di Antonella Barone
gnewsonline.it, 16 giugno 2025
Incontri con i protagonisti, donne e uomini che hanno creato lavoro e formazione per i detenuti, promosso la cultura come esercizio di libertà, sfidato ostacoli burocratici, combattuto pregiudizi e stereotipi. Tra passato e presente, attraverso queste figure, è possibile riscrivere la storia del mondo penitenziario dalla Riforma Gozzini a oggi. Anna Protopapa: artista e volontaria “free lance” - Operatrice sanitaria, fin da giovanissima attiva nel sociale, Anna Protopapa è entrata nel carcere di Reggio Emilia da ‘indipendente’, senza cioè far parte di un’associazione di volontariato, nel 2020 durante il primo lockdown. In piena emergenza sanitaria da Covid 19 ha messo a disposizione della comunità carceraria una spiccata attitudine alla manualità e una notevole capacità organizzativa per realizzare dispositivi di protezione individuale.
di Micol Ferrari
Il Tempo, 16 giugno 2025
In “Sprigiona il valore!” un sistema carcerario che valorizza il lavoro nei penitenziari. “Sprigiona il valore. Made in Carcere e la rivoluzione del Benessere Interno Lordo” è un libro che ho curato con Luciana Delle Donne (edito da Franco Angeli), nella difficile sfida di invitare a ripensare il carcere non solo come luogo di detenzione, ma come spazio di rinascita umana e sociale. E pure una sfida imprenditoriale. Nato dall’esperienza concreta di Made in Carcere, realtà che da anni promuove il reinserimento sociale attraverso il lavoro artigianale nelle carceri femminili italiane, racconto un modello di economia circolare e rigenerativa che offre dignità e nuove opportunità a chi si trova in situazioni di privazione della libertà.
di Francesco Merlo
La Repubblica, 16 giugno 2025
Si può mandare in galera - e non ai domiciliari - un uomo di 94 anni, condannato non per un delitto di sangue ma per la bancarotta di una casa editrice? Si può. Ma per fortuna siamo in Italia e l’ingranaggio giudiziario si tinge sempre di commedia. “In galera ti mando” prometteva Totò in una famosissima scena che, meglio del Processo di Kafka, spiega l’ingranaggio giudiziario italiano, che - come vedremo - si tinge, comunque e sempre, di commedia. Domanda: si può nell’Italia della “brava gente” mandare in galera, e non ai domiciliari, un uomo di 94 anni, Renato Cacciapuoti, condannato a 4 anni e 8 mesi non per un delitto di sangue, ma per la bancarotta, 15 anni prima, della casa editrice “Olimpia”, specializzata in caccia e pesca?
di Irene Famà
La Stampa, 16 giugno 2025
I nuovi reati - dall’omicidio nautico al cyberbullismo - e le aggravanti introdotti dal Governo Meloni produrranno un enorme aumento dei periodi di reclusione. Dai rave party al decreto sicurezza, il governo Meloni sembra avere due filoni chiave: introdurre nuove norme e inasprire le pene. Secondo i calcoli di autorevoli penalisti, che prendono a riferimento i reati più importanti, le modifiche introdotte prevedono, in più rispetto alla legislazione precedente, da un minimo di quaranta ad almeno duecento anni di reclusione. Per gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, che prendono in considerazione anche il rafforzamento della cybersicurezza e l’omicidio nautico, si superano i quattrocento anni di carcere.
di Accursio Gallo*
Il Messaggero, 16 giugno 2025
Dai casi Cogne e Avetrana, fino a Garlasco, Perugia, dal caso di Yara, passando per le ultime cronache di femminicidio, ogni tragedia reale si trasforma in una saga da palinsesto. Le trasmissioni si moltiplicano, le dirette web si rincorrono, i talk-show sostituiscono le aule di giustizia. Il dolore si consuma in prima serata, la verità viene piegata allo share. E così le trasmissioni dedicate a casi giudiziari, prima destinate esclusivamente ad alcune trasmissioni “specializzate”, stanno sconfinando in gran parte dei programmi di approfondimento televisivo.
di Pierfrancesco De Robertis
today.it, 16 giugno 2025
Nei giorni scorsi sono state riaperte a Bologna le indagini sulla “Uno Bianca”, la banda di rapinatori e assassini che misero a ferro e fuoco l’Emilia a inizio degli anni Novanta. Oltre trenta anni fa, e nel frattempo coloro che sono stati condannati hanno quasi del tutto scontato le pene che erano state loro inflitte. Nei giorni scorsi la procura di Palermo ha rimesso mano al fascicolo sull’assassinio di Piersanti Mattarella. Due settimane fa in Portogallo si è tornati a parlare della scomparsa di Madeleine McCann, la bambina inglese di sette anni sparita e mai più ritrovata. Nuove ricerche da tecniche non disponibili all’epoca.
di Francesco Palmieri
Il Foglio, 16 giugno 2025
Snaturamenti e abusi ci sono, ma meglio una sicurezza superflua di un improvvido ottimismo. Il disagio e l’irrinunciabile aura di gloria, le fughe in incognito e le sirene spiegate. Così vivono i minacciati illustri. Don Blasco, che aveva visto “i bei tempi” di casa Uzeda di Francalanza, si ricordava ancora di quando suo padre, il principe Giacomo XIII, poteva contare ben “venti cavalli in istalla”. Si valutava così, dallo sfoggio di carrozze e destrieri, l’importanza di una famiglia nella Sicilia crepuscolare raccontata ne “I Viceré” da Federico De Roberto. Forse ancora così si soppesa, centotrentun anni dopo l’uscita del romanzo, la rilevanza pubblica di un personaggio: basta sostituire alle carrozze le auto blindate e ai destrieri gli uomini di scorta.
Il Roma, 16 giugno 2025
Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli: “Evitare il rischio che si sostituisca all’uomo”. Intelligenza artificiale, crollo delle “vocazioni” e un futuro, quello della professione forense, che oggi più che mai appare sotto minaccia. “L’approccio dell’avvocatura deve essere positivo e costruttivo. Per questo motivo è necessaria la nostra partecipazione attiva alla determinazione delle nuove regole”.
di Daniele Pisano
italiachecambia.org, 16 giugno 2025
Un approfondimento sulle colonie penali, sistema ad oggi poco valorizzato ma che può essere rivisto in funzione (anche) di una maggiore garanzia di diritti delle persone detenute. In Sardegna esistono tre penitenziari in cui le persone detenute vivono sotto un regime diverso, lavorando all’aperto e rientrando in cella solo la sera. Non si tratta delle più conosciute carceri di Uta, Bancali o Badu e Carros, ma delle colonie penali agricole di Is Arenas, Isili e Mamone. In un articolo pubblicato qualche settimana fa parlavamo del sistema penitenziario italiano come di una scatola nera, difficile da capire e da raccontare: le colonie penali sono ben nascoste all’interno di quella scatola nera, tanto da diventare, per molti versi, un vero e proprio buco nero istituzionale.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 16 giugno 2025
Un convegno in consiglio regionale per iniziativa dei garanti territoriali. Oggi 16 giugno 2025 alle ore 16.00 nella sala Giancarlo Siani del consiglio regionale della Campania, centro direzionale di Napoli, Isola F13, si svolgerà un convegno organizzato dal garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della regione Campania, Samuele Ciambriello. Una riflessione sulle principali problematiche della realtà penitenziaria: i suicidi in carcere, il sovraffollamento, la situazione di quanti devono scontare meno di un anno di carcere senza avere reati ostativi, sulla necessità di dar luogo a provvedimenti deflattivi.
- Parma. Dal carcere alla Rianimazione, gli amici: “Vogliamo sapere perché Adam è morto”
- Campobasso. Morte in carcere, la famiglia di Stefano Papa vuole chiarezza
- Genova. Visita nel carcere di Marassi: ecco come vivono i detenuti in cella
- Firenze. “Regime di massima sicurezza”, il nuovo numero della rivista Jacobin Italia
- Roma. Quando le parole dei detenuti diventano poesia











