di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 ottobre 2022
Puntano a sostituire il capo del Dap Renoldi, vorrebbero un Garante degli agenti e l’abolizione di quello dei detenuti. Quasi in sordina si sta delineando, pezzetto dopo pezzetto, una controriforma penitenziaria della Lega.
di Roberto Piscitello*
Il Dubbio, 20 ottobre 2022
Spero davvero - e su questo la presunzione di innocenza di cui all’art. 27 della Costituzione mi incoraggia - che il garante dei detenuti di Napoli non abbia commesso i fatti che gli vengono contestati, seppure valutati nella gravità indiziaria necessaria per l’emissione di una misura cautelare.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 20 ottobre 2022
La misura cautelare, il tempismo dell’inchiesta, le accuse ipotizzate dagli inquirenti: la notizia dell’arresto di Pietro Ioia, garante dei detenuti della Città metropolitana di Napoli, arriva come un terremoto. Scuote, coglie alla sprovvista, lascia attoniti. Ioia è accusato di essersi fatto corrompere accettando di far parte di un’associazione a delinquere che lucrava facendo entrare droga e telefoni cellulari in carcere, nel carcere di Poggioreale.
di Angela Chiodo
intersezionale.com, 20 ottobre 2022
La presenza femminile in carcere assume i connotati atipici dell’anomalia: le strutture, le regole e l’organizzazione interna, infatti, sono plasmate su un modello monolitico, declinato al maschile. Soltanto quattro istituti in Italia sono stati pensati esclusivamente per le donne; nella maggior parte dei casi, invece, queste ultime fanno il loro ingresso in sezioni femminili ubicate all’interno di carceri popolate da detenuti.
di Sara Monaci
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2022
Il protocollo d’intesa è stato siglato da ministero della Giustizia, Commissario per la ricostruzione, la Cei, Anci e Ance ed è finalizzato al reinserimento sociale. Le persone detenute in dieci province delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise, Marche e Umbria lavoreranno nei cantieri di oltre 5mila opere di ricostruzione pubblica e in quelli di 2.500 chiese danneggiate dal terremoto 2016.
di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 20 ottobre 2022
In un tempo da primato rispetto alle consuetudini del nostro legislatore, sono state approvate importanti riforme della giustizia. Ultima in ordine di tempo, dopo quella Penale e Tributaria, è la riforma nel settore civile. Pur considerando il forte e tutt’altro che infondato dissenso espresso dalla magistratura e dall’avvocatura, è necessario coglierne l’essenza considerando che la loro approvazione è stata posta dall’Unione Europea quale condizione per la concessione dei fondi stanziati con il Pnrr.
di Bepi Castellaneta
Corriere del Mezzogiorno, 20 ottobre 2022
Da sottosegretario alla Giustizia (con la ragionevole fiducia in una conferma) a possibile vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Potrebbe essere questa la parabola di Francesco Paolo Sisto, barese, noto penalista ed ex avvocato di Silvio Berlusconi, principe del Foro e della tastiera (memorabili le sue esibizioni al piano in via Argiro, a Bari), eletto con Forza Italia al Senato grazie a una valanga di voti.
di Paolo Comi
Il Riformista, 20 ottobre 2022
C’è voluto l’intervento dei 5 togati progressisti di Area che hanno fatto approvare una delibera ad hoc. Prima non si aveva alcuna certezza che fosse effettuata la benché minima attività istruttoria. Domanda secca: ma che fine fanno gli esposti inviati dai cittadini al Consiglio superiore della magistratura per segnalare, ad esempio, il comportamento scorretto di un magistrato o di un ufficio giudiziario in genere? Prima di questa settimana, ma nessuno ovviamente lo ammetterà mai, il cestino era la probabile destinazione finale.
di Simona Musco
Il Dubbio, 20 ottobre 2022
L’Organizzazione bacchetta l’Italia per il caso Eni. Ma le sue conclusioni si basano sull’appello dell’accusa, cassato come infondato dalla procura generale. L’Organizzazione per la cooperazione internazionale e lo sviluppo economico (Ocse) entra a gamba tesa sull’indipendenza dei magistrati italiani. E lo fa in due modi diversi: con un report nel quale bacchetta l’Italia per il basso numero di condanne nei processi per corruzione internazionale e una inusuale lettera scritta dal presidente del Gruppo di lavoro, Drago Kos, a sostegno di Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, l’accusa nel caso Eni-Nigeria, oggi a processo per rifiuto d’atti d’ufficio.
di Vincenzo Brunelli
luccaindiretta.it, 20 ottobre 2022
Gli agenti contro il fumo passivo portano il caso al Consiglio di Stato. I poliziotti chiedono di bandire le sigarette dai luoghi comuni, i giudici di Palazzo Spada vogliono andare a fondo: attesa per la sentenza.
- Foggia. 30enne muore in cella pochi giorni dopo l’arresto: i genitori chiedono chiarezza
- Torino. Undici detenuti ricevono la certificazione di inglese Cambridge
- Volterra (Pi). Un detenuto in servizio alla biblioteca comunale
- Palermo. Un futuro lavorativo dopo il carcere: le aziende incontrano i detenuti
- Pescara. Pentito morto sotto protezione, indagati 8 medici delle carceri









