di Stiben Mesa Paniagua
milanotoday.it, 5 giugno 2022
Dopo il doppio suicidio a San Vittore, si parla ancora di carceri: a Cremona 80 persone sono state evacuate dopo una protesta incendiaria.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 5 giugno 2022
I genitori del 21enne suicida in carcere: questi ragazzi non sono criminali, aiutiamoli. “A certi ragazzi è come se mancasse la pelle. L’ipersensibilità non consente loro di gestire le emozioni e finiscono per farsi molto male, se non sono curati. Si chiama “disturbo borderline.
Corriere di Torino, 5 giugno 2022
Il laboratorio ha coinvolto 30 detenuti sia nell’allestimento sia nella recitazione accanto ad attori professionisti. Cosa si può mettere in un trolley, in una bella giornata di sole, per andare al mare? Tutto il necessario, ma anche sogni, desideri, pensieri. E se di colpo si mette a diluviare cosa si fa di tutti quei sogni di vita, di quel trolley così pieno di cose, solo apparentemente inutilizzabili? È questo il fil rouge dello spettacolo Trolley, realizzato dai detenuti della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, con la regia di Claudio Montagna, in programma il da domani fino a giovedì (ingresso alle 20).
di Cristina Vercellone
Il Cittadino, 5 giugno 2022
Il 7 giugno, in via Cagnola, 10 genitori sfideranno i figli a biliardino. Bambini in carcere a Lodi per giocare con i loro papà. Il 7 giugno, per la prima volta, nella casa circondariale di via Cagnola, i papà detenuti avranno la possibilità di giocare con i loro figli.
di Vittorio Feltri
Libero, 5 giugno 2022
Un libro di Chiarelettere, firmato da vari intellettuali, tra cui Luigi Manconi, sostiene una tesi interessante: dato che il carcere genera crimine, quindi criminali, andrebbe abolito, sostituito da strutture rieducative. In effetti la galera è un luogo infame nel quale chi vi è recluso subisce trattamenti talmente incivili da risultare incompatibili con un minimo di spirito umanitario.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 5 giugno 2022
Le misure in discussione sono finite nel collo di bottiglia di fine legislatura tra veti incrociati, sgambetti e pioggia di emendamenti.
di Marco Grieco
L’Espresso, 5 giugno 2022
A fine mese arriva alla camera la legge che riconosce la cittadinanza a chi ha studiato in Italia. diritto negato a un milione di minorenni nati o cresciuti nel nostro paese.
di Alessandra Iannello
La Stampa, 5 giugno 2022
La Giornata mondiale dell’ambiente che celebriamo oggi assume un valore particolare nel delicato momento storico che ci troviamo a vivere. La duplice situazione di emergenza, pandemica da inizio 2020 e da qualche mese anche bellica, sta infatti - e purtroppo - stemperando l’importanza della questione climatica e ambientale; mettendo in disparte il percorso verso un cambio di paradigma in chiave ecologica, che quantomeno in Europa pareva iniziare a configurarsi.
di Giansandro Merli
Il Dubbio, 5 giugno 2022
I ministri dell’Interno degli Stati costieri preparano le richieste alla Commissione. Verso il nuovo patto su immigrazione e asilo, da sud un’unica voce per vincolare l’Europa. Se i vertici internazionali sulle politiche sanitarie non citassero i malati o quelli sulla scuola facessero altrettanto con gli studenti assomiglierebbero agli incontri dei ministri dell’Interno che discutono di immigrazione. Nella conferenza stampa finale del quarto appuntamento di Med5, conclusosi ieri a Venezia, nessun intervento ha fatto cenno ai migranti in quanto soggetti titolari di diritti. Al centro solo le esigenze degli Stati costieri di fermare le partenze, espellere gli irregolari e redistribuire tra gli altri paesi membri chi sbarca e ha diritto a rimanere. La richiesta è che, come per i profughi ucraini ma con esiti ben diversi, si stabilisca una responsabilità comune europea anche su chi arriva dal mare.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 5 giugno 2022
Effetto Ucraina. Il segretario dem apre uno spiraglio in vista della votazione in Parlamento del 21 giugno. Nel giorno in cui Matteo Salvini annuncia di aver rinunciato definitivamente alla sua missione moscovita, Enrico Letta segnala un cambiamento di toni sulla guerra in Ucraina. Lo fa citando Alija Izetbegović, presidente della Bosnia Erzegovina ai tempi della guerra in ex Jugoslavia. “Crediamo sia importante sostenere con l’unità di tutti i paesi europei e con l’unità del paese lo sforzo per bloccare l’invasione russa - premette il segretario del Partito democratico - Ma dobbiamo cercare di far sì che si arrivi ad una pace, anche se non è proprio la pace completamente giusta”.











