di Emilio Minervini
Il Dubbio, 12 giugno 2025
Trump ha inviato i marines in California per arginare la presunta invasione di clandestini. Ma qualcosa non torna. Sarebbe stato l’ordine, dato dal capo del gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, agli agenti federali di arrestare più persone possibile in assenza di condanne penali, a innescare le proteste di Los Angeles. Proteste pacifiche che non hanno fatto che aumentare con l’invio, da parte della Casa Bianca, prima della guardia nazionale e dei marines poi, in un domino dagli esiti incerti e pericolosi. Atti per i quali, come riportato negli scorsi giorni, il governatore della California, Gary Newsom, ha avanzato due diverse cause all’amministrazione Trump, una per l’invio della guardia nazionale e una per lo stanziamento dei marines.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 12 giugno 2025
La repressione delle proteste in America rischia di segnare il passaggio a un assetto più autoritario. Quello che sta avvenendo in California in queste ore, documentato da centinaia di video, ci precipita nel grande tema di questo tempo: la modificazione profonda, radicale, del potere. Trump sceglie un tema, quello dell’immigrazione, sul quale sa di godere di vasto consenso nella sua impaurita opinione pubblica, e opera una forzatura che ha a che fare con la tenuta delle istituzioni democratiche americane.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 12 giugno 2025
Salvini oscilla tra ondate di ammirazione, emulazione e invidia. Donald è il suo eroe, fa quel che lui vorrebbe e non può. “Difende la sicurezza”, certo: spingere il Paese alla guerra civile farà dormire ai cittadini sonni tranquilli. Spari permettendo. Meloni no: alle forme ci tiene e in sostanza è questa la sola differenza fra lei e i trogloditi di Washington e via Bellerio. Ma si dia a Giorgia ciò che a Giorgia spetta: il copyright le appartiene di diritto. L’idea è sua e nel vecchio continente era piaciuta subito a tutti, senza distinzioni da XX secolo fra destra e sinistra. Trump non si è inventato niente. Poi, certo, ognuno ha il suo stile e quello europeo è più felpato e ipocrita. L’americano adora ostentare inciviltà, qui si preferisce praticarla senza farlo sapere, magari delegando i compiti più truci al primo libico che passa. Ma all’osso non c’è differenza. L’Albania è la nostra Guantanamo.
di Piero Colaprico
La Repubblica, 11 giugno 2025
Papa Francesco fino alla vigilia della sua morte ha speso parole di umanità e saggezza per i carcerati. Ma quanti decenni ancora dovremo aspettare affinché si metta mano a una situazione che appare oggi non più rimandabile? In Italia c’è una brigata che non tramonta mai, è quella dei politici che vanno in galera. Ma al di là di questa constatazione (molto poco allegra) su quanto siano specchiati o non specchiati i nostri amministratori pubblici, a volte il carcere li aiuta a comprendere una realtà che forse, stando tra i velluti del palazzo, hanno scordato. Com’è successo all’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Dalla cella di Rebibbia ha mandato una lettera a Carlo Nordio, Ministro della giustizia del Governo Meloni: “Le stiamo scrivendo perché vogliamo - a firmare sono il politico e lo scrivano del reparto G8 - sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’attuale situazione carceraria, che a noi, e non solo a noi, appare insostenibile e contraria ai dettati costituzionali”.
Il Sole 24 Ore, 11 giugno 2025
La misura potrebbe risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. In Italia sono 16.568 i detenuti che al 31 maggio scorso sono in cella per scontare condanne o residui di pena inferiori a due anni: tanti quanti sono ospitati in eccesso nelle nostre carceri. A sottolinearlo è il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, secondo il quale “basterebbe un provvedimento di indulto” per queste persone a cancellare il sovraffollamento e rimettere in funzione il sistema penitenziario italiano. In totale negli istituti penitenziari italiani a fine maggio erano 62.761 le persone recluse, 11.437 in più della capienza complessiva, 16.016 in più rispetto ai posti regolamentari effettivamente disponibili (4.579 posti sono in camere, sezioni o istituti in ristrutturazione o manutenzione).
di Felice Manti
Il Giornale, 11 giugno 2025
Il Guardasigilli: la loro disintossicazione parte del processo di rieducazione. L’appello di Zuppi (Cei): la speranza per loro è il lavoro. Contro il sovraffollamento nelle carceri “serve approccio “organico e una prospettiva di lunga durata”, che passa anche dalla rieducazione dei detenuti tossicodipendenti attraverso la disintossicazione fuori dalle celle. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto dal palco dell’evento della Corte dei Conti sul sistema carcerario, presentando il piano carceri. È un “sistema complesso, con problemi cronicizzati”, ha precisato il Guardasigilli, convinto che “le osservazioni contenute nella relazione della Corte dei conti sono evidentemente condivisibili, nella misura in cui esse si appuntano sul fatto che: molti interventi edilizi ancora attendono di essere realizzati; che occorrono nuovi posti detentivi contro il sovraffollamento”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 giugno 2025
Oggi alla Camera la presentazione di “Innocenti. Il libro bianco dell’ingiusta detenzione in Italia”, curato da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone. “Se si prendessero per mano l’una con l’altra, le persone arrestate o condannate ingiustamente in Italia negli ultimi trent’anni formerebbero una catena umana capace di coprire la distanza tra Roma e Napoli. Ogni otto ore una di loro viene arrestata da innocente. Per risarcirle lo Stato ha già speso quasi 1 miliardo di euro, al ritmo di 57 euro al minuto”. Questo è un dato di fatto, insieme a tanti altri dati di fatto contenuti nell’opera, allo stesso tempo scientifica e divulgativa, “Innocenti - Il libro bianco dell’ingiusta detenzione in Italia”, curato dai giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone (Giappichelli Editore, pagine 144, euro 18).
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 11 giugno 2025
Il giurista argentino critica la funzione repressiva della giustizia penale e chiede un cambio di paradigma. “Il carcere colpisce i più deboli. La pena va contenuta, non trasformata in idolo”. Intervista a Eugenio Raul Zaffaroni, professore emerito di diritto penale e criminologia all’Università di Buenos Aires, già giudice presso la Corte suprema argentina e la Corte interamericana dei Diritti umani.
di Claudio Geymonat
riforma.it, 11 giugno 2025
Il provvedimento, ora diventato legge, inasprisce alcune pene e introduce nuovi reati, come “rassicurazione” in un clima di inquietudine sociale: rischia di farne le spese chi è più debole. Il Senato ha approvato la conversione in legge del cosiddetto “Decreto Sicurezza”, la Camera lo aveva fatto il 29 maggio, per cui la norma ora è legge. Il testo è stato duramente contestato dalle opposizioni, da associazioni ed esperti di diritto per l’introduzione di numerose nuove tipologie di reato e per l’aumento delle pene per altri reati. Ne abbiamo parlato con Marco Bouchard, ex magistrato, già presidente della seconda Sezione penale presso il Tribunale di Firenze e sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, presidente della Rete Dafne Italia, rete nazionale per l’assistenza alle vittime di reato.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 giugno 2025
Scontro al “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati: il presidente Parodi fa oscurare il video dell’intervento di un componente del direttivo critico con la giunta. Alla faccia della libertà di espressione. Tanto gridarono al bavaglio che alla fine i magistrati finirono per mettersi il bavaglio da soli. Ha del surreale lo scontro andato in scena lo scorso fine settimana alla riunione del Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Associazione nazionale magistrati (il cosiddetto “parlamentino delle toghe”), tra urla, liti e denunce di “censura fascista”. Tutto ha preso origine da un intervento tenuto nella precedente riunione del Cdc dal magistrato di Milano Stefano Ammendola.
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