di Elena Kaniadakis
L’Espresso, 6 giugno 2022
Duemila profughi sono incriminati in Grecia solo per aver guidato battelli alla deriva. Ma molti altri sono stati intercettati allo sbarco e respinti a forza al limite delle acque territoriali. Nel silenzio dell’Europa.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 6 giugno 2022
Al di là dei profili di diritto, ci si chiede se le istituzioni di un Paese che è parte di un conflitto atroce possano giudicare i prigionieri di guerra in modo equo e giusto, garantendo loro un processo regolare, nonostante il coinvolgimento emotivo.
di Corrado Zunino
La Repubblica, 6 giugno 2022
Un milione di uomini sono rientrati per combattere (ma non ci sono le armi), l’altra metà sono famiglie che vogliono ripopolare il Centro-Ovest, da settimane lontano dall’assedio.
di Francesco Semprini
La Stampa, 6 giugno 2022
L’allarme dell’Interpol e i casi del passato: “Plausibile aspettarsi un afflusso di armi in Europa e oltre. E i gruppi criminali cercano di sfruttare le situazioni caotiche”. Per l’Interpol esiste il rischio concreto che un congruo numero delle armi inviate in Ucraina sia destinato a finire nell’economia sommersa globale e nelle mani della malavita.
di Carlo Lucarelli
La Repubblica, 6 giugno 2022
Da oltre vent’anni si susseguono le stragi nelle scuole americane. Ma nulla cambia. La Tec 9 è una pistola semiautomatica prodotta negli Stati Uniti dalla Intratec su licenza di un brevetto svedese della Interdynamic AB. A parte un lungo caricatore frontale ha la forma proprio di una pistola, ed è poco più grande. Pesa meno di un chilo e mezzo, carica dai venti ai cinquanta colpi calibro 9 parabellum e ha la velocità di tiro di un mitra. La Hi-Point 995 è una pistola automatica dotata di calcio e canna lunga, e infatti è un po’ più grande. Spara anche lei munizioni calibro 9 parabellum in caricatori da cinque a venti colpi e pesa sui due chili e mezzo. Il Savage Springfield 67 modello H è un fucile a pompa calibro 12, di quelli che si usano per andare a caccia, mentre lo Stevens 311 modello D è una doppietta dello stesso calibro.
di Paul Krugman*
La Stampa, 6 giugno 2022
È difficile dire quale sia la più deprecabile tra le reazioni dei repubblicani all’ultima strage con armi da fuoco. Il tremendo senatore Ted Cruz, su cui si può sempre contare, ha attirato grande attenzione sostenendo che la soluzione migliore sarebbe mettere guardie armate in tutte le scuole, e non importa se il sistema scolastico di Uvalde ha già un suo contingente di polizia e se sembra che gli agenti siano arrivati sulla scena del delitto subito dopo l’arrivo dell’assassino. Anche il supermercato di Buffalo - dove appena dieci giorni prima c’era stata un’altra strage - aveva un agente della sicurezza armato che è rimasto ucciso perché la sua pistola non è riuscita a perforare il giubbotto antiproiettile del killer. Se vi interessa la mia opinione, tuttavia, credo che la risposta peggiore e la più agghiacciante sia quella di Dan Patrick, vicegovernatore del Texas, che ha dichiarato che dovremmo “rendere più inespugnabili i bersagli, facendo sì che sia difficile entrarvi a eccezione di un unico accesso”. Una restrizione di questo tipo avrebbe interessanti ripercussioni nell’eventualità di un incendio. In ogni caso, comunque, proviamo a riflettere sulle parole di Patrick: in una nazione che si presume in pace, dovremmo considerare le scuole “bersagli” che dovrebbero essere resi “inespugnabili”. Che cosa implicherebbe questo per la pubblica istruzione, da molte generazioni una delle esperienze più caratterizzanti del fatto di crescere in America? Non vi preoccupate, dice qualcuno che scrive su The Federalist: le famiglie possono sempre tenere al sicuro i figli ricorrendo all’istruzione domiciliare.
di Youssef Siher
Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2022
Sciopero di 7 giorni dopo la rimozione di 57 giudici. Scontri tra manifestanti e polizia. L’indizione dello sciopero da parte dell’Associazione dei magistrati arriva nello stesso giorno in cui si riunisce per la prima volta il Comitato consultivo per gli affari economici e sociali della Tunisia, parte del “Dialogo nazionale”, tenutasi sabato 4 giugno a Cartagine. Nei giorni scorsi erano state forti le proteste di partiti e sindacati per l’esclusione di alcune formazioni dai vertici.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2022
Le scintillanti immagini da cartolina che siamo abituati a ricevere dagli Emirati Arabi Uniti lasciano sempre in ombra un lato B tutto meno che moderno, fatto di repressione e di arbitrio. A marzo e aprile dieci prigionieri, arrestati nel 2012 durante uno dei consueti giri di vite contro il dissenso hanno terminato di scontare la pena. Eppure, sono ancora privati della libertà.
di Paolo Siani*
L’Espresso, 5 giugno 2022
“Ma ora serve fare presto in Senato per non sprecare tutto”. Il commento del deputato che ha firmato il pdl approvato alla Camera che cancella la possibilità per i bimbi di essere reclusi con le madri. Una battaglia portata avanti anche dall’Espresso.
di Giovanna Del Giudice*
L’Espresso, 5 giugno 2022
In questi giorni alcuni interventi su organi di stampa e non ultimo il proscioglimento per vizio totale di mente da parte della corte d’Assise di Trieste di Alejandro Meran, che nell’ottobre 2019 nella questura di Trieste ha ucciso due poliziotti con una pistola sottratta ad uno di questi, riportano l’attenzione sul superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari, sulle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, sulle questioni ancora da affrontare.
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