di Gennaro Scala
Corriere della Sera, 11 giugno 2022
Il cortometraggio di Giuseppe Tesi, girato nella casa circondariale di Pistoia, in piena pandemia con gli attori Melania Giglio e Giuseppe Sartori e dieci reclusi. È un percorso di fede e di speranza, ma anche il racconto crudo di un microcosmo che appare come cartina di tornasole della società. È il cortometraggio “Stabat mater” del regista Giuseppe Tesi, girato nella casa circondariale di Pistoia in piena pandemia. Ha viaggiato come la sua storia, l’opera di Tesi, lungo tutta la Penisola. I volti intensi dei due attori professionisti, Melania Giglio e Giuseppe Sartori, e quelli potenti di una decina di detenuti della struttura penitenziaria toscana, hanno toccato prosceni d’eccezione, da nord a sud. L’ultima tappa è stata in Vaticano, all’interno della Filmoteca della Santa Sede, dove “Stabat mater” è stato proiettato alla presenza di Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede e della senatrice Paola Binetti, vicepresidente della Commissione straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani. “È stato un percorso lungo e difficile - ha affermato il regista Giuseppe Tesi - Tutto è nato dall’idea di un laboratorio teatrale iniziato proprio all’interno della casa circondariale di Pistoia nel 2018”. Da quello è nata l’idea del film. “Molte sono state le difficoltà per i permessi e il lavoro è stato interrotto per la pandemia” aggiunge Tesi. Ma quando un progetto è forte e valido, supera qualunque impedimento. Petrarca diceva che nelle opere si celava tutto quello che aveva colpito l’autore. I suoi trascorsi, le sue muse. L’incedere del film ricorda Pasolini e arriva a volte come un pugno in pieno petto. Tratto dal dramma “Madri” della poetessa Grazia Frisina, “Stabat mater” di Electra Teatro arriva intenso, diretto. Il racconto si sviluppa in maniera ritmica, ma non lineare. Sono sussulti emotivi che sottendono all’antonomasia del vero. Laddove raggiunge il diaframma che lo divide dal reale. La madre di tutte le madri, la “mamma universale” e il suo dolore per il figlio morto sono al centro di una narrazione, a tratti, anche verbalmente violenta. Trentatrè minuti in cui il racconto drammatico viene intervallato dalle parole di detenuti che raccontano la loro storia compiendo il percorso inverso, dal reale al vero. “Il carcere è un passaggio di consapevolezza, la vita mi ha insegnato che ci sono anche realtà peggiori” dice uno dei detenuti che hanno raccontato la loro storia davanti alla telecamera. È l’apertura alla speranza. È guardare oltre le mura, oltre le sbarre, oltre quel microcosmo sociale.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 11 giugno 2022
Pronti ai ricollocamenti 12 Paesi tra cui Francia e Germania. La commissaria Ue agli Affari interni Ylva Johansson: “Nei prossimi giorni la presidenza francese e la Commissione Ue organizzeranno un incontro della piattaforma di solidarietà”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 11 giugno 2022
Passa per la prima volta il principio della solidarietà obbligatoria. Sarà redistribuito anche chi emigra per motivi economici. Non saranno numeri ad alto impatto sull’Italia ma è il principio, per la prima volta accolto dalla Ue, della condivisione della gestione dei flussi migratori da parte di tutti gli Stati membri a rendere “storico” l’accordo raggiunto ieri, su proposta della presidenza francese a Lussemburgo, dai ministri dell’Interno dei 27. Gli sbarchi non saranno più solo questione dei cinque Paesi del Mediterraneo approdo naturale di chi arriva via mare: i migranti verranno redistribuiti con un meccanismo automatico tra i Paesi (al momento 12) che accetteranno di accoglierli, mentre gli altri dovranno comunque dimostrare la loro “solidarietà” (per questo definita obbligatoria e non volontaria) pagando un contributo finanziario ai Paesi che sostengono l’onere della prima accoglienza. Tra chi è pronto ad accogliere Francia, Germania, Svezia, ma anche Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Croazia. “L’ok al meccanismo di solidarietà è un accordo storico”, dice la commissaria europea agli Affari Interni, la svedese Ylva Johansson.
di Marta Rizzo
La Repubblica, 11 giugno 2022
Lo rivela la rappresentazione grafica dei dati dell’UNHCR. Sebbene il numero di rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Europa sia diminuito rispetto al 2015, le traversate stanno diventando sempre più fatali. Questi i dati che emergono dalla Rappresentazione grafica pubblicata oggi dall’UNHCR, Agenzia Onu per i Rifugiati. Dopo il picco del 2015, quando più di un milione di rifugiati e migranti hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, il numero delle persone che affrontano questo tipo di traversate ha registrato una tendenza al ribasso, anche precedentemente alla pandemia di COVID-19. Nel 2021 sono stati segnalati 123.300 attraversamenti individuali, a cui precedevano 95.800 nel 2020, 123.700 nel 2019 e 141.500 nel 2018.
di Vanessa Roghi
Il Domani, 11 giugno 2022
La narrazione sulle droghe in Italia continua a essere in un certo modo: è opinione diffusa che parlare di qualcosa significhi contribuire a diffonderla, quindi meglio parlarne poco o in modo circospetto, con la difficoltà di riconoscere e chiamare le cose con il proprio nome. Secondo stime recenti nei paesi dell’Unione europea circa 83 milioni di persone adulte, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, hanno assunto sostanze psicoattive illegali almeno una volta nella vita.
laregione.ch, 11 giugno 2022
Una distribuzione più elastica dell’eroina a scopi terapeutici. È il succo della revisione dell’ordinanza approvata oggi dal Consiglio federale, secondo la quale l’eroina dovrebbe venire distribuita anche in farmacie, carceri e case per anziani
di Giuseppe Iaria
Il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2022
L’utilizzo della cannabis è ormai legale in tutto il Canada dal 17 ottobre 2018. Qualche giorno fa però il governo canadese ha approvato un progetto sperimentale per l’utilizzo personale di alcune droghe pesanti tra cui oppioidi, cocaina, metanfetamine ed ecstasy. Secondo questo decreto governativo, chi fa uso di queste droghe e verrà trovato in possesso di una quantità non superiore a 2.5 grammi non verrà più arrestato o denunciato. Il progetto verrà sperimentato nella provincia della British Columbia a partire dal 31 gennaio 2023, e avrà una durata di tre anni.
di Antonio Scurati
Corriere della Sera, 11 giugno 2022
Per noi spettatori di questa tragedia i caduti stanno diventando statistica. Il mero conteggio che disumanizza i morti: ecco una delle atrocità della guerra alla quale dobbiamo ribellarci
di Glória Paiva
Il Manifesto, 11 giugno 2022
La commissione Arns sui “guerrieri” del presidente brasiliano. “Violenza razzista e classista”. Parla Paulo S. Pinheiro, uno degli autori del documento. La violenza della polizia in Brasile ha nuovamente ricevuto l’attenzione internazionale nelle ultime settimane, dopo il massacro di almeno 23 persone in un’operazione della polizia contro l’organizzazione criminale Comando Vermelho a Vila Cruzeiro, zona nord di Rio de Janeiro. E dopo la morte di Genivaldo de Jesus Santos, asfissiato da gas lacrimogeni e spray al peperoncino nel portabagagli di un’auto della Polizia stradale federale (Prf) a Umbaúba, nello stato di Sergipe.
di Carla Chiappini
Ristretti Orizzonti, 10 giugno 2022
“Caro Red, se leggerai questa lettera vorrà dire che sei uscito e se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po’ più lontano. Ricordi il nome della città, vero? Zihuatanejo. Mi servirebbe un uomo in gamba per aiutarmi nel mio progetto. Spero proprio che tu venga; c’è anche una scacchiera che ti aspetta. Ricorda, Red: la speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai. Spero che questa lettera ti trovi e ti trovi bene. Il tuo amico Andy” in “Le ali della libertà”. film 1994.











