di Manuela Marziani
Il Giorno, 11 giugno 2025
“Il cane ti distrae e ti fa dimenticare i brutti pensieri”. Un detenuto di Torre del Gallo sintetizza così che cosa significhi per lui partecipare a “Qua la zampa”, progetto nato nel 2020 per promuovere lo sviluppo di approcci integrati al problema della detenzione attraverso la relazione con gli animali. “L’idea è portare i cani in carcere - spiega Angela Gregorini, assessore al Benessere aninale che ha lavorato con Giampaolo Anfosso che ha la delega alla Partecipazione e alla Sanità - affinché i detenuti se ne prendano cura, diano un senso alla loro permanenza in carcere e imparino le responsabilità”.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 11 giugno 2025
I ragazzi dell’istituto milanese Leone XIII (dove aveva studiato anche Acutis) hanno portato tra i detenuti lo spettacolo “The Greatest Showman”. “Occasione per toccare i cuori e cambiare le vite”. Sul palco cantano e ballano 55 attori tra i 14 e i 19 anni: è il loro Greatest show, tratto dal quasi omonimo musical che nel 2017 ha girato i cinema di tutto il mondo. Dietro le quinte si muovono con loro almeno altrettanti tra aiutanti, costumisti, tecnici e registi. Sulle loro teste, seguendo il ritmo della musica, danza affacciato alla finestra un detenuto. Di fronte agli interpreti, si trova una platea di centinaia di persone recluse nel carcere di Bollate, entusiaste di trascorrere, dopo anni, una serata all’aria aperta.
di Giuseppe Muolo
romasette.it, 11 giugno 2025
Il romanzo “Mio giudice” presentato a San Saturnino. L’autore: “L’emergenza più grave è il sovraffollamento”. La voce dell’ex detenuto Rocca: “La fiducia, primo gradino verso la libertà”. Il magistrato Franco Scala viene colpito da una grave forma di maculopatia degenerativa. Sasha Iannitto conduce invece una vita costellata da esperienze detentive, intramezzate a periodi di libertà. Le loro strade si intrecciano. Due mondi agli antipodi, due modelli di vita, l’uno cresciuto nella devianza e l’altro nella legalità, imparano a confrontarsi e a coesistere. Un giudice dal volto umano e un reo in cerca di riscatto viaggiano, così, all’interno di una varia umanità, tra periferie e quartieri della Roma bene, tribunali e carceri, crimine e legalità, malavita e istituzioni. Un percorso in cui fede e disabilità si confrontano con le difficoltà della vita.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 11 giugno 2025
“Il Sinodo è arrivato anche tra queste mura. Quando papa Francesco l’ha indetto, ho chiesto ai miei amici detenuti cosa si aspettano dalla Chiesa e quale contributo vogliono portare. Ci vediamo qui ogni settimana: oggi è l’incontro numero 142, è una ricchezza per tutti noi”. Padre Gabriele mi accoglie nella cappella della Casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari Uta, mezz’ora di auto dalla città, un carcere scomodo da raggiungere sia per chi ci lavora sia per i parenti che arrivano in visita. Uno dei tanti costruiti lontano dai centri abitati in ossequio alla logica securitaria che vuole tenere alla larga un mondo che invece ha bisogno più che mai di stringere rapporti con chi vive “fuori”.
di Alex Corlazzoli
scarpdetenis.it, 11 giugno 2025
Raccontare chi ha lottato contro la criminalità organizzata è un dovere civico. Come scriveva Gesualdo Bufalino: “Se un giorno la mafia sarà sconfitta sarà debellata da un esercito di maestri”. “Il film I cento passi è ricco di contenuti e immagini caratterizzati da emozioni negative come rabbia, odio, disprezzo, paura ed angoscia. La proposta del maestro ci sembra piuttosto audace quindi a nostro parere, solo un confronto con tutte le parti guidato dalla competenza di uno psicologo, potrebbe esserci d’aiuto per valutare l’opportunità o meno di fare visionare a bambini di dieci anni questa pellicola”.
di Danilo Paolini
Avvenire, 11 giugno 2025
Da qualunque prospettiva si osservi l’esito del voto c’è poco da stare allegri e molto da apprendere. È ora che la disaffezione degli italiani alla partecipazione democratica venga presa in esame. Poco meno di un terzo degli aventi diritto ha dunque scelto di votare per i cinque referendum in materia di leggi sul lavoro e di cittadinanza. Era la soglia minima di affluenza, il 30%, individuata alla vigilia dai promotori, soprattutto dai partiti del cosiddetto “campo stretto” (Pd, M5s e Avs) per poter dire di non avere del tutto fallito il bersaglio. Circa 13 milioni i voti per il Sì ed è stato sottolineato che sono 700mila in più di quelli che, alle ultime elezioni politiche, hanno consentito a Giorgia Meloni di essere incaricata dal presidente della Repubblica di formare il Governo in carica.
di Flavia Perina
La Stampa, 11 giugno 2025
Il vertice di maggioranza sul fine vita di ieri ha fatto notizia per due cose che non c’entrano niente col tema, e cioè la lite tra Lega e Forza Italia e in materia di terzo mandato e pace fiscale: non è che l’ultimo segnale di un’agenda dei diritti che resta ostinatamente irrilevante, dimenticabile, chiusa malgrado tutto, comprese le dichiarazioni di intenti dei leader. Si sa, ad esempio, che Antonio Tajani è favorevole allo Ius Culturae, cioè la cittadinanza ai bambini di origine straniera che hanno fatto due cicli scolastici in Italia. E però quell’orientamento resta lì, nel limbo dei desideri espressi ad alta voce, senza nessuno che lo prenda sul serio (pure Giorgia Meloni, in altre ere, era d’accordo, ma ora che governa figuriamoci).
di Francesco Grignetti
La Stampa, 11 giugno 2025
Nel corso della riunione convocata a palazzo Chigi sarebbe emersa l’ipotesi di creare un comitato etico nazionale. Dopo lo stallo registrato nei mesi scorsi qualcosa sembra muoversi sul fronte del fine vita. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, infatti, nel corso della riunione convocata a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni per discutere del tema, sarebbe emersa l’ipotesi di dar vita a un comitato etico nazionale, i cui componenti vengano nominati attraverso un Dpcm, che abbia voce in capitolo sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale (Ssn) sui casi di fine vita e sulla necessità di garantire le cure palliative in tutto il territorio nazionale.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 11 giugno 2025
Dopo il vertice di maggioranza che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi, spunta l’ipotesi di un coordinamento nazionale per le richieste di suicidio assistito. Un’idea ci sarebbe, per superare il nodo più “pesante” emerso sul fine vita: affidare tutto a un comitato etico nazionale, nominato attraverso un Dpcm, in modo che non siano le singole asl a gestire le richieste. Il nodo in questione riguarda proprio il ruolo del servizio sanitario nazionale, che Fratelli d’Italia vorrebbe escludere del tutto: metterlo nero su bianco sarebbe complicato, e infatti il centrodestra non ha ancora trovato la quadra sul punto.
di Concetto Vecchio
La Repubblica, 11 giugno 2025
Una fetta non trascurabile di elettori che alle ultime Europee avevano votato Pd ha respinto la proposta di dimezzare da dieci a cinque anni i tempi di residenza per diventare italiani. Elly Schlein si era espressa per il sì. A Firenze un elettore su quattro del Pd ha votato no al quesito sulla cittadinanza. A Bologna uno su cinque. A Genova il 22 per cento. Lo certificano i flussi analizzati in dieci grandi città dall’Istituto Cattaneo. Sorprendente? Non tanto. Non si spiega altrimenti quel 34,57 per cento di no per il quinto quesito, scheda gialla, al referendum dell’8 e 9 giugno.
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