cityrumors.it, 8 settembre 2019
Pomeriggio in musica nella Casa circondariale di San Donato, con il Festival della melodia, la consueta kermesse canora che, per l'occasione, vedrà i detenuti giudici della competizione. L'appuntamento è domenica 13 gennaio alle ore 16:00: lo spettacolo, che si svolge da 25 anni, è organizzato dall'agenzia Promozione Spettacoli in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali e coinvolgerà alcuni interpreti della canzone cantautorale, quali: Gianni Scognamiglio, Maurizio Tocco, Emanuele Cusopoli, Simone D'Annibale, Antonio Di Giosafat, Maria Tacconelli, Surama, Silvia Chiulli, Nicki Giancristoforo, Fabio Luongo ed Emanuela Fanciulli; l'evento sarà presentato da Paolo Minnucci. Ospiti della kermesse canora, gli ex vincitori nazionali del Festival della Melodia: Marco Corneli, Elena Polidoro e Maurizia Sciarretta, mentre il momento della premiazione sarà preceduto dalle gag comiche del barzellettiere Valerio Basilavecchia.
di Giulia Gambaro
laguida.it, 8 settembre 2019
Lo spettacolo teatrale prodotto da Voci Erranti va in scena da giovedì 26 a domenica 29 settembre, alle 15 e alle 17. Da giovedì 26 a domenica 29 settembre, alle 15 e alle 17, al carcere di Saluzzo va in scena lo spettacolo teatrale "Scusate l'attesa", l'ultima produzione di Voci Erranti messa in scena con il gruppo di venti detenuti partecipanti al laboratorio teatrale tenuto da Grazia Isoardi e Marco Mucaria all'interno della casa di reclusione.
La messa in scena è una riflessione sul tempo, un tempo che fuori passa troppo veloce e dentro è congelato, eterno. La vera condanna del recluso è questa sospensione temporale, un'attesa vuota come in una sala d'aspetto di una stazione senza luogo e senza tempo dove nessun treno passerà. Diceva Qolet nell'Antico Testamento, e lo ha ripreso Ivano Fossati, che c'è un tempo per tutto eppure quello dell'attesa lo viviamo con ansia e frustrazione, dimenticando che l'attesa è una condizione in cui il tempo trattiene il fiato per ricordarci chi siamo. E non possiamo liberarci facilmente dell'ambiguità della vita con il suo alternarsi di presenza-assenza, "non più-non ancora". Per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione, entro il 14 settembre, scrivendo a
agensir.it, 8 settembre 2019
"Oggi più che mai c'è la necessita di operatori adeguatamente preparati per le attività di volontariato con le persone che vivono questa situazione di particolare sofferenza". Lo dice don Vito Piccinonna, direttore della Caritas diocesana di Bari-Bitonto, presentando il corso di formazione per volontari in carcere dal titolo "Ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
Il corso è organizzato dalla associazione "Insieme per ricominciare", insieme con Caritas diocesana, Azione cattolica diocesana, Csv San Nicola e Ministero della Giustizia, e prevede dieci giornate di formazione, condotte - tra gli altri - da operatori delle carceri, avvocati e funzionari del Ministero della Giustizia.
Gli incontri si svolgeranno a Bari (aula di Azione Cattolica - C.so De Gasperi). Il primo si terrà mercoledì 11 settembre alle 17 sul tema "La Caritas e il volontariato cristiano". Tra i relatori ci sarà don Piccinonna, che dice: "Il corso potrà contribuire a formare volontari nelle comunità parrocchiali, dove si incontrano famiglie che, avendo un genitore o un figlio detenuto, vivono situazioni ferite dai punti di vista educativo, genitoriale, valoriale" e permetterà, "cosa importante per noi credenti, di mettere in luce la dimensione riconciliativa".
L'iniziativa si inserisce in un contesto in cui, promossa dalla diocesi, "dal 2016 è attiva 'Casa Freedom' per le persone detenute in permesso premio", sottolinea Piccinonna, ed in cui è sperimentata la collaborazione con l'Ufficio di esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia.
di Fabrizio Ferrante
Ristretti Orizzonti, 8 settembre 2019
Ieri, 7 settembre, gli ex detenuti organizzati di Pietro Ioia e i Radicali per il Mezzogiorno Europeo hanno dato vita a un presidio a Napoli in piazza Nazionale per porre in evidenza le gravi condizioni delle carceri con particolare riferimento alla difficile realtà di Poggioreale.
Per l'associazione Ex Don, che riunisce gli ex detenuti organizzati napoletani, ha parlato il presidente Pietro Ioia: "Noi chiediamo maggiore vivibilità nelle carceri - ha dichiarato Ioia - qui ci sono molte persone con tanti problemi, come chi ha figli autistici con genitore in lontananza, detenuto talvolta anche fuori regione; problemi di chi vive in sette o otto in una cella, problemi di malasanità, problemi di ingiusta detenzione.
Dunque noi siamo qui per ribadire tutte queste ingiustizie che subiscono i detenuti. Noi non vogliamo la libertà dei detenuti - ha precisato Ioia - ma vogliamo che il detenuto si deve reinserire altrimenti è tutto inutile. È una sconfitta per lo Stato, una sconfitta per noi e una sconfitta per tutti. Questo chiediamo, vivibilità per i detenuti.
Questa estate a Poggioreale sono successe molte ingiustizie e noi con i parenti dei detenuti vogliamo che il detenuto sia rieducato e non sconti una ingiusta detenzione. Vogliamo che i detenuti escano cambiati, noi abbiamo qui a pochi metri Poggioreale, che è un inferno dove c'è malasanità e sovraffollamento. Chiediamo massima attenzione al nuovo Governo per le carceri perché esiste l'articolo 27 della Costituzione che stabilisce che le pene devono essere rieducative e non punitive".
Per i Radicali è intervenuto l'avvocato Raffaele Minieri, del comitato nazionale di Radicali Italiani oltre che socio fondatore dei Radicali per il Mezzogiorno Europeo: "Oggi siamo stati qui anche per testimoniare la nostra vicinanza ad un fenomeno gravissimo che è il sovraffollamento carcerario e l'assenza di gestione delle vicende dei familiari e dei detenuti che restano sempre cittadini italiani.
Dalla settimana prossima inizieremo a portare avanti un'istanza alle magistrature superiori affinché venga dichiarata incostituzionale la disciplina dell'ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede il rispetto delle condizioni minime di decenza all'interno delle strutture carcerarie e affinché si permetta ai detenuti, anche se definitivi, di scontare la loro pena in carcere o di attendere un momento in cui il carcere non li costringa a condizioni inumane e degradanti. Noi sappiamo tutti com'è la situazione di Poggioreale e così non può andare avanti".
ansa.it, 8 settembre 2019
Sono almeno 130 i cadaveri recuperati in Yemen dal carcere bombardato dalla Coalizione a guida saudita lo scorso 1 settembre. Lo riferisce la Croce Rossa. I soccorritori stanno ancora scavando sotto le macerie e temono ci possano essere altri corpi: si ritiene vi fossero almeno 170 persone nella struttura, trasformata in carcere dai ribelli Huthi.
di Roberto Saviano
L'Espresso, 8 settembre 2019
Ridicolizzare l'avversario, sbeffeggiarlo, delegittimarlo. È un metodo diffuso, anche tra gli eletti. Che inquina le istituzioni e il vivere civile. Oggi l'Italia è resa violenta da oltre settant'anni di pace, una pace per la quale la mia generazione e quella dei miei genitori non hanno dovuto lottare, una pace di cui in fondo non sappiamo cosa farci, al cospetto di una oggettiva e inarrestabile erosione delle garanzie e dei diritti che hanno costituito e fortunatamente ancora costituiscono (chi sa per quanto) lo stato sociale.
Ma con la crisi di governo tutte queste riflessioni passano in secondo piano, vengono percepite come inutili divagazioni. E invece l'analisi di ciò che accade oggi, e delle modalità con cui accade, ci dovrebbe interessare moltissimo, sempre, a prescindere dalle crisi o probabilmente proprio per comprenderne meglio genesi ed esiti.
Sulla credibilità della politica posso fare un esempio: se un ministro promette di cambiare una legge non viene creduto (qui si insinua la diffidenza che ormai avvolge tutta la classe dirigente, nessuno escluso, nemmeno i populisti e i sovranisti). Ma se un politico, fosse pure quello che gode di minore credibilità, prende di mira un giornalista, un cantante, un attore, uno scrittore, un attivista - magari Richard Gere che meritoriamente sale sulla Open Arms o Leonardo Di Caprio che si interessa all'Amazzonia che brucia - incredibilmente la calunnia, l'attacco, spesso lo sbeffeggio diventano virali e si imprimono nella memoria delle persone come fossero dati di fatto, fatti acclarati e incontrovertibilmente veri. Il politico non viene creduto nelle promesse politiche, ma viene creduto se attacca un non politico, se lo ridicolizza compromettendone il messaggio.
Queste considerazioni nascono dalla mia esperienza personale che negli anni mi ha consentito di poter leggere più chiaramente alcune dinamiche, anche perché gli attacchi che ho ricevuto e le delegittimazioni al mio lavoro sono stati assolutamente trasversali e hanno riguardato parti politiche che mai vorrebbero - almeno apparentemente - essere accomunate.
Ho letto una interessante riflessione di Emanuele Macaluso sull'Huffington Post in cui invitava a non fare paragoni tra le scelte odierne dei politici e le loro trappole, i loro limiti, le loro mediocrità o le loro grandezze, con il periodo fascista. Sono d'accordo, anzi d'accordissimo, difatti credo che non esista alcuna sovrapposizione possibile, se non in un segmento che però, il più delle volte, viene trascurato: la comunicazione.
Paradossalmente, il terreno dove si potrebbero trovare maggiori sovrapposizioni tra momenti storici diversissimi tra loro è proprio quello che meno viene indagato, quello della mistificazione della parola. Cosa devi fare per abbattere un avversario politico? Delegittimarlo. E qual è la maniera più utile per farlo? Ridicolizzarlo, coprirlo di vergogna, imporre una sorta di autocensura. Allo stesso tempo, però, la politica che non opera distinzioni tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica e personale, mentre attacca personalmente i suoi nemici, sta di fatto creando una confusione da cui sarà sempre più difficile uscire. Una mescola tra ciò che è alto e ciò che è basso, tra ciò che è pubblico e ciò che è privato, tra ciò che è politico e ciò che è istituzionale.
Ci viene continuamente ripetuto che oggi tutto è veloce, che la comunicazione è veloce, che non si può perdere tempo, che bisogna comunicare in ogni istante. Dirsi contrario o in disaccordo è naturalmente anacronistico, ma possiamo almeno ipotizzare che la velocità, l'immediatezza sia subordinata alla correttezza? Chiunque sia stato eletto e abbia una carica istituzionale rappresenta tutti, non più solo la sua parte politica, e dunque la sua comunicazione deve (dovrebbe) essere solo istituzionale. Pretendere che mentre si lavora per gli italiani si smetta di fare campagna elettorale e si governi per tutti vi sembra una richiesta peregrina? Pretendere che un ministro non usi le sue pagine social per fare propaganda è una pretesa assurda? E aspettarsi che non faccia attacchi personali mentre rappresenta anche le persone che quotidianamente attacca, non vi sembra espressione di buon senso? Fatevi un regalo, per un giorno solo tralasciate gli account personali di ministri, presidenti di Regione e sindaci, e leggete solo quelli istituzionali, quelli relativi ai ministeri, ai Comuni, alle Regioni: scoprirete di vivere in un Paese diverso, in un Paese normale, in un Paese migliore.
quinewselba.it, 8 settembre 2019
Il presidente del Nocentini Group di Portoferraio, l'imprenditore Tiziano Nocentini, riceverà dai detenuti del carcere di Porto Azzurro "P. De Santis" un orologio fabbricato dai detenuti stessi. È infatti la direzione della casa di reclusione di Porto Azzurro a rendere noto che il giorno lunedì 9 Settembre 2019, alle ore 9,30, Tiziano Nocentini riceverà, presso gli uffici della direzione della casa di reclusione elbana, un orologio fabbricato nella falegnameria dell'istituto. L'orologio sarà donato direttamente da due detenuti della falegnameria in rappresentanza di tutta la popolazione detenuta, alla presenza del direttore Francesco D'Anselmo. "Tale dono - si legge nella nota del carcere - viene dato quale segno di riconoscenza per la vicinanza e sensibilità sempre dimostrate dal dottor Nocentini all'istituto di Porto Azzurro".
andrialive.it, 8 settembre 2019
Da "oasi" per il recupero di tossicodipendenti a comunità per la riabilitazione di detenuti. Lo stesso comune denominatore: il lavoro, la riscoperta del sacrificio per tornare a una vita dignitosa. La masseria San Vittore, nelle campagne dell'agro di Andria, dopo gli anni di abbandono e degrado seguiti alla chiusura della Comunità Incontro di don Pierino Gelmini, torna a pulsare di vita e di umanità per ospitare ex detenuti e detenuti in regime di custodia attenuata.
È il progetto "Senza Sbarre" promosso dalla Diocesi di Andria su impulso di don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli, due sacerdoti da sempre impegnati con brillanti risultati nell'azione pastorale in quartieri della città definiti "difficili" sul piano sociale. Il progetto è partito da qualche mese: una dozzina gli ospiti della comunità, che si dedicano ai lavori agricoli (la masseria è circondata da una decina di ettari di terreno coltivabile) e alla produzione della pasta che soddisfa in parte il fabbisogno degli ospiti e in parte finisce nei negozi di commercio equo e solidale con il marchio "A mano libera".
Un contributo importante è stato assicurato dal Rotary International: il Distretto 2120, la Fondazione Rotary e i Club di Puglia e Basilicata hanno donato la cucina, completa di suppellettili e frigoriferi, in grado di sfornare pasti in grande quantità in occasioni importanti. E la seconda occasione importante per mettere alla prova il grande impianto (la prima il giorno dell'inaugurazione della Masseria e del Pastificio, nel maggio scorso) è in programma oggi, quando le autorità rotariane del Distretto 2120, guidate dal Governatore Sergio Sernia, e i dirigenti e i soci dei Club Andria - Castelli Svevi, Barletta, Canosa di Puglia, Trani e Valle dell'Ofanto assisteranno alla benedizione che sarà impartita dal Vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi.
La giornata sarà aperta dalla celebrazione di una Santa Messa nella parrocchia di San Luigi, a Castel del Monte. Subito dopo, il trasferimento alla Masseria, per i saluti del Presidente del Rotary Club Andria Castelli Svevi, Pietro Marmo, anche in rappresentanza degli altri Club presenti, del Vescovo Mansi e del Governatore Sernia. Dopo la benedizione, un light lunch preparato dagli ospiti della comunità in collaborazione con gli chef di Villa Carafa, la visita alla struttura con la guida di don Agresti e don Giannelli e, infine, la presentazione dei prodotti realizzati dalla coop "A mano libera".
"È un service che riempie di grande orgoglio tutta la famiglia del Rotary - dichiara il Governatore Sergio Sernia - Desidero ringraziare il Presidente della Rotary Foundation distrettuale, il prof. Riccardo Giorgino, e tutti i 57 Club di Puglia e Basilicata per aver aderito senza riserve alla mia proposta di sostegno all'iniziativa. La nostra Associazione ha tra le sue priorità l'attuazione di interventi sostenibili e durevoli per accrescerne l'impatto sui territori e sulle comunità interessate.
Mi sembra che l'iniziativa della Diocesi di Andria sposi alla perfezione gli ideali rotariani: oltre all'aspetto umanitario della cura di uomini e donne che hanno sbagliato e stanno pagando o hanno già pagato il conto alla Giustizia, si guarda all'aspetto sociale per restituire alla collettività persone che conoscono e mettono in pratica quei valori che rappresentano la base per la costruzione di un mondo migliore.
L'incontro di domenica sarà dunque l'occasione propizia per esprimere gratitudine ai sacerdoti, ai volontari e a tutti gli operatori impegnati nel Progetto e incoraggiarli a non mollare davanti alle difficoltà che dovessero manifestarsi".
di Virginia Landi
ungarnofirenze.it, 8 settembre 2019
Nella vita del carcere minorile arriva la nuova edizione di "Spiragli - Teatri dietro le quinte", il festival che, tramite arte e spettacolo, dà luogo ad un evento importante ed educativo. Dal 9 al 14 settembre "Spiragli" sarà infatti la seconda apertura su un progetto che unisce impegno e positività, per condividere teatro, laboratori ed un momento di festa. L'Istituto Penale Minorile "Meucci" di Firenze, come lo scorso anno, si aprirà alla comunità locale apportando alcune novità al programma che si estenderà anche allo Spazio Alfieri e al Cinema Teatro di Castello, andando ad inserirsi tra gli eventi dell'Estate Fiorentina.
Domenica 8 e lunedì 9 settembre due giorni di workshop con il maestro Emmanuel Gallot- Lavallée per i ragazzi del carcere e la partecipazione di 6 attori/danzatori professionisti che realizzeranno una performance finale all'interno dell'Istituto Penale Minorile, con ingresso a offerta libera.
Martedì 10 settembre l'incontro con l'ex detenuto Sasà Striano, oggi attore professionista riconosciuto a livello nazionale. Sasà incontrerà i giovani del carcere e la sera presenterà, presso il Teatro Spazio Alfieri di Firenze, il suo monologo "Il Giovane Criminale. Genet/Sasà".
Mercoledì 11 la presentazione del laboratorio di canto e musica dal titolo "Fiori nel Deserto - Saharat Zohra" in collaborazione con i Servizi Sociali Minorili di Firenze, l'Associazione Ancescao e altri partecipanti locali. Giovedì 12 e venerdì 13 settembre lo spettacolo dal titolo "One Man Jail" con la regia di Claudio Suzzi; lo spettacolo verrà realizzato sia dentro il carcere minorile che fuori, presso il Cinema Teatro di Castello di Firenze.
Sabato 14 settembre la festa conclusiva con il concerto di Peppe Voltarelli e l'esibizione del Laboratorio musica Rap curato dalla Cooperativa C.A.T. in cui sarà possibile visitare la mostra del Laboratorio di Pittura "Arte e Natura" curato dall'Associazione Progress. Info: Interazioni Elementari 347/6430699,
di Fabrizio Dragosei
Corriere della Sera, 8 settembre 2019
Rilasciati 70 detenuti, dai marinai catturati davanti alla Crimea al regista Sentsov. Libero un capo militare coinvolto nell'abbattimento dell'aereo civile nel 2014. Lo scambio di prigionieri appena avvenuto segna indubbiamente una svolta importante nelle relazioni tra la Russia e l'Ucraina. Un segnale fondamentale dopo l'elezione plebiscitaria di Volodymyr Zelensky, l'ex comico che in campagna elettorale aveva proprio promesso un mutamento di passo nei rapporti con Mosca.
Due capitali - Trentacinque uomini detenuti nelle carceri russe e trentacinque prigionieri nelle mani dell'Ucraina sono stati imbarcati su aerei charter che hanno effettuato le "consegne" nelle due capitali. Hanno lasciato la Russia tutti i 24 marinai ucraini che erano stati catturati di fronte alla Crimea in acque territoriali contese tra i due Paesi dopo l'annessione della penisola da parte della Russia. Ed è stato fatto uscire dalla famigerata prigione moscovita di Lefortovo il regista e militante Oleg Sentsov, condannato a 20 anni con l'accusa di aver organizzato attentati.
L'aereo abbattuto - Gli ucraini hanno rilasciato anche il prigioniero più controverso, Volodymyr Tsemakh, un ex comandante separatista sospettato di aver partecipato all'abbattimento con un missile russo dell'aereo civile malese nel 2014. Proprio il suo nome ha ritardato lo scambio che era stato annunciato dal presidente russo Vladimir Putin già la settimana scorsa. Molti in Ucraina erano contrari ad includere Tsemakh, visto che doveva essere giudicato da una corte internazionale. Libero anche il giornalista russo-ucraino Kirll Vyshinsky dell'agenzia Ria-Novosti incriminato di spionaggio.
Assieme a lui lasciano l'Ucraina diversi militanti delle repubbliche autoproclamatesi indipendenti nel Donbass, militari della Crimea catturati dopo aver giurato fedeltà alla Russia all'indomani dell'annessione e altri ucraini accusati di spionaggio a favore del nemico. Vedremo ora se dopo questo accordo Mosca e Kiev riusciranno a fare passi concreti sulla strada dell'applicazione degli accordi di pace sottoscritti a Minsk sotto l'egida di Francia e Germania. Le questioni in ballo sono parecchie e di difficile soluzione, se non altro perché i due Paesi ex fratelli sono separati da 13 mila morti provocati dagli scontri di questi anni.









