di Giada Fazzalari
Il Riformista, 11 giugno 2022
Il referendum di domani non risolve il problema di fondo dell’amministrazione della giustizia ma è giusto votare sì all’abrogazione della legge Severino perché “il tema della inadeguatezza degli amministratori deve essere risolto dalla politica, non dalla magistratura”. L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, parlando con l’Avanti! della domenica sostiene che “è la politica che ha dato ai magistrati un potere esagerato, cedendogli pezzi di sovranità”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 giugno 2022
Per Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Esteri a Palazzo Madama, alla congiura del silenzio intorno ai referendum promossi da Lega e Partito radicale “ha contribuito l’orientamento del PD lettiano e della sua galassia, a riprova, ancora una volta, del rapporto perverso che è esistito ed esiste tra questi e certa magistratura”.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 11 giugno 2022
L’ex presidente del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso è appena andato in pensione, dopo aver firmato la storica sentenza di condanna, in primo grado, per il presunto quinto esecutore della strage del 2 Agosto. Dalle vacanze spiega perché “alcuni dei quesiti referendari sono irrilevanti, altri pericolosi”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 giugno 2022
L’assassino di Lidia Miljkovic aveva appena ricevuto l’affido congiunto dei figli, nonostante fosse stato condannato per violenza. La ministra Cartabia ha chiesto all’ispettorato di avviare accertamenti sul caso, per capire se ci siano stati errori giudiziari sul caso. Come sia stato possibile che gli sia stato comunque concesso in sede di separazione l’affido condiviso dei figli minori è tristemente spiegabile: nel 96 per cento dei casi i tribunali ordinari non acquisiscono gli atti penali e non ne tengono conto per decidere sull’affido.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 11 giugno 2022
Sono i cosiddetti “liberi sospesi”, condannati definitivi a pene sotto i 4 anni. In attesa della risposta restano sospesi nel limbo di chi né va in carcere né inizia a scontare la pena alternativa. Magari Sarzana fosse un caso isolato. Magari i contingenti meandri burocratici - che ora il Tribunale di Massa e l’Ispettorato del Ministero cercano di ricostruire per capire come mai non si fosse nemmeno iniziato a mettere in esecuzione la condanna definitiva, tre mesi fa, a 3 anni per rapina di Daniele Bedini (rimasto perciò libero e tre giorni fa assassino poi di Nevila Pjetri e forse anche di Carlo Bertolotti) - fossero un meteorite piovuto sul pianeta giustizia. Invece è solo la scia di una stella cometa (di colpo visibile) di un ordinario firmamento di luci fioche in un limbo che nessuno sa nemmeno quantificare con esattezza tra le 40.000 e le 60.000 persone se si ragiona sulle iscrizioni a ruolo, ma probabilmente quasi il doppio se si considerano quelle ancora persino da registrare.
di Paolo Pinnelli
Gazzetta del Mezzogiorno, 11 giugno 2022
Lettera al ministro Cartabia: “Vogliamo una vita dignitosa”. Hanno percosso le sbarre con quel che avevano in cella: pentole, posate, scarpe, oggetti di fortuna. La “battitura” è il linguaggio pacifico della protesta dei detenuti. Battono per farsi sentire, per fare rumore, per sollecitare risposte. Ieri mattina a Trani a mettere fine alla “battitura” è infine giunto il Garante regionale dei detenuti, Piero Rossi, al quale è stata consegnata una lettera scritta a mano dai reclusi. In linea con il malumore che va crescendo in tutti i penitenziari d’Italia, i detenuti tranesi chiedono condizioni di vita migliori e una reale prospettiva di “riparazione”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 giugno 2022
Il progetto è finanziato tramite il Pon Inclusione, per un valore complessivo di 750mila euro, e mette in rete gli istituti penitenziari di Lecce e Sulmona. Formarsi e lavorare all’interno del carcere anche per riscrivere il proprio futuro fuori dal penitenziario. Nella casa circondariale di Lecce sta prendendo forma il progetto Milia, Modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale, con la nascita di una start up per la produzione di manufatti in legno che andranno a soddisfare, attraverso il lavoro degli stessi detenuti, il fabbisogno nazionale di arredi carcerari. Il progetto è finanziato tramite il Pon Inclusione, per un valore complessivo di 750mila euro, e mette in rete gli istituti penitenziari di Lecce e Sulmona.
Corriere di Romagna, 11 giugno 2022
Si è costituita ieri, venerdì 10 giugno, la nuova impresa sociale Altremani srl, nata per operare esclusivamente a favore della sicurezza sociale del territorio provinciale di Forlì Cesena, attraverso il lavoro dei detenuti ed ex-detenuti della Casa Circondariale di Forlì e attraverso le attività educative finalizzate a diffondere la cultura della legalità e della tolleranza, cercando di salvaguardare i giovani dal pericolo di esperienze dirette di esecuzione penale. È la prima società che nasce in provincia con l’unico scopo di lavorare sui temi dell’esecuzione penale.
La Repubblica, 11 giugno 2022
Il gruppo Open Fiber ha aperto 538 cantieri e cerca personale per cablare l’Italia, perfino tra i detenuti. I primi quattro vengono da Bollate, ma l’azienda sta cercando di siglare accordi per coinvolgerne altri. Open Fiber spinge sulla fibra con l’obiettivo di diventare “il sistema nervoso del Paese”. Così Mario Rossetti, ad del gruppo, che ha assunto le deleghe lo scorso 3 dicembre e da allora non si è mai fermato per recuperare i ritardi accumulati dalla passata gestione, a iniziare dalle aree bianche, ovvero quelle a fallimento di mercato. Le gare Infratel del 2017 prevedevano che Open Fiber raggiungesse la copertura entro il 2020, ma ora il gruppo prova a recuperare il tempo perso. “In pochi mesi abbiamo chiuso 538 cantieri per la fibra Ftth, il 20% di quanto fatto negli ultimi quattro anni”, ha detto Rossetti, ricordando come la struttura della concessione che richiede l’utilizzo del codice degli appalti e le difficoltà burocratiche iniziali abbiano pesato sull’avvio dei lavori.
anconatoday.it, 11 giugno 2022
Il miele e il formaggio di Barcaglione saranno i protagonisti dell’iniziativa di mercoledì 15 giugno quando al Mercato Dorico di via Martiri della Resistenza. Il lavoro nei campi come forma di riscatto. La possibilità di imparare un mestiere e la soddisfazione di realizzare prodotti genuini apprezzati dai consumatori. È un esempio a livello nazionale il progetto del Carcere di Barcaglione dove circa 60 detenuti si occupano, in forma volontaria, dell’orto sociale a fianco all’azienda agricola dove si producono olio extravergine di oliva dall’oliveto, miele dalle arnie e, ultimamente, anche formaggi e latte con un gregge di 20 pecore e il caseificio interno.
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