di Massimo Calvi
Avvenire, 10 giugno 2025
In Italia nascono pochi bambini, eppure le classi delle nostre scuole sono un laboratorio da studiare per inclusione e inserimento degli stranieri: è necessario fare una riflessione culturale. Ci sono sfide, nel senso di problemi, crisi, ma anche opportunità, che per essere affrontate (e vinte) andrebbero comprese e gestite prima che sia troppo tardi. Perché viene un momento in cui gli strumenti a disposizione diventano obsoleti e inefficaci a causa dello scorrere del tempo. Prendiamo la crisi demografica: l’Italia avrebbe dovuto incominciare ad affrontarla seriamente almeno una trentina di anni fa, quando ancora le misure “classiche” di intervento sarebbero state in grado di sortire qualche effetto. Oggi, purtroppo, se si parla di fare qualcosa per rimuovere gli ostacoli al desiderio di figli, il contesto culturale richiede la capacità di inventare veramente qualcosa di nuovo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 giugno 2025
Il giudice ha rigettato le richieste di Interno, Infrastrutture e del Fondo di garanzia di uscire dal procedimento sui mancati soccorsi. Il 21 luglio la decisione. È prevista per il 21 luglio l’ultima udienza preliminare del processo sui presunti mancati soccorsi alla Summer Love, il caicco che il 26 febbraio 2023 si è schiantato contro una secca al largo di Steccato di Cutro, provocando 94 morti, 35 dei quali minorenni, e diversi dispersi. In quella data, dopo le discussioni finali, il giudice per l’udienza preliminare Elisa Marchetto deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio di quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, ai quali la procura di Crotone contesta i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, evidenziando gravi negligenze, sottovalutazioni e ritardi nella catena delle decisioni che avrebbero potuto cambiare il destino dei migranti a bordo dell’imbarcazione partita dalla Turchia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 giugno 2025
Oltre Adriatico vengono deportate anche persone con problemi psichiatrici certificati nei Cpr di provenienza. Il giudice di pace di Roma ha dato ieri il via libera alla proroga del trattenimento a Gjader di un cittadino della Guinea. In settimana sono previste altre cinque udienze analoghe davanti all’ufficio del magistrato non togato. Nel caso specifico non ha ritenuto sufficiente a decretare la liberazione dell’uomo né il procedimento sulla mancanza di regolazione dei modi della detenzione amministrativa pendente davanti alla Consulta - è stato esaminato ieri in camera di consiglio - né il fatto che la Cassazione abbia sollevato alla Corte di giustizia europea dei dubbi di compatibilità del Cpr albanese con le direttive rimpatri e procedure.
di Mariano Croce*
Il Domani, 10 giugno 2025
Questo concetto nasconde un più ampio tentativo di riorientamento psicologico e affettivo a una dimensione di quotidianità segnata dalla guerra, in difesa dello stato come progetto etico collettivo sotto perenne minaccia. Proprio per questo motivo dobbiamo esorcizzarlo. Secondo Vladimir Putin, il conflitto russo-ucraino non è una normale guerra: si tratta piuttosto di una “guerra esistenziale”. Sulla sua stregua, i commentatori e i funzionari russi hanno da tempo preso a suggerire che, senza la totale sconfitta dell’Ucraina, la Russia sarà costretta a un conflitto nucleare, perché ne andrà della sua stessa esistenza come progetto di vita collettiva.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2025
Le testimonianze raccolte da Amnesty. Le persone sanno bene che Israele è colpevole ma si rendono anche conto che Hamas non si preoccupa della loro sofferenza. Poche settimane fa, nel pieno dell’ulteriore intensificazione dei bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza, un portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, dal suo comodo riparo all’estero, ha fatto questa dichiarazione: “La casa verrà ricostruita e i martiri… li riprodurremo dieci volte tanto”. A queste parole ripugnanti e vergognose ha risposto una donna sfollata il 16 maggio da Beit Lahia verso il campo rifugiati di Shati, a Gaza City: “A loro (i dirigenti di Hamas) non importa della nostra sofferenza. Anche se ricostruirò la mia casa che è stata distrutta, i ricordi e la vita che ho passato lì non saranno mai ricostruiti. Mia cugina ha perso il marito e tre figli in un attacco israeliano. Come posso guardarla negli occhi e dirle che i suoi figli saranno riprodotti?”.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 10 giugno 2025
Intervista a Ercüment Akdeniz, noto reporter e scrittore turco. Come tanti colleghi, è accusato da Ankara di affiliazione al Pkk. “Ci accusano con intercettazioni illegali risalenti a 14 anni fa. Si tenta di criminalizzare le alleanze tra partiti di sinistra, socialisti e democratici. Ercüment Akdeniz è un giornalista, scrittore e politico turco, noto per le sue ricerche sui diritti dei migranti in Turchia. È stato presidente dell’Emek Partisi (Emep) dal 2020 al 2023. Il 18 febbraio 2025 è stato arrestato nell’ambito della maxi inchiesta sul Halklarin Demokratik Kongresi (Hdk), il Congresso democratico dei Popoli, fondato nel 2011. Insieme a lui, sono stati trasferiti in diversi centri penitenziari 30 tra giornalisti, politici e attivisti. Le autorità li accusano di essere affiliati o sostenitori del Pkk/Kck, considerato “organizzazione terroristica” in Turchia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 giugno 2025
Il sistema penitenziario è allo stremo: l’emergenza non è più solo una questione di sicurezza, ma di dignità umana e la politica resta sorda alla “rabbia”. La pressione nelle celle, stipate al limite dell’impossibile, è palpabile: ogni sussulto può trasformarsi in rivolta. Nel “37esimo Rapporto Italia” di Eurispes un capitolo dedicato a rivolte, suicidi e sovraffollamento svela senza esitazioni il dramma delle nostre carceri italiane. Nei nostri penitenziari la tensione è al limite: sono inagibili oltre 4.000 posti letto, aggravando la crisi. Nel 2024 i detenuti sono stati 61.861, a fronte di 51.312 posti disponibili, con un sovraffollamento medio del 20,55%.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 9 giugno 2025
Difficile trovare una foto in cui Michalis Traitsis non sorrida. Di motivi per essere soddisfatto in effetti il fondatore di Balamòs Teatro ne ha: pur fra le varie criticità di cui parlerà nell’intervista, la sua visione del teatro ha superato i cancelli delle carceri veneziane, in cui opera da quasi vent’anni, per raggiungere la Biennale teatro, la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e molte istituzioni internazionali. Membro e socio fondatore del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere (partner di un Protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), ha ottenuto l’encomio del Presidente della Repubblica e, nel 2013, il premio Critici del teatro.
di Stefano Liburdi
Il Tempo, 9 giugno 2025
Il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco immagina una giustizia che non sia solo punitiva ma che sappia riparare, reintegrare e che esplori modelli alternativi. Trasformare o chiudere questo modello di carceri a distanza di quasi mezzo secolo, quella stessa sfida viene oggi rilanciata, in un altro ambito, da una voce autorevole come è quella del Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, intellettuale e filosofo, che propone di ripensare radicalmente il sistema carcerario, fino a immaginare - come accadde per i manicomi - la chiusura delle carceri o almeno la trasformazione.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 9 giugno 2025
Il ministro Nordio alla Festa del Foglio. “Dopo la separazione delle carriere e la riforma del Csm, metteremo mano al codice di procedura penale”. Il reato di femminicidio, “un messaggio di attenzione”. Di recente noi abbiamo abolito il reato di abuso di ufficio che intasava i tribunali e ipotecava la serenità degli amministratori e ha alleggerito di molto il carico giudiziario. Poi ci sono invece delle situazioni dove non esiste una tutela e lì è giusto che intervenga la legge penale.
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