di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 2 giugno 2022
Parla la moglie del ricercatore iraniano-svedese Ahmadreza Djalali, condannato a morte per spionaggio. Djalali ha lavorato per due anni all’Università del Piemonte Orientale.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 1 giugno 2022
Così ha svelato Ornella Favero, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia: “Siamo abituati a ridicolizzare nel modo più triste e squallido quello che ha a che fare con gli affetti e con la sessualità delle persone detenute, a partire dalla solita definizione di ‘celle a luci rosse’“.
di Giulia Siviero
ilpost.it, 1 giugno 2022
Uno studio di fattibilità su una proposta arrivata dalla Regione Toscana ha provocato un nuovo giro di polemiche su un tema spesso sminuito. Uno studio di fattibilità richiesto dalla Commissione Bilancio del Senato, riguardo alla possibilità di costruire una serie di strutture nelle carceri italiane per garantire ai detenuti uno spazio privato in cui esercitare il proprio diritto all’affettività e alla sessualità, ha provocato una serie di polemiche, specialmente su alcuni giornali di destra.
di Luigi Manconi
La Stampa, 1 giugno 2022
Chiunque si trovi in galera ha il diritto umano di pensarsi e dirsi innocente. Perché vittima di un errore giudiziario o di una persecuzione politica; più spesso, perché convinto che le giustificazioni e le attenuanti, di natura sociale o culturale, siano più rilevanti delle proprie responsabilità soggettive; o perché persuaso, infine, che le colpe del mondo o della società, dei governanti o dei nemici personali finiscano per mandarlo assolto.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 1 giugno 2022
Che tipo di stress deve sopportare un piccolo in prigione con la sua mamma? “Mai più bambini in carcere” è uno di quei temi il cui svolgimento è, in apparenza, inutile. In astratto, non c’è chi non possa dire: ma certo, non si ereditano le colpe dei padri.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 1 giugno 2022
Plaudiamo al primo via libera della Camera che ferma lo scandalo dei piccoli al seguito delle madri recluse. Ma è solo un primo passo. Perché anche dalla qualità del proprio sistema detentivo si legge il grado di maturità di una nazione.
di Danilo Paolini
Avvenire, 1 giugno 2022
Dopo la Legge Simeone-Saraceni del 1998 e la “Finocchiaro” dal 2001 siamo al terzo intervento normativo per evitare il carcere ai bambini fino a 6 anni e alle loro madri.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 1 giugno 2022
Dopo il primo sì alla Camera, già si discute sulle modalità di applicazione delle norme a favore di madri detenute e figli. Il nodo risorse legato e la necessità di accelerare sulle strutture.
di Roberto Russo
Corriere del Mezzogiorno, 1 giugno 2022
“Una misura di civiltà, le donne incinte e le mamme di figli piccoli non devono stare in carcere”. Paolo Siani, deputato dem, illustra la legge approvata alla Camera. Per sdrammatizzare si potrebbe partire da un film come “Ieri, oggi, domani” in cui Sofia Loren, contrabbandiera di sigarette, si dava alle gravidanze seriali per evitare la cella. Oppure si può fare i conti con la realtà: nel 2018 una detenuta di Rebibbia, disperata, gettò i suoi due bimbi dalla tromba delle scale della prigione, uccidendoli. “Quando ascoltai la storia, raccontata dal cappellano del carcere, mi vennero i brividi”.
di Denise Amerini* e Corrado Ezio Barachetti**
collettiva.it, 1 giugno 2022
Il lavoro è un elemento cardine della rieducazione ed è elemento fondante del nostro ordinamento costituzionale, fin dall’articolo 1. La Costituzione non fa differenza fra lavoratori detenuti e non, tutela il lavoro in tutte le sue forme, per questo in carcere deve perdere ogni carattere afflittivo, di sfruttamento, di minore riconoscimento, e stabilire pari dignità e pari diritti. Anche la giurisprudenza costituzionale, come la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha ripetutamente affermato la formale equipollenza del lavoro penitenziario con il lavoro libero, e il fatto che sia finalizzato alla rieducazione non implica di per sé alcuna deroga alla comune disciplina giuslavoristica e previdenziale. Non può essere un obbligo, né un’opportunità, è un diritto/dovere, l’amministrazione “è tenuta a” garantirlo.
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