di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2022
Il rischio di reiterazione del furto non può essere derivato dallo stato di disoccupazione dell’imputato in sé considerato. Quando il danno arrecato con la commissione del reato è indiscutibilmente di tenue entità il giudice non può negare l’invocata causa di non punibilità ex articolo 131 bis del Codice penale, senza adeguatamente motivare sulla sussistenza di elementi ostativi al beneficio. Lo stesso apparato motivazionale deve sorreggere il diniego della richiesta di non menzione della condanna nel casellario giudiziale.
Comunicato Sappe, 14 ottobre 2022
Un detenuto originario del Marocco di 29 anni ha deciso di togliersi la vita. Prima di impiccarsi, ha bloccato la serratura della cella con l’utilizzo di un pezzo di plastica. Proprio questo stratagemma non ha permesso l’intervento dei poliziotti penitenziari che potevano salvargli la vita.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 14 ottobre 2022
Per paradosso la prigione diventa un luogo più altruista e solidale del mondo libero. Nessuno si immagina in catene, dentro una gabbia. Siamo abituati a pensare la nostra libertà come una condizione irrinunciabile. Ma che succede se la gabbia diventa più accogliente del mondo di fuori? L’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità, parla anche di questo. Tra le righe, marginalmente, ma col coraggio di guardare le cose da una prospettiva diversa.
di Francesco Gironi
Gente, 14 ottobre 2022
Second Chance, realizzato dall’attrice Cristiana Capotondi e dalla regista Erika Brenna, mostra le vicende di detenuti, senzatetto e rifugiati che hanno saputo riprendere in mano le loro vite.
di Corrado Augias
La Repubblica, 14 ottobre 2022
Il discorso della senatrice per l’inaugurazione della legislatura tra i suoi ricordi e la condanna del fascismo che sopravvive come luogo culturale.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 ottobre 2022
Guerra. In piazza anche Letta e diversi parlamentari. La pace? Il ritiro completo di Mosca. Circa 400 persone hanno manifestato ieri a Roma, nei pressi dell’ambasciata russa. In un angolo di fronte alla Biblioteca nazionale diverse bandiere ucraine, alcune bielorusse, tre dell’Unione europea e una della pace. Il presidio è stato convocato dopo i bombardamenti ordinati da Putin il 10 ottobre scorso, contro città e civili, da tre associazioni: Mean (Movimento europeo azione non violenta), Base Italia (dell’ex sindacalista Cisl Marco Bentivogli) e Liberi Oltre.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 14 ottobre 2022
Le frasi di Putin evocano il rischio atomico. Si infrange il tabù dei tabù? Il pericolo delle amnesie della storia e quel quadrante che rimane un monito. Possiamo farne una bussola contro ogni amnesia.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 14 ottobre 2022
Queste righe le scrivo di getto dopo aver letto Domenico Quirico esprimere sulla Stampa un concetto agghiacciante e veritiero: “Chi ha cercato di raccontare con onestà i migranti vede il fumo degli articoli e dei libri bruciati salire al cielo; chi, eroica minoranza, ha cercato di restar fedele all’umile motto aiuta chi ha bisogno, ha allestito i corridoi umanitari, non ha fatto dei migranti pretesto, burocrazia o peggio buon affare, deve riconoscere che è stato battuto”. Tutto vero. In quel doveroso dibattito che deve esserci tra testate e giornalisti, scrittori e intellettuali, gli rispondo così: ci abbiamo provato, continueremo a farlo. Siamo stati sconfitti, ma non ora, non oggi. Non da Meloni.
di Claudio Tadicini
Corriere del Mezzogiorno, 14 ottobre 2022
Il malore che accusò mentre raccoglieva pomodori nei campi di Nardò, sotto un sole cocente ed una temperatura che sfiorava i 40°, non gli lasciò scampo. Mohammed Abdullah era un bracciante stagionale. Era del Sudan, sposato e padre di due figli. Uno dei tanti lavoratori extracomunitari che, per 50 euro, si spezzavano la schiena anche per dodici ore al giorno. Spesso in nero, senza sosta né riposo. A volte pure senza acqua per dissetarsi. Accusa e parti civili, in aula, hanno ricostruito la vicenda usando espressioni come “schiavitù moderna” e “mortificazione della persona umana”.
di Karima Moual
La Stampa, 14 ottobre 2022
Ancora una volta il velo portato da alcune donne musulmane. Ancora una volta la Corte di giustizia Europea che si trova ad esprimersi a riguardo sull’ennesima contesa tra una lavoratrice velata e un’impresa privata che cerca di far valere il proprio regolamento interno su come presentarsi al lavoro. La cornice questa volta è il Belgio, paese con una numerosa popolazione di fede islamica, che rispetto ad altre si porta dietro usi e costumi conservatori e ben visibili, come appunto il hijab.
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