di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 giugno 2025
Sei mesi per fissare un appuntamento che non arriva mai; intermediari che si appostano fuori dalle ambasciate chiedendo migliaia di euro; famiglie separate per anni nonostante abbiano tutti i documenti in regola. È il quadro che emerge dall’inchiesta condotta dal progetto “Annick. Per il diritto all’unità familiare”, che nel 2024 e nei primi mesi di quest’anno ha assistito oltre 90 persone straniere alle prese con le procedure di ricongiungimento familiare. Un diritto fondamentale, riconosciuto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Costituzione italiana e dalle direttive europee, si è trasformato in un percorso a ostacoli, dove i tempi di legge non vengono rispettati e proliferano pratiche ai limiti della legalità.
di Paolo Valenti
lavialibera.it, 11 giugno 2025
“Era meglio morire”. Il calciatore libico è stato condannato a trent’anni insieme ad altri quattro compagni perché ritenuto membro dell’equipaggio del barcone su cui nel 2015 sono morti 49 migranti. Il 12 giugno, la Cassazione si pronuncerà sulla richiesta di revisione del processo. Le lettere del giovane dal carcere diventeranno un libro. “Era preferibile per me morire che fare una vita così, fare il detenuto da innocente. Era meglio la morte naturale”. A scrivere dal carcere Ucciardone di Palermo è Alaa Faraj, negli atti giudiziari Alla F. Hamad Abdelkarim. Nato in Libia trent’anni fa, nel 2017 la giustizia italiana l’ha condannato a spenderne altrettanti in cella perché ritenuto, insieme a quattro compagni, lo “scafista” del barcone che, nella notte di Ferragosto del 2015, è stato soccorso dalla Marina italiana al largo di Lampedusa e nella cui stiva sono stati trovati i corpi di 49 persone, morte asfissiate durante la traversata.
di Patrizia Meringolo
Il Manifesto, 11 giugno 2025
Mauro Croce, l’autore, è un professionista e un teorico di grande spessore. Una persona che sa coniugare la riflessione scientifica con l’attivismo, nel senso più profondo e politico del termine. Mi ha coinvolto perché apparteniamo alla stessa generazione, con gli stessi riferimenti teorici e gli stessi ideali, orgogliosi dei cambiamenti possibili (pensiamo alla 180…) e frustrati per le battaglie politiche senza approdi soddisfacenti. Croce descrive il suo ‘tirocinio’ a Londra, dove la comunità terapeutica di Phoenix House si proponeva come un trattamento ‘efficace’ per le tossicodipendenze. Siamo all’inizio degli anni 80, l’eroina cominciava a fare vittime di overdose e di marginalità sociale anche in Italia, dove i servizi sembravano impotenti e scarsamente attrezzati, e i professionisti apparivano accomunati allo stigma dei loro utenti.
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 11 giugno 2025
Da Parigi a Berlino, da Roma a Londra, prende sempre più quota la convinzione che la deriva dei continenti, la distanza politica tra America ed Europa, stia per diventare un dato di fatto. Nel confronto a porte chiuse con gli alleati, i governanti trumpiani sono ancora più brutali rispetto a ciò che vediamo in pubblico. Venerdì 6 giugno: vertice della Nato a Bruxelles. A un certo punto il capo del Pentagono Pete Hegseth si rivolge così ai colleghi europei: ma perché continuate a insistere con l’Ucraina, quando c’è così tanto da fare con la Nato? Subito dopo l’Ambasciatore Usa, Matthew Whitaker, va giù piatto: guardate che ora tocca a voi sostenere il peso dell’aiuto militare a Kiev; noi abbiamo già fatto troppo.
di Alex Horton e John Hudson*
Il Foglio, 11 giugno 2025
L’amministrazione Trump si sta preparando ad avviare il trasferimento di migliaia di stranieri potenzialmente presenti illegalmente negli Stati Uniti verso la base militare statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba, a partire da questa settimana, hanno affermato funzionari statunitensi a conoscenza della questione. I cittadini stranieri presi in considerazione provengono da diversi paesi. Tra questi, centinaia provengono da nazioni europee amiche, tra cui Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina, ma anche da altre parti del mondo, tra cui molti provenienti da Haiti. I funzionari hanno condiviso i piani con il Washington Post, inclusi alcuni documenti, a condizione di mantenere l’anonimato, poiché la questione è considerata estremamente delicata. Secondo i funzionari, è improbabile che l’amministrazione informi i governi di origine degli stranieri in merito agli imminenti trasferimenti verso la famigerata struttura militare, compresi stretti alleati degli Stati Uniti come Gran Bretagna, Germania e Francia.
di Iacopo Luzi
La Stampa, 11 giugno 2025
L’amministrazione Trump sta pianificando di aumentare drasticamente l’invio di migranti senza documenti alla base di Guantanamo. Fra di loro ci sarebbero anche cittadini europei. L’amministrazione Trump sarebbe pronta a inviare migliaia di migranti illegali negli Stati Uniti alla base militare di Guantanamo, Cuba, a partire da questo mercoledì. Si tratterebbe di almeno 9mila persone, già esaminate per il trasferimento, secondo alcuni documenti ottenuti dalla stampa americana. Fra loro ci sarebbero anche 800 europei, inclusi degli italiani. Tuttavia, fonti informate confermano a La Stampa che le autorità statunitensi avrebbero assicurato ai loro omologhi europei che, sebbene si stia valutando come procedere, questa misura non dovrebbe coinvolgere gli immigrati illegali provenienti dai paesi alleati, inclusa l’Italia.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 10 giugno 2025
Basterebbe un provvedimento di indulto per le pene o i residui di pena fino a due anni per cancellare il sovraffollamento e rimettere in funzione il sistema penitenziario italiano. 16.568 persone, il 31 maggio scorso, scontavano pene o residui pena inferiori a due anni: tanti quanti sono ospitati in eccesso nelle nostre carceri. Erano 62.761 le persone detenute nelle carceri italiane il 31 maggio scorso: 11.437 in più della capienza complessiva, 16.016 in più rispetto ai posti regolamentari effettivamente disponibili (4.579 posti sono in camere, sezioni o istituti in ristrutturazione o manutenzione). Da qui il famoso indice di sovraffollamento del 134,29%, il che significa che dove ci sono cento posti, ci stanno in media 134, 135 persone.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 10 giugno 2025
L’idea di “Spazio aperto”, il presidente Martellucci “Privati e Fondazioni bancarie agiscano insieme”. Sistema di contratti nazionali e giustizia riparativa. Il punto di partenza: 62mila detenuti stipati dove potrebbero starcene 45mila al massimo, un record di suicidi in carcere che supera se stesso di anno in anno, un sistema di pene che genera continuamente nuovi crimini anziché cittadini recuperati.
di Laura Ferrari
eclavoro.it, 10 giugno 2025
Il D.Lgs. 48/2025, noto come Decreto Sicurezza, introduce significative modifiche in materia di sicurezza pubblica, tutela del personale in servizio e ordinamento penitenziario. Tra le novità più rilevanti in materia di lavoro, spicca l’estensione dell’apprendistato professionalizzante ai detenuti, con l’obiettivo di favorire il loro reinserimento sociale e lavorativo. Nello specifico, l’articolo 36 modifica l’articolo 47, D.Lgs. 81/2015, in materia di apprendistato professionalizzante, aggiornando il primo periodo del comma 4. Viene prevista la possibilità di stipulare contratti di apprendistato professionalizzante senza limiti di età, anche nei confronti dei condannati e degli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e dei detenuti assegnati al lavoro all’esterno.
di Mauro Palma, Emilia Rossi e Daniela de Robert
Ristretti Orizzonti, 10 giugno 2025
Lo storico avvocato del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale lascia dopo anni d’intenso lavoro ogni suo incarico. L’avvocato Michele Passione, che ha assicurato in questi anni la presenza del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale nel maggiore numero di procedimenti riguardanti i riferiti episodi di maltrattamenti o torture da parte delle Forze di polizia nei luoghi di detenzione o custodia, ha presentato la rinuncia al proprio mandato in tutte tali diverse situazioni. Rischia di restare così azzerata la presenza del Garante nazionale nel processo per i fatti di Santa Maria Capua Vetere, San Gimignano, Firenze-Sollicciano, Reggio Emilia, Verona, solo per citarne alcuni.











