ilfriuli.it, 2 giugno 2022
Se ne parlerà martedì 7 giugno, alle 10, a Gorizia, durante il Seminario dal titolo “Sprigiona le tue idee!”. Il progetto “Sissi 2.0 Imprenderò” in Fvg promuove lo sviluppo della cultura imprenditoriale e la creazione di impresa e di lavoro autonomo anche all’interno delle Case Circondariali del Friuli Venezia Giulia.
di Gabriele Serra
quotidianosociale.it, 2 giugno 2022
Nel ministero della giustizia non c’è un solo dirigente interessato a guidare le carceri sarde. Lo fa sapere Maria Grazia Caligaris dell’associazione Socialismo diritti riforme (Sdr), che da anni si occupa della condizione carceraria nell’isola.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 giugno 2022
Il voto alla Camera riapre il caso Icam, dal 2010 sempre annunciato e mai realizzato. La Camera dà il primo via libera alla proposta di legge sulle case per le detenute madri, per non avere più bambini che crescono dietro le sbarre. Nel 2010 Firenze si era candidata a fare da apripista, ma agli annunci non sono mai seguiti i lavori. E adesso quel progetto secondo il garante dei detenuti è già vecchio.
di Alessandro Mazzaro
salernotoday.it, 2 giugno 2022
La richiesta presentata dalla direzione del carcere di Fuorni prevede attività rieducative e sociali per i detenuti attraverso la manutenzione degli spazi verdi, con la collaborazione dei Giardini della Minerva. Via libera della giunta alla richiesta di concessione in uso delle aree esterne della Cittadella Giudiziaria di Salerno presentata dalla direzione della Casa circondariale di Salerno per “avviare attività rieducative e sociali per i detenuti attraverso la manutenzione degli spazi verdi, con la collaborazione dei Giardini della Minerva”.
di Laura Tonero
Il Piccolo, 2 giugno 2022
Fra gli interrogativi: “Perché il Tribunale ha fatto prevalere il giudizio di un solo perito piuttosto che quello di un pool?”. “La libertà è terapeutica, ma anche la responsabilità è terapeutica: una persona va giudicata per quello che fa e non per quello che è”.
di Michela Marzano
La Stampa, 2 giugno 2022
Oggi si celebra la Giornata internazionale dei Peacekeeper, i “mantenitori della pace”, istituita dall’Onu nel 2003 in ricordo del 29 maggio del 1948, quando venne inaugurata la prima operazione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Palestina e nacque l’United Nations Truce Supervision Organization (Untso).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 2 giugno 2022
Ieri il “digiuno di giustizia” in solidarietà ai profughi di ogni guerra. “Giuste le inchieste sui crimini di guerra in Ucraina, anche se andrebbero fatte dopo, ma bisogna aprirne altrettante per ciò che accade nel Mediterraneo, in Libia e lungo le rotte africane. Anche i finanziamenti alle milizie e ai centri di prigionia sono crimini contro l’umanità”. Padre Alex Zanotelli siede ai piedi del Pantheon davanti allo striscione “Digiuno di giustizia in solidarietà ai migranti”.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 2 giugno 2022
Il 30 maggio un gruppo di esperti, nominato dalle Nazioni Unite un anno fa, ha reso pubblico un rapporto che potrebbe avviare il percorso verso la stesura e la successiva adozione di un trattato internazionale sul commercio di strumenti di tortura, a oggi completamente privo di regolamentazione.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 2 giugno 2022
Tarik Lamloum, esperto di immigrazione: “Abbiamo chiesto a Italia e Ue di condizionare i finanziamenti a guardia costiera e autorità di Tripoli al rispetto dei diritti umani. Ci hanno sempre ignorati”. Tarik Lamloum è un esperto di immigrazione e attivista per i diritti umani. È nato e vive in Libia, ma nelle ultime settimane ha visitato diversi paesi europei. Fa parte di un’organizzazione, che preferisce non nominare per ragioni di sicurezza, che documenta le violazioni dei diritti di migranti e rifugiati nel paese nordafricano. Visita spesso i centri di detenzione ed è attiva nelle città di Tripoli, Zliten, Misurata e al confine tra Libia ed Egitto.
di Futura D’Aprile
Il Domani, 2 giugno 2022
“Ha saputo approfittare del conflitto in Ucraina per opprimere maggiormente la società e attaccare i curdi in Iraq e Rojava”. Quello di Gezi sembra un parco come tanti, un’area verde nel cuore di Istanbul in cui famiglie, gruppi di amici o lettori solitari possono trovare un po’ di tranquillità e godersi l’ombra degli alberi, a pochi metri di distanza dalla caotica Istiklal Cadesi, la via dello shopping affollata di turisti e vetrine ammiccanti.











