di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 giugno 2022
L’hotspot di Lampedusa è in grave sovraffollamento, con donne e uomini stipati insieme, cibo scarso e di cattiva qualità e vestiti nuovi consegnati dopo giorni. Martedì notte ci sono stati tre sbarchi, per un totale di 114 migranti approdati. All’hotspot di contrada Imbriacola si contano al momento 996 ospiti, a fronte di 350 posti disponibili. La struttura è al collasso e ciò rimette di nuovo in discussione l’esigenza di tali strutture che risultano avere grosse problematica dal punto di vista dei diritti umani.
di Paolo Maddalena*
Il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2022
L’opinione pubblica è stata sviata ancora una volta dal polverone sollevato dal Corriere della Sera su una presunta lista di putiniani contrari al riarmo dell’Ucraina. Notizia platealmente smentita dal capo dei servizi segreti Gabrielli e dal Presidente del Copasir Urso. Resta da capire perché un giornale di così alto prestigio come il Corriere della Sera abbia dato una notizia che appare totalmente falsa. Ci si domanda se si tratta di un tentativo di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi, oppure del tentativo, mal riuscito, di intimorire coloro che hanno il coraggio di esprimere democraticamente il proprio parere su argomenti di vitale importanza per la Nazione.
di Danilo Taino
Corriere della Sera, 9 giugno 2022
Uno studio di Our World in Data - l’organizzazione legata all’università di Oxford - ha messo in prospettiva storica l’uso dei terreni per fini agricoli e di allevamento e la loro produzione. Il primo dato di fatto, poco conosciuto, è che, dopo millenni di crescita, la superficie di terra coltivata o usata a pascolo ha da qualche anno iniziato a ridursi.
di Federica Salvati
La Repubblica, 9 giugno 2022
Così i rifugiati che stanno per essere deportati in Ruanda gridano la loro disperazione. I rifugiati detenuti in Gran Bretagna che dovrebbero essere deportati in Ruanda hanno detto ad Al Jazeera di essere in sciopero della fame, mentre sentono a rischio la loro salute mentale, al punto da avere frequenti pensieri suicidi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 giugno 2022
Nella relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2021 (Annual Report on Human Rights), curata dal Servizio europeo per l’azione esterna e, in particolare, dall’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, non c’è nessun cenno all’ostruzionismo delle autorità egiziane verso le autorità giudiziarie italiane impegnate a fare luce sul sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. Questo a differenza del rapporto del Dipartimento di Stato americano che, ogni anno, ricorda il dramma del ragazzo italiano. Un aspetto che ha segnalato Marina Castellaneta, professoressa di diritto internazionale e avvocata che collabora con il settimanale giuridico “Guida al diritto”. Tramite il suo blog dove documenta i vari rapporti tra ordinamenti e relazioni delle organizzazioni internazionali, ha segnalato che i rapporti annuali sono spesso un adempimento formale, ma forniscono chiare indicazioni sulla reale volontà di tutelare i diritti umani e la democrazia anche guardando a ciò che manca nei documenti. Ebbene, indicativa, in questa direzione, è la relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2021, che, appunto, ha completamente omesso il caso Regeni e silenzio totale anche nell’esame specifico nella situazione dell’Egitto (rapporto Stati). “Anzi, beffa delle beffe - denuncia la professoressa Castellaneta -, nel rapporto si sottolineano i passi avanti in materia dei diritti umani dell’Egitto”. Osserva che l’inerzia, il silenzio dell’Unione europea nella più drammatica vicenda che abbia coinvolto un cittadino europeo in un Paese terzo, legato a numerosi accordi con la stessa Unione europea, non sono una novità. Solo nel rapporto del 2016 c’era un breve richiamo all’omicidio di Giulio Regeni attraverso una citazione di una risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2016. Negli anni successivi silenzio totale. Ma non solo. Nel 2019 l’Unione europea aveva acconsentito a svolgere il primo summit con la Lega araba in Egitto, a Sharm El- Sheikh. Con il Presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi come co-presidente del vertice insieme all’allora presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. In quell’occasione, poi, l’ex presidente della Commissione europea Juncker, indirizzandosi ad Al- Sisi in persona, nel suo discorso di apertura, aveva ricordato la storia comune tra Unione europea e Lega araba e il comune senso per la tutela dei diritti umani. Invece, a differenza dell’Unione europea, è il Dipartimento di Stato americano a ricordare, ogni anno, il dramma di Giulio Regeni. La professoressa Castellaneta rende noto che così ha fatto anche nel nuovo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nel mondo pubblicato ad aprile 2022 e riferito al quadro nel 2021. Il Dipartimento di Stato non dimentica la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni e, proprio con riferimento alla situazione dei diritti umani in Egitto, stigmatizza il comportamento delle autorità egiziane - che non collaborano con l’Italia nel processo ai quattro egiziani accusati del sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni - per consentire l’accertamento della verità e la punizione dei responsabili.
di Laura Cappon
Il Domani, 9 giugno 2022
L’attivista simbolo della rivoluzione egiziana Alaa Abdel Fattah è in sciopero della fame da 68 giorni ma le autorità continuano a negargli la visita delle autorità consolari del Regno Unito, paese di cui è cittadino, e anche della Commissione dei diritti umani.
di Fabrizio Tonello
Il Manifesto, 9 giugno 2022
Nella società americana la guerra civile strisciante non è iniziata nel 2021: da almeno 14 anni, dalla vittoria di Obama nel 2008, i repubblicani hanno deciso di fare terra bruciata, di rinunciare a vincere proponendo idee o soluzioni conservatrici e di puntare tutto sulle guerre culturali.
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 9 giugno 2022
In America gli elettori di sinistra riscoprono lo slogan Law & Order. Nella città più progressista della California, San Francisco, l’egemonia dei democratici è schiacciante. Il 60% ha votato sì al referendum popolare per destituire il procuratore generale (una carica elettiva), sotto accusa per una politica giudiziaria permissiva, associata a un degrado spaventoso dell’ordine pubblico.
di Luca Cereda
vita.it, 8 giugno 2022
Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone e giurista: “Il 2° quesito referendario tocca il tema della carcerazione preventiva, un provvedimento straordinario del Diritto, che su spinta sociale è diventato una consuetudine in moltissimi, troppi, casi”
di Ilaria Sesana
altreconomia.it, 8 giugno 2022
L’ex senatore e partigiano scomparso il 30 maggio ha dato il nome a una legge fondamentale che agevola l’assunzione di persone ristrette da parte di aziende e cooperative, con l’obiettivo di facilitare il reinserimento sociale. Lo strumento è utilizzato ma resta una forte disomogeneità territoriale. Ecco perché.
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