di Andrea Granata
ilpomeriggio.it, 13 giugno 2025
Proprio nei giorni in cui ovunque impazzava la vicenda del delitto di Garlasco, con copertura mediatica davvero impressionante, nel silenzio quasi generale lo scorso 28 maggio veniva pubblicato “La Battitura, strage in carcere”. Si tratta di un podcast in sei episodi del Tg1 per RaiPlay Sound scritto e condotto da due valenti giornalisti, Perla Di Poppa e Alessio Zucchini. La vicenda racconta della più grave strage in carcere dell’età repubblicana avvenuta nel penitenziario di Modena in seguito ad una rivolta scoppiata nel marzo 2020. Detonatore della rivolta fu il mix dei primi contagi in carcere da Covid 19 e le conseguenti restrizioni a visite e permessi. Tredici detenuti, tredici persone affidate allo Stato persero la vita.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 13 giugno 2025
Nel giro di qualche giorno abbiamo avuto notizia dell’epurazione da parte di Meta nei confronti di due giornalisti. Mariano Giustino, una firma di Radio Radicale, corrispondente dalla Turchia, collaboratore di diversi quotidiani e settimanali, “in particolare dopo due post, uno sull’uso del caos da parte di Hamas, l’altro sulla gogna in Turchia per i sindaci oppositori” scrive il diretto interessato. Stessa sorte per Damiano Aliprandi de Il Dubbio, uno dei più preparati, vivaci e indipendenti scrittori di giustizia e carceri a detta di molti addetti ai lavori.
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 giugno 2025
Gli ultimi dati sull’istituto sollecitato dal Cnf, introdotto grazie a Costa e potenziato da Nordio: nel 2025 domande in aumento di oltre il 30% rispetto a due anni fa. “I Coa possono aiutarci a crescere ancora”. È un bel risultato. Un tassello nella costruzione dello Stato di diritto. Il fondo per il ristoro delle spese legali agli assolti comincia finalmente a suscitare interesse, a essere utilizzato più diffusamente. Nel 2025 cresce, fino a sfiorare il migliaio, il numero delle istanze proposte: in tutto 919, più del doppio rispetto alle domande presentate nel 2022, cioè nel primo esercizio di vigenza dell’istituto, quando si registrarono appena 362 richieste.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 13 giugno 2025
Mentre gli uffici giudiziari sono in sofferenza e l’arretrato minaccia gli obiettivi del Pnrr l’ultima nomina riguarda una giudice in servizio alla Corte d’appello di Napoli. Ancora magistrati collocati fuori ruolo. A un ritmo ormai divenuto incessante, il Consiglio superiore della magistratura anche questa settimana ha disposto il collocamento fuori ruolo di una toga. Si tratta della giudice napoletana Allegra Migliorini, attualmente in servizio presso la Corte d’appello del capoluogo campano. La giudice nelle prossime settimane andrà a ricoprire l’incarico di direttore dell’Ufficio I della Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria del Dipartimento per gli affari di giustizia (Dag) di via Arenula.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 giugno 2025
Il pm di Torino Paolo Toso durante la requisitoria finale di un processo definisce “preoccupante” la riforma in discussione in Parlamento. Una palese esondazione nel campo della politica. Per Nordio e Csm tutto normale? Pur di contrastare la riforma della separazione delle carriere ora i magistrati usano persino le requisitorie. Ha dell’incredibile quanto avvenuto mercoledì al tribunale di Torino, durante il processo a carico di due agenti di polizia accusati di arresto illegale. Durante la requisitoria, il pubblico ministero Paolo Toso ha chiesto la condanna per i due imputati e poi ha attaccato la riforma costituzionale in esame al Parlamento: “Questo è un caso che rende preoccupante il progetto di separazione delle carriere dei magistrati. È stata l’autonomia del giudizio a permetterci di operare un vaglio critico degli elementi che ci sono stati forniti”, ha detto Toso. Una palese esondazione nel campo della politica, alla faccia del principio di separazione dei poteri e dei doveri di equilibrio e riserbo in capo ai magistrati.
di Vincenzo Scalia*
L’Unità, 13 giugno 2025
La liberazione di Giovanni Brusca, esponente di spicco di Cosa Nostra, reo confesso della strage di Capaci e della morte del magistrato Rocco Chinnici, oltre che dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, avvenuta il 5 giugno scorso, ha conquistato la ribalta mediatica. I soliti fautori del carcere come misura regolatrice dei conflitti sociali, hanno utilizzato la liberazione di Brusca per attizzare quella parte dell’opinione pubblica che ritiene troppo lassista il sistema penale italiano. In realtà, la liberazione di Giovanni Brusca, parla di noi, delle paure contemporanee regolate attraverso la domanda di sicurezza e la produzione di outputs repressivi da parte degli attori politici, oltre a evidenziare le contraddizioni del sistema penale. In particolare, sono tre gli aspetti che vale la pena di sottolineare.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 giugno 2025
Intervista a Raffaele Sollecito, che dice: “Servirebbe una maggiore attenzione prima di innamorarsi di una tesi accusatoria che poi si potrebbe rivelare fallace ma intanto avrebbe prodotto degli effetti devastanti sull’innocente”. Raffaele Sollecito sa bene cosa sia un processo mediatico violento e una ingiusta detenzione. Quattro anni di carcerazione preventiva, sei mesi in isolamento, dipinto come uno mostro sulla stampa. Ma era innocente. Non aveva ucciso lui Meredith Kercher nel 2007. Chi meglio di lui può affrontare le questioni di questa intervista?
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 13 giugno 2025
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sul decesso del detenuto: il malore improvviso, ma anche eventuali negligenze o circostanze esterne che possano aver influito sul tragico epilogo. Interviene il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso del detenuto napoletano, Ciro Pettirosso, trovato morto nel carcere di Avellino. Il guardasigilli ha risposto all’interrogazione del parlamentare Aboubakar Soumahoro. È stata “acquisita, tramite il Dipartimento degli Affari di Giustizia, la relazione dell’autorità giudiziaria competente, trasmessa con nota del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Avellino”, precisa Nordio. Il 36enne fu rinvenuto senza vita nella sua cella lo scorso 7 febbraio. “Le cause del decesso del detenuto sono in corso di accertamento”, sottolinea Nordio.
di Marina Lomunno
vocetempo.it, 13 giugno 2025
Martedì 10 giugno a Palazzo Barolo un convegno promosso dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, legata alla diocesi torinese, ha affrontato il tema “Tras-Formare la Pena, formazione per la rieducazione e il reinserimento lavorativo”. La testimonianza di un ex detenuto avviato al lavoro. Atef, 48 anni tunisino, è un esempio di come la formazione professionale sia indispensabile per la rieducazione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Atef, avviato al lavoro in un’impresa di pulizie, grazie ad un corso di formazione professionale erogato dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri nella Casa Circondariale di Biella, ha raccontato la sua storia di “ritorno” alla vita (ora è assunto con contratto a tempo indeterminato) martedì 10 giugno a Palazzo Barolo, durante il convegno promosso dalla Fondazione, ente di formazione professionale legato alla Diocesi di Torino, sul tema “Tras Formare la Pena, formazione per la rieducazione e il reinserimento lavorativo”.
di Aurelio Biassoni
lombardiaquotidiano.com, 13 giugno 2025
Iniziativa promossa dal Difensore regionale che riveste anche il ruolo di Garante dei detenuti, insieme al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Una iniziativa per evidenziare e promuovere il lavoro delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria sia all’interno degli istituti penitenziari sia all’esterno, con particolare attenzione alle possibili sinergie tra il mondo carcerario, imprese e terzo settore, in un’ottica di inclusione, responsabilità sociale e prevenzione della recidiva.
- Catania. Confindustria e Seconda Chance insieme per il reinserimento lavorativo dei detenuti
- Milano. Storie di riscatto: la seconda occasione di “Genny lo zio”
- Ancona. Scarpe sequestrate dall’Agenzia delle Dogane “smarchiate” e distribuite ai detenuti
- Corato (Ba). Al liceo artistico Federico II la presentazione di “Parlami dentro. Oltre il carcere”
- Il rischio delle riforme senza dialogo e la politica dei muri











