Il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2025
L’allarme del procuratore di Palermo: “Separare le carriere non sposta di un giorno la durata dei processi. Cosa Nostra? Si sta concentrando sul boom turistico in Sicilia”. Una proliferazione di reati, che bloccherà la macchina della giustizia. È l’allerta lanciata con un’intervista a La Stampa dal procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia. “Il processo contro i mafiosi è un processo come gli altri e, bene o male, ancora si riesce a fare. Quello che non si riesce a fare è il processo normale, che il cittadino ha bisogno si svolga in tempi ragionevoli. Ora abbiamo un proliferare di reati, ma sempre con le stesse regole. Non possiamo aumentare i processi perché aumentano i reati: così si ingolfa tutta la macchina”.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 8 giugno 2025
Intervista al giudice Giuseppe Gennari che afferma che la scienza non sempre aiuta nell’accertamento della verità. “I magistrati italiani non sono preparati a maneggiare i progressi della scienza, e il rischio è che finiscano ostaggio del sapere scientifico, determinando gravi ripercussioni sui diritti degli imputati e la credibilità del processo”. Giuseppe Gennari, giudice del Tribunale di Milano e autore di numerosi articoli e monografie sulla genetica forense pubblicati su riviste giuridiche internazionali, trae spunto dalla riapertura dell’indagine sul delitto di Garlasco per riflettere sull’arretratezza italiana in questo campo e sulle devastanti conseguenze.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 8 giugno 2025
Le ferite inferte dalle stragi mafiose, nella storia recente della Repubblica, sono fra le più difficili da rimarginare. A farle riaprire, a volte, concorrono la riapertura di un’inchiesta, un anniversario o la flebile speranza di scovare altri brandelli di verità giudiziaria nella ricerca dei mandanti. E nel frattempo può accadere, ed è il caso di cui ragioniamo, che nel calendario di un tribunale arrivi il giorno del “fine pena” per uno di quegli assassini che le suddette stragi - e molte altre efferatezze - contribuirono ad architettare e a eseguire. Ora tocca a Giovanni Brusca, classe 1957, già capo mandamento di San Giuseppe Jato e boss dei Corleonesi, soprannominato lo scannacristiani.
di Monica Cillerai*
L’Indipendente, 8 giugno 2025
Ventuno ore al giorno rinchiuso in una cella di tre metri per due, scavata quasi sotto terra. La luce elettrica va sempre tenuta accesa, nelle celle della sezione 41-bis del carcere di Bancali, frazione di Sassari. Perché quella naturale quasi non c’è. Alfredo Cospito, l’anarchico condannato a 23 anni di detenzione per una “strage” in cui non ci sono stati morti né feriti, vive ancora come sepolto vivo. “Nell’ultimo mese ad Alfredo hanno negato anche l’acquisto di libri” dice il suo avvocato, Flavio Rossi Albertini, a L’Indipendente. “Un libro sui vangeli apocrifi, uno sulla fisica quantistica e due libri di fantascienza. Più un cd musicale”. Ha tutta l’aria di essere una vendetta di Stato quella contro Alfredo Cospito.
di Roberta Barba
tfnweb.it, 8 giugno 2025
Tutelare la genitorialità delle persone recluse e l’infanzia, mettendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria residenze idonee a evitare la presenza di bambini in carcere. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali pubblicherà, la prossima settimana, un Avviso rivolto agli enti del Terzo settore per selezionare un progetto sperimentale per l’accoglienza extra-carceraria di genitori detenuti con figli al seguito. Le risorse complessive assegnate dal ministero della Giustizia alla Sicilia ammontano a oltre 294 mila euro e il governo Schifani li destinerà a interventi volti alla copertura delle rette per il mantenimento sia dei genitori che dei figli presenti nella struttura e per l’attivazione di percorsi di inclusione sociale.
bolognatoday.it, 8 giugno 2025
Antonio Ianniello denuncia due situazioni critiche: sovraffollamento e degrado nel carcere minorile del Pratello, condizioni inumane e rischio salute alla Dozza. Una fotografia preoccupante delle condizioni carcerarie a Bologna arriva dalla relazione 2024 presentata in commissione a Palazzo D’Accursio dal garante dei detenuti del Comune, Antonio Ianniello. Due i nodi principali segnalati: il carcere minorile del Pratello, dove l’apertura del secondo piano avrebbe peggiorato drasticamente la qualità della detenzione, e il carcere della Dozza, dove il numero dei detenuti ha superato livelli critici, toccando soglie che per il garante rischiano di configurare trattamenti disumani.
di Gianluigi Nuzzi
La Stampa, 8 giugno 2025
Giorgio Leggieri: “Servono risposte costruttive. Imprevedibile il caso De Maria”. La tragedia di Emanuele De Maria, omicida e suicida è stata strumentalizzata e deformata da chi ha utilizzato la lente sfuocata dell’indignazione facile per modesti bottini politici e di revisionismo del lungo e tortuoso percorso di reintegrazione finora compiuto. De Maria era detenuto nel carcere di Bollate, istituto modello con il più basso tasso di recidiva di reati in Italia. La storia di De Maria non era prevedibile, il fascicolo era ricco di relazioni positive dei suoi miglioramenti. Direttore è Giorgio Leggieri, in prima linea per mettere la dignità di chi vive dietro le sbarre al centro di programmi e iniziative.
Corriere della Sera, 8 giugno 2025
Il rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà, con dati aggiornati a una settimana fa. Il carcere di Bergamo è fra i primi dieci in Italia per livello di sovraffollamento. È quanto emerge dall’ultimo report del Garante nazionale delle persone private della libertà, secondo il quale ci sono 62.722 detenuti presenti nelle carceri italiane, a fronte di 46.706 posti disponibili, con un indice di sovraffollamento del 134,29% a livello nazionale e di un “significativo aumento” del numero di presenze in carcere - con un incremento di 10.499 unità - registrato dal dicembre 2020.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 giugno 2025
Palazzo Vecchio ha dato la sua disponibilità al Ministero per il progetto di “Giustizia riparativa”. Prima l’hanno offesa, poi l’hanno aggredita fisicamente. Infine, qualche settimana dopo, le hanno chiesto scusa, riflettendo su ciò che avevano compiuto, immedesimandosi nella vittima e cercando di capire da dove provenisse quella violenza. È la storia, una delle tante, dove gli autori (o le autrici come in questo caso) di violenza incontrano le loro vittime. Un confronto diretto, faccia a faccia, moderato da esperti mediatori, dove due ragazze hanno agito bullismo nei confronti di una loro compagna di classe straniera.
di Eliana Positano*
aspbasilicata.it, 8 giugno 2025
Partito il progetto di telemedicina che vede coinvolti Asp, Rotary e il carcere federiciano che fa da apripista. Si è concluso l’ultimo atto per la definitiva messa a punto e partenza del progetto di Telemedicina che interessa i detenuti della Casa Circondariale di Melfi e che rappresenta il risultato di un patto a tre tra Rotary Club Melfi Distretto 2120 Melfi, Asp Basilicata e Ministero della Giustizia siglato lo scorso marzo.
- Volterra (Pi). I nodi della Rems: “Aspettiamo nuova struttura. Ma dal 2015 sembra indietreggiare”
- Avellino. Peppe Battaglia racconta l’esperienza di rieducazione di un gruppo di detenuti
- Siracusa. Progetto teatrale “Il Carcere va a Scuola”
- Sport negli istituti carcerari: la ricerca di speranza e dignità
- Il dissenso oggi è messo fuori legge. L’invito ad astenersi al referendum è un esempio clamoroso











