il momento peggiore per i detenuti: in 12 o 13 persone in celle strettissime, fa caldissimo, non ci sono ventilatori o frigoriferi. Non c’è aria, è come l’inferno. E io che sono stato un detenuto lo so bene. Per questo sono sceso in piazza per protestare, per dare voce a chi sta in carcere e non può dire niente”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 8 giugno 2022
Secondo i dati del ministero della Giustizia, l’istituto sul lungotevere al 31 maggio scorso aveva 943 reclusi su 615 posti. L’altro ieri un agente è stato aggredito da due detenuti. Per i sindacati la Penitenziaria è sotto organico di 500 unità.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 8 giugno 2022
“Nel carcere sul lungotevere c’è un brutto clima, i detenuti si sono incattiviti anche a causa delle chiusure dei reparti per il Covid. Percepisco la tensione non appena varco il portone”. E ancora: “Bisogna far uscire prima chi ha quasi finito di scontare la pena”.
di Luca Sofri
ilpost.it, 8 giugno 2022
Bensì in una Rems, una struttura in cui sarebbe stato seguito dagli psichiatri: ma sono poche, e le liste d’attesa lunghissime. Nelle ultime settimane due giovani uomini detenuti nel carcere milanese di San Vittore si sono uccisi: Abou El Mati, italiano di origine egiziana, aveva 24 anni; Giacomo Trimarco ne aveva 21, e in carcere non doveva esserci. Già 15 giorni prima aveva tentato il suicidio e da otto mesi era stato destinato a una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture che dal 2014 sono progressivamente subentrate agli ospedali psichiatrici giudiziari.
di Manuela Messina
La Repubblica, 8 giugno 2022
“Da loro disegno criminoso per costringerlo al silenzio”. Tra il 2016 e il 2017 un detenuto che doveva testimoniare su presunte ruberie nel carcere di Velletri fu per mesi picchiato e minacciato da sette agenti di polizia penitenziaria. Le motivazioni della condanna: “Relazioni di servizio false e pressioni per certificati medici che nascondessero le botte”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 giugno 2022
C’è una bambina di sei mesi che deve fare una operazione urgente. Per avere il riconoscimento di paternità è necessaria la presenza del padre, ma l’uomo è detenuto in Alta sicurezza e da circa sette mesi è in attesa della concessione del permesso per recarsi all’anagrafe: per ben tre volte, le richieste sarebbero state rigettate. Per poter programmare l’intervento, tramite il centro unico di prenotazione (Cup), è necessario che la piccola abbia un medico di base, ma senza la registrazione all’anagrafe la piccola non è ancora in possesso neanche del Codice fiscale e quindi per lo Stato italiano non esiste.
di Christian Cabello
interris.it, 8 giugno 2022
Intervista a Angelo Santoro, presidente di Semi di Vita, protagonista di un progetto di giustizia riparativa a Bari. In Italia, ad oggi, i ragazzi di età inferiore a 18 anni, in carico alla giustizia minorile sono 13.611, dei quali 316 detenuti in strutture carcerarie. In particolare, la Costituzione della Repubblica, all’art. 27, sottolinea il significato di responsabilità penale e la funzione della pena e recita al comma 3 “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso d’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
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