di Luisa Foti
La Stampa, 2 maggio 2026
Il Parlamento salvadoregno ha approvato la “cadena perpetua” per i minori dai dodici anni in su, nei casi di omicidio o appartenenza alle bande criminali. Voluta dal governo Bukele. Il Parlamento salvadoregno ha approvato la “cadena perpetua” per i minori dai dodici anni in su, nei casi di omicidio o appartenenza alle bande criminali. Voluta dal governo Bukele, la misura è stata oggetto di numerose critiche per la violazione dei diritti dei bambini. Non è solo un’idea strampalata ed estremista, ma l’ennesimo provvedimento del presidente salvadoregno Nayib Bukele per smantellare l’ordinamento giuridico del Paese con la scusa dello stato di eccezione costituzionale: entrata in vigore lo scorso 26 aprile, la nuova riforma penale prevede l’ergastolo per i minori - dai dodici anni in su - in caso di reati gravi come omicidio, femminicidio, stupro e appartenenza alle gang, gruppi considerati alla stregua di organizzazioni terroristiche.
ilpost.it, 2 maggio 2026
Narges Mohammadi, l’attivista iraniana per i diritti umani che nel 2023 vinse il Premio Nobel per la Pace, è stata portata in un ospedale di Zanjan, dove si trovava in carcere, dopo aver perso coscienza. Al momento è ricoverata in terapia intensiva. La notizia è stata data dalla sua famiglia. Il suo avvocato, Mostafa Nili, ha detto che nelle ultime settimane le condizioni di salute di Mohammadi erano peggiorate rapidamente, e che venerdì aveva avuto dei dolori al petto prima di svenire. Le autorità iraniane hanno rifiutato la richiesta della sua famiglia di trasferirla in un ospedale a Teheran, dove si trova il cardiologo che la segue da anni. A marzo era già stata male e aveva perso coscienza in prigione, ma le erano state negate cure mediche in ospedale.
di Yuri Guaiana
huffingtonpost.it, 2 maggio 2026
La Russia ha classificato il movimento Lgbti come “organizzazione terroristica”, arresta editori per la pubblicazione di libri queer e nelle carceri si consumano le morti sospette di chi organizza viaggi per la comunità gay. Nata nel 1977 per dare voce agli artisti perseguitati dal blocco sovietico - piattaforma che il Fuori! utilizzò per denunciare l’oppressione degli omosessuali in Urss - la Biennale del Dissenso torna oggi a essere un atto di resistenza necessario. Quarantanove anni dopo, quella memoria storica viene paradossalmente evocata dal presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per giustificare l’apertura di un padiglione gestito direttamente dalla Federazione Russa. Si tratta del medesimo Stato che ha classificato il movimento Lgbti come “organizzazione terroristica”, che arresta editori per la pubblicazione di libri queer e nelle cui carceri si consumano le morti sospette di chi organizza viaggi per la comunità gay.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 1 maggio 2026
In una riunione tra ministero e Anm l’annuncio: “Per la media sicurezza sarà di nuovo il direttore a decidere”. Per l’alta sicurezza la palla sui laboratori resta a Roma, ma con meno pratiche alcune attività potrebbero ripartire. Notizia accolta con speranza da chi ha condotto la battaglia per far continuare a entrare in carcere teatro, lingue e libri, ma nessuno si illude. Dopo mesi di chiusura entra in carcere uno spiraglio di luce. La circolare che ha dato il via alle restrizioni sulle attività culturali sarà cambiata: cadrà la regola secondo cui ogni attività che viene svolta in un carcere in cui ci sono detenuti in alta sicurezza deve essere autorizzata da Roma, anche se destinata ai detenuti comuni. Per questi ultimi tornano le regole di prima: sarà il direttore del carcere a decidere se autorizzare i laboratori oppure no.
di Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 1 maggio 2026
Proprio a ridosso di un’estate che si annuncia più calda delle precedenti e che, come le precedenti, si abbatterà sulla sempre più numerosa popolazione detenuta aggravandone le già critiche condizioni, il DAP ha diramato, in pochi giorni, una serie di provvedimenti e comunicazioni sui “frigoriferi nelle carceri” dal contenuto, allo stesso tempo, surreale e grottesco. Da un lato, con una circolare del 31 marzo 2026, a firma del Direttore Generale Detenuti e Trattamento, Ernesto Napolillo, si sollecitano soprattutto i provveditori regionali a impartire adeguate disposizioni per garantire ai detenuti, nei reparti, condizioni di minor sofferenza in ragione dei disagi “correlati alle elevate temperature” della stagione in arrivo, in modo da contrastare l’aumento di atteggiamenti “autolesionistici e/o autosoppressivi da parte dei reclusi”.
ansa.it, 1 maggio 2026
“Serve una fase di ricostruzione che valorizzi le vere professionalità. È ormai evidente che la guida del Dap non può più essere affidata a magistrati ordinari. Nelle more di un auspicabile affidamento della guida a un dirigente penitenziario di carriera, chiediamo formalmente al governo e al Capo dello Stato il commissariamento del Dap”. Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale del Fsi-Usae, Federazione sindacati indipendenti dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico, Enrico Sbriglia. “Siamo convinti - aggiunge - che serva una fase di ricostruzione per una nuova architettura del sistema che valorizzi le vere professionalità.
di David Maria Riboldi
Avvenire, 1 maggio 2026
Niente più frigo nelle celle! E lo sentiamo il coro che si alza, quello della società cosiddetta “civile”: beh sono in galera, non in un albergo! È giusto! Hanno sbagliato: devono pagare. Sottinteso: devono stare scomodi o, meglio ancora, più caustico: devono soffrire. Hanno fatto soffrire gli altri, ora tocca a loro. Niente frigo. Ci sta. Anzi: chi glieli ha messi? Del resto l’organo deputato alla gestione delle carceri si chiama “Amministrazione penitenziaria”. Ossia amministrazione della penitenza, della sofferenza, di quel quid afflittivo che sarebbe necessario a proteggere la società con le sue regole e a fare da effetto deterrente.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 1 maggio 2026
Voci di speranza, voci di riscatto. Sono i cappellani e gli operatori della pastorale penitenziaria riuniti ad Assisi. Un passato da tossicodipendente. Un presente e un futuro da pasticciere. Tommaso non si guarda più indietro. Quel “tunnel” - così lo chiama - che lo ha condotto in carcere è ormai un capitolo chiuso. Adesso aiuta chi è nella sua stessa condizione di allora. La svolta è arrivata grazie all’incontro con la Cooperativa Noi e Voi, che nella Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto porta avanti un laboratorio di pasticceria e buffet, in collaborazione con l’omonima associazione.
di Rita Bernardini
L’Unità, 1 maggio 2026
Dopo la condanna abnorme, i due anni trascorsi nell’inferno delle carceri rumene e l’estradizione in Italia nel carcere di Viterbo, Filippo Mosca deve scontrarsi con i problemi della giustizia nostrana. E, in particolare, della magistratura di sorveglianza: gli negano il permesso perché, si spiega nelle motivazioni, chi non rielabora criticamente il proprio reato resta pericoloso. Ma lui si è sempre dichiarato innocente. Filippo Mosca oggi ha 31 anni. A 28, il 3 maggio 2023, durante una vacanza con amici in Romania per il festival musicale di Mamaia, fu arrestato insieme a Luca Camalleri e a una ragazza che si assunse subito la responsabilità di un pacco contenente droga consegnato in hotel. In un processo sommario, senza distinguere le posizioni, tutti e tre, incensurati, furono condannati a otto anni e qualche mese.
di Francesco Kostner
L’Unità, 1 maggio 2026
Certe storie dovrebbero essere conosciute e meditate da tutti. Per capire meglio quanta sofferenza c’è in giro. Dietro ogni angolo. Magari a poca distanza da ognuno di noi. Spesso senza che se ne abbia contezza. E avere conferma, se ce ne fosse bisogno, che la vita non riserva a tutti lo stesso trattamento. Ho fatto più o meno le stesse considerazioni, ma con un coinvolgimento emotivo e un dispiacere personale ancora più accentuati che in passato, dopo avere letto l’articolo che lo scorso 7 aprile Sergio D’Elia ha dedicato su l’Unità alla drammatica e, aggiungo, assurda vicenda giudiziaria dell’ergastolano di Platì Domenico Papalia, dietro le sbarre da oltre cinquant’anni e gravemente ammalato. È in serio pericolo di vita.
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- Livorno. Detenuto muore in carcere, disposta l’autopsia
- Milano. I detenuti di Opera denunciano: “Topi e docce fredde, niente zucchero e libri”










