di Simona Siri
La Stampa, 15 giugno 2025
L’analista di Eurasia Group: “Gli Usa si ritirano da garanti dell’ordine globale, il mondo è dei forti che dettano legge”. “È un attacco molto più grande dell’ultimo. La portata è significativa, ma anche il tempismo è importante perché l’Iran in questo momento è molto debole” dice Ian Bremmer. Fondatore di Eurasia Group, la principale società di consulenza mondiale sui rischi geopolitici, è l’uomo a cui tutti si rivolgono in momenti di crisi come questo per capire e analizzare.
di Anna Foa
La Stampa, 15 giugno 2025
In prospettiva solo chi ha la cittadinanza Usa potrà calpestarne il suolo. Fin dalle lontane epoche preistoriche gli esseri umani si sono spostati sulla Terra. Ma è anche vero che negli ultimi due secoli questi spostamenti si sono moltiplicati, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento in particolare, con l’urbanizzazione e le trasformazioni sociali ed economiche della società europea. Per non parlare della precedente colonizzazione delle Americhe, e per citare solo i fenomeni più macroscopici, gli ultimi decenni dell’Ottocento, oltre ad essere l’epoca della colonizzazione del continente africano ed asiatico, sono stati anche caratterizzati da grandi fenomeni migratori, come quelli che hanno portato negli Stati Uniti milioni di ebrei dell’Est Europa, di irlandesi, di italiani.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 14 giugno 2025
Il bollettino di Ristretti Orizzonti contribuisce a renderci più consapevoli e responsabili di una realtà che si tende a ignorare, rimuovere, cancellare dal nostro “orizzonte” perché scomoda e fastidiosa. L’Associazione “Granello di senape Padova - Ristretti Orizzonti” pubblica meritoriamente un bollettino quotidiano sulla situazione e la realtà carceraria. Ecco i titoli di un giorno qualunque, un giorno come tanti.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 14 giugno 2025
Il dramma inascoltato dei detenuti è stato al centro dell’incontro a Palazzo Strozzi. Il Gabinetto Vieusseux sta dentro Palazzo Strozzi, come un gioiello discreto dentro lo scrigno più sontuoso. Mercoledì: all’ordine del giorno c’è il progetto che i magistrati alla vigilia dell’entrata in servizio trascorrano un periodo in carcere. Suona come un carnevale, è un’idea perfino ovvia. Nel 1534 Thomas More fu imprigionato nella Torre di Londra: obiezione di coscienza. Alla vigilia dell’impiccagione scrisse: “Siamo tutti imprigionati nella prigione del mondo, condannati e soggetti alla morte […] Così, quando la prigione viene amata come se non fosse una prigione, in un modo o nell’altro la morte ci porta fuori da essa”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 giugno 2025
Il ministro ha rilanciato l’idea, ma c’è il rischio che si possano bypassare le comunità accreditate. La proposta delle associazioni: implementare il sistema già esistente. Intervenendo sul palco dell’evento della Corte dei Conti dedicato al sistema carcerario, il ministro della Giustizia Nordio ha rilanciato l’idea di un’alternativa al carcere per i detenuti tossicodipendenti. In realtà, qualcosa era già stato inserito nel decreto “carcere” approvato lo scorso 7 agosto, con l’istituzione di un albo delle strutture residenziali affidato al ministero. Solo che quell’elenco esiste da decenni a livello regionale, con regole chiare, professionalità consolidate e oltre trent’anni di esperienza.
di Mauro Palma
La Stampa, 14 giugno 2025
Finalmente anche per il presidente del Senato certezza e fissità non sono sinonimi quando si discute dell’esecuzione penale. Nel rispondere su cosa fare per una situazione penitenziaria a livello di insostenibilità, infatti, egli riafferma la prima e però apre alla seconda. L’esecuzione penale del resto ha bisogno dell’una e dell’altra, cioè di modulare con regole certe un percorso di graduale, quindi non fisso, ritorno positivo alla società esterna. Dunque, il presidente La Russa afferma il suo appoggio alla proposta di intervento, anche retroattivo, sul tempo della pena, con un ampliamento della cosiddetta “liberazione anticipata”: non tragga in inganno questa denominazione perché si tratta solo di una riduzione di giorni di carcere, data dal magistrato a coloro che abbiano mostrato una positiva partecipazione al percorso di trattamento.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 giugno 2025
Garante nazionale dei diritti delle persone private di libertà Mauro Palma: “Senza lo storico legale, il collegio sparisce dai processi per tortura”. Ha assicurato, ininterrottamente dal 2016, la presenza del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà nei procedimenti contro esponenti delle Forze di polizia accusati di maltrattamenti o torture nei luoghi di detenzione o custodia. L’avvocato Michele Passione, che ha permesso all’autorità di costituirsi parte civile in molti processi, era stato nominato da Mauro Palma, presidente del primo collegio indipendente di garanzia di cui l’Italia si era dotata, ma aveva continuato senza alcun problema a rappresentare anche l’istituzione quando a presiederla c’era il defunto Maurizio D’Ettore, ex deputato di Fd’I. Eppure con l’attuale collegio presieduto dal magistrato Riccardo Turrini Vita non riesce proprio a lavorare. Perciò si è dimesso da ogni suo incarico.
di Luna Casarotti*
napolimonitor.it, 14 giugno 2025
Al 31 maggio, i detenuti in Italia erano 62.722, a fronte di una capienza regolamentare di 51.285 posti, con un tasso di sovraffollamento del 134,29 per cento (4.579 posti sono tra l’altro indisponibili per inagibilità). Le condizioni disumane delle persone che vivono in detenzione sono ormai note a tutti: celle sovraffollate, mancanza di accesso regolare alle cure mediche e psicologiche, assenza di mediatori culturali. Per i detenuti stranieri, le barriere linguistiche e giuridiche aumentano l’isolamento e la vulnerabilità. Nel 2024 sono morte duecento quarantotto persone in carcere, per suicidio, malattia, overdose, incuria o violenza. In molti casi, si tratta di morti annunciate, frutto di una sanità penitenziaria al collasso e di una gestione che disattende le norme costituzionali e internazionali in materia di diritti umani.
di Giulia Casula
fanpage.it, 14 giugno 2025
Ora che il decreto Sicurezza è legge, il governo accelera sulle riforme, in particolare su quella della giustizia, che vorrebbe chiudere in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Tuttavia dubbi e criticità permangono. Ne abbiamo parlato con la giudice e presidente di Unicost Rossella Marro. Ora che il decreto Sicurezza è legge, il governo può tornare sul dossier riforme, o meglio sulle due superstiti, premierato e giustizia, dopo la stangata della Consulta sull’Autonomia differenziata. Il disegno di legge sulla separazione delle carriere dovrebbe arrivare in Aula la prossima settimana, come deciso dalla maggioranza che ha tutta l’impressione di voler procedere spedita.
di don Luigi Ciotti
Il Manifesto, 14 giugno 2025
Una grande mobilitazione toccherà diverse città, e avrà un momento culminante in una fiaccolata a Napoli insieme a centinaia di loro. Esiste un diritto alla verità, ed esiste un diritto alla giustizia. Perché verità e giustizia sono due pilastri sui quali poggia la convivenza umana. Quale società può funzionare senza fiducia fra le persone? La fiducia che nasce dal sapere che esistono delle regole e delle responsabilità reciproche, e se quelle regole vengono violate da parte di alcuni, spezzando il vincolo di corresponsabilità, tutti gli altri saranno pronti a ricucire la ferita, senza abbandonare le vittime al loro destino.
- Taser, arresto alla George Floyd, morte: sequenza all’americana a Pescara
- Lazio. L’Università come riscatto per le persone detenute
- Milano. “Scelti con scrupolo i detenuti che lavorano all’esterno”
- Vigevano (Pv). Incertezza sul futuro del carcere: l’interrogazione dei deputati Pd
- Roma. Tribunale di sorveglianza Roma, Coa: “La libertà può attendere”











