di Simone Alliva
L’Espresso, 5 giugno 2022
La consultazione referendaria in materia di giustizia, porte girevoli per i magistrati, custodia cautelare e abolizione della Severino rischia il flop. I referendum sulla giustizia non hanno abbastanza appeal. Lo hanno capito soprattutto gli addetti ai lavori e basta fare un giro nelle procure italiane, attraversare quelle grigie stanze che odorano di vuote attese, di faldoni pieni di acari e burocrazia per capire che c’è scarsa la fiducia verso il 12 giugno, giorno in cui, dalle 7 di mattina alle 23, si voteranno i cinque quesiti promossi dal Partito radicale, sostenuti del leader della Lega Matteo Salvini.
di Filippo Facci
Libero, 5 giugno 2022
Quinta e ultima puntata della mini-guida ai referendum che tutti gli italiani (ci auguriamo) andranno a votare il 12 giugno scrivendo o meglio barrando cinque “Si” chiari ed evidenti come la crisi strutturale della Giustizia italiana, per la quale, da qualche decennio, tutti invocano “riforme” e poi tranquilli se ne vanno a cena. La mancanza di incisività della nascente Riforma Cartabia e l’ormai scandaloso silenzio dei media sui referendum rendono ancora più urgente la necessità di correre alle urne anzitutto perché sia raggiunto il quorum che convalidi la consultazione (50 per cento più uno) e poi perché sia lanciato un segnale forte che nella sostanza, a margine dei parolami da talkshow, sembra proteso a lasciare le cose così come stanno.
di Davide Varì
Il Dubbio, 5 giugno 2022
“Non dico cosa voto e non dico cosa mi auguro. Ma sulla riforma basta bandierine”, dice il vicepresidente del Csm. “In Italia le indagini sono sinonimo di colpevolezza, ma il nostro sistema è garantista”.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 giugno 2022
L’avvocato e autore del libro “Giustizia mediatica” interviene sulle sanzioni ai pm che parlano con la stampa.
di Liana Milella
Il Dubbio, 5 giugno 2022
Il procuratore di Perugia: “Abbiamo trovato un equilibrio, diffondiamo ai giornalisti le ordinanze di custodia”.
di Lirio Abbate
L’Espresso, 5 giugno 2022
La delega in bianco alla magistratura non ha innalzato una diga. L’idea di abolire la Severino ne è una prova. E intanto condannati per reati di mafia ispirano le scelte di una classe dirigente che ha la pretesa di presentarsi come nuova.
di Enrico Deaglio
Il Domani, 5 giugno 2022
Trent’anni dopo la morte di Falcone e Borsellino la giustizia non ha ancora ammesso le sue colpe. Serve un segnale politico forte e c’è solo una persona che può darlo. Non c’è più tempo da perdere. “Gentile ministra della Giustizia Marta Cartabia, non trovi strano che una lettera privata venga resa pubblica attraverso un giornale. C’è una ragione; tutti ricordano che fu proprio in seguito alla pubblicazione su Domani di un’inchiesta sui pestaggi di detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, che Lei - la prima volta per un ministro! - volle sincerarsi di persona degli abusi che erano stati commessi nelle carceri, di sua giurisdizione”.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 5 giugno 2022
Il procuratore: “Accorciare i tempi della giustizia con la tagliola dei termini è uno schiaffo alle vittime. Mai in politica perché non sono abituato a mediare. Io ministro? Non succederà, non mi interessa”. Nicola Gratteri è convinto che la riforma della presunzione d’innocenza sia completamente sbagliata. Secondo il procuratore di Catanzaro, “il rischio è che i magistrati non possano più spiegare ai cittadini le ragioni delle loro scelte”.
di Roberto Saviano*
La Stampa, 5 giugno 2022
Le riflessioni dello scrittore al Festival dell’Economia di Torino: “I fondi europei sono un’occasione. I migranti possono rilanciare il Sud spopolato, ma in politica si preferisce fare la lotta allo Ius Soli”.
di Laura Martellini
Corriere della Sera, 5 giugno 2022
“Al medico va fatta una doccia”. Fabio Repici, legale della famiglia del medico la cui morte nel 2004 venne derubricata come suicidio: “Consegneremo alla Procura di Roma una denuncia con nuovi elementi che avvalorano la tesi dell’omicidio da parte della mafia con apparati statali deviati”.
- Lombardia. Dai detenuti incendiano le celle ai suicidi: l’inferno delle carceri
- Milano. “Giacomo sia l’ultima vittima dietro le sbarre”
- Torino. Con un “Trolley” pieno di sogni, il teatro entra in carcere
- Lodi. Bimbi in carcere a giocare con papà
- Abolire le prigioni forse non è possibile, ma sistemarle sì











