di Fabrizia Ferrazzoli
dire.it, 10 giugno 2022
Il progetto è curato da IED ed è stato presentato alla biblioteca del carcere. Rieducare attraverso l’arte ma anche ricordare, rievocare, raccontare. A Regina Coeli, l’istituto penitenziario su via della Lungara a Roma, quattro detenuti hanno realizzato tre murales insieme agli studenti IED della capitale, guidati dall’artista Laura Federici. Tre nuove finestre sul mondo, tre spiragli di luce, colorano ora i muri della casa circondariale con il simbolico titolo ‘Attraversamenti’. Andrea, Alberto, Manuel e Pedro stanno scontando la loro pena, provengono da Roma, Lima, Buenos Aires e hanno raccontato a 14 studenti le loro città.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 10 giugno 2022
“Abolire il carcere” (Chiarelettere) e “Senza sbarre” (Einaudi), due recenti preziosi volumi che propongono, da due punti di vista diversi eppure convergenti, una piccola rivoluzione.
di Monica Serra
La Stampa, 10 giugno 2022
Gratosoglio, quartiere della periferia Sud, è un limbo di case popolari, spaccio e campetti. Anche chi ha la cittadinanza italiana si sente straniero: “I ragazzi restano chiusi qui”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 giugno 2022
“A un certo punto pare aprirsi una breccia dalla quale scorgere un briciolo di umanità. La scorsa settimana sono stati messi a disposizione un pallone e delle carte da gioco. Una grande conquista, giocare aiuta a passare il tempo e a distrarsi dal chiodo fisso del rimpatrio, ma ecco che, alcuni giorni fa, insieme a un pallone arriva anche uno scontrino di euro 8.90 a carico delle persone recluse nel Cpr. Un altro misero modo di lucrare sulla pelle di chi è privato della libertà”.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 10 giugno 2022
L’Associazione Coscioni lancia una raccolta per acquistare il macchinario che servirà al paziente tetraplegico. L’uomo è immobilizzato da 12 anni e ha vinto il ricorso contro la Asl per poter ricevere il farmaco letale. “Lo Stato non vuole pagare niente”.
di Daniele Archibugi
Il Manifesto, 10 giugno 2022
La Corte penale internazionale compie 20 anni. La guerra ucraina dice che la logica giuridica è autorevole solo se si riafferma imparziale, altrimenti può essere usata come mera propaganda. All’Aja si celebrano i primi venti anni della Corte penale internazionale (Cpi) mentre in Ucraina si continuano a commettere crimini di guerra. La documentazione delle atrocità non è mai stata così tempestiva e documentata, eppure i Paesi che hanno promosso il progetto della responsabilità penale individuale sono ben lungi dall’aver fornito un modello accettabile per tutto il mondo.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 10 giugno 2022
Si tratta di due britannici e un marocchino combattevano a fianco dell’esercito ucraino. Due cittadini britannici e un marocchino catturati dalle milizie filorusse in Ucraina sono stati condannati a morte. Aiden Aslin, 28 anni, del Nottinghamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire, e un terzo uomo, Saaudun Brahim, sono comparsi ieri davanti un tribunale della Repubblica popolare di Donetsk, istituito dai ribelli filo- russi. In realtà l’assise non è riconosciuta a livello internazionale ma si è aperto un caso le cui conseguenze sono tutte da decifrare compresa l’eventualità di un futuro scambio di prigionieri. Secondo quanto riferito dalle autorità della Repubblica, i tre sono ritenuti dei mercenari anche se le famiglie dei britannici sostengono invece essere soldati regolari dell’esercito ucraino.
di Paola Peduzzi
Il Foglio, 10 giugno 2022
Tre cittadini stranieri, due britannici e un marocchino, puniti con la fucilazione dalla corte di Donetsk istituita dalle forze russe nel territorio occupato. Un processo sommario e illegittimo.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 10 giugno 2022
Cinque repubblicani votano con i democratici le riforme più aggressive degli ultimi anni. Ma non basterà: la mancanza di una maggioranza solida tra i senatori fermerà il pacchetto.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 10 giugno 2022
Cosa deve accadere ancora negli Usa perché si mettano da parte le armi? Diciamo le cose come stanno: è già accaduto di tutto e nulla cambierà. Assistiamo ad appelli accorati, a politici che si stracciano le vesti, ascoltiamo Trump dire, dal palco della convention dell’Nra (la lobby delle armi), che non andrebbero vendute armi a chi ha problemi (e chi non ne ha?), ma nessuno mai metterà seriamente in discussione quello che gli statunitensi considerano un diritto inalienabile: possedere un’arma e, all’occorrenza, utilizzarla. Chissà se qualcuno dirà mai, chiaro e tondo, che le armi non si possiedono ma sono piuttosto loro a possedere? Non sei tu proprietario dell’arma, è lei a essere padrona del tuo braccio, della tua mano e soprattutto della tua mente. È lei ad averti e a implorarti di essere usata.
- Ridurre i casi in cui è prevista la custodia cautelare? Le ragioni del Si e quelle del No
- “Io, in cella da innocente per 22 anni, vi dico: votiamo Sì per cambiare questa giustizia feroce”
- La procuratrice: “Il Sì al referendum sulla custodia cautelare è un voto contro le donne”
- Emma Bonino: “Poca informazione sui referendum, voterò 5 Sì per cambiare la giustizia”
- Smeriglio (Pd): “Il populismo giudiziario colpa anche della sinistra. I miei Sì di domenica”











