di Christian Donelli
parmatoday.it, 16 giugno 2025
Si terrà nella mattinata di oggi, 16 giugno, l’autopsia sul corpo di Adam Compaore, il 34enne morto nella giornata di giovedì 12 giugno all’Ospedale Maggiore di Parma. È finito qui, direttamente nel reparto di Rianimazione, dal carcere di via Burla di Parma. Dopo un breve ricovero in terapia intensiva è deceduto. È l’ennesima morte nel penitenziario di Parma. Nel corso del 2024 ci sono stati quattro suicidi. Ma in questo caso l’ipotesi del suicidio è stata esclusa da subito. Adam sarebbe morto per le conseguenze di una caduta, dovuta ad un malore.
di Giulio Rocco
quotidianomolise.com, 16 giugno 2025
Il 52enne campano sarebbe morto suicida lo scorso 12 giugno: i familiari pretendono verità e annunciano l’autopsia. Presentata anche una denuncia ai carabinieri. La morte di Stefano Papa, detenuto 52enne originario della Campania, avvenuta nei giorni scorsi nel carcere di Campobasso, ha sollevato numerosi interrogativi da parte della sua famiglia. Secondo quanto comunicato da un sindacato di Polizia Penitenziaria, l’uomo si sarebbe tolto la vita lo scorso 12 giugno. Tuttavia, i familiari - i figli Ciro, Maria e Salvatore - chiedono chiarezza sulla dinamica dei fatti e vogliono accertare con precisione le cause del decesso.
di Francesco Li Noce
genovatoday.it, 16 giugno 2025
Dal sovraffollamento al degrado, il report di una visita al carcere di Genova Marassi racconta un sistema in sofferenza. Detenuti psichiatrici isolati, persone malate abbandonate a sé stesse, strutture fatiscenti e servizi sanitari ridotti al minimo. Un viaggio dentro luoghi dove la pena si trasforma in marginalità. Celle sovraffollate, muri pieni di muffa, detenuti malati senza assistenza adeguata e tempi di attesa fino a 50 minuti per ricevere i soccorsi in caso di emergenza.
Ristetti Orizzonti, 16 giugno 2025
Domani a Firenze la presentazione della rivista Jacobin Italia. Martedì 17 giugno alle ore 18, presso la sede de la Società della Ragione nell’Area San Salvi (Padiglione 35) a Firenze, si terrà la presentazione del numero della rivista Jacobin Italia intitolato “Regime di massima sicurezza”, dedicato al carcere e all’ossessione securitaria che permea sempre più le politiche italiane. L’evento, organizzato da La Società della Ragione, vedrà gli interventi di Vincenzo Scalia, professore associato di Sociologia della Devianza all’Università di Firenze, Katia Poneti, filosofa del diritto che lavora presso l’Ufficio del Garante dei Detenuti della Regione Toscana, e Jasmine Raffaelli del Collettivo Rosso Malpolo.
di Alessio Nannini
romasette.it, 16 giugno 2025
Presentato il libro “Prima Morte”, frutto dei laboratori portati nelle carceri da Asia Vaudo e Allegra Franciosi, di Free from chains. La testimonianza di Maurice Bignami, ex Prima Linea. Nel pomeriggio di sabato 14 giugno si è svolta nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice la presentazione di Prima Morte, un libro che raccoglie l’esperienza di Asia Vaudo e Allegra Franciosi, giovani poetesse e docenti di Free from chains, progetto ideato per portare nelle carceri i laboratori di composizione creativa. Il volume raccoglie le parole dei detenuti degli istituti penitenziari di Rebibbia, Regina Coeli, Poggioreale. Ci sono parti in prosa, scritte da Asia e Allegra, e altre in versi, opera di chi sta scontando la propria condanna.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 16 giugno 2025
Le piattaforme social, in genere accostate all’immagine dell’agorà ateniese, sono nell’opinione di chi scrive, più simili ai feudi medievali, anche se con qualche distinguo, e i loro utenti più vicini ai mezzadri, che ai cittadini di una polis. In primo luogo l’agorà è la piazza, un luogo pubblico, in cui vengono prese decisioni per la collettività e la pubblica autorità esercita la sua giurisdizione. I feudi invece appartengono al sovrano, che concede al feudatario, al signorotto, di amministrarli, a patto che quest’ultimo gli versi gli utili derivanti dalle attività del feudo e gli giuri fedeltà. Il feudatario a sua volta da in concessione parti del territorio datogli dal sovrano ai mezzadri, perché lo coltivino e gli rendano la metà degli utili derivanti dall’attività agricola (a grandi linee).
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 16 giugno 2025
Ormai esiste un modello ricorrente con piattaforme opache, algoritmi manipolabili e attori esterni capaci di influenzare milioni di persone. Quando nel giugno 2016 il Regno Unito votò per uscire dall’Unione europea nessuno aveva previsto la vittoria dei leave. Istituti di sondaggi e media tradizionali erano infatti convinti che la Gran Bretagna non avrebbe compiuto un simile salto nel buio. Ma chi già allora navigava nei meandri dei giovani social network sapeva che nel Paese tirava tutto un altro vento.
di Mauro Calise e Fortunato Musella*
Il Dubbio, 16 giugno 2025
Sono il nuovo oro nero, ambìto da imprese e governi di tutto il mondo. Come in passato il petrolio. Tutti alla rincorsa dei dati digitali, le tracce che lasciamo in una realtà virtuale dove sino a poco tempo fa ci sembrava di “andare”, e che invece ha inghiottito le nostre vite. Basti pensare che quindici anni fa ogni persona in rete era in possesso di un solo device, nel 2010 la media sale a uno e mezzo, nel 2020 arriveremo a 7 device a testa, in un ambiente iperconnesso che segnala una assoluta novità rispetto al passato. Trascorriamo online sei ore al giorno, di cui almeno due su una piattaforma di social media.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 giugno 2025
I social network sono davvero degli spazi liberi sui quali far circolare le opinioni? Più volte molti esperti hanno rilevato che il sistema studiato da Facebook è poco trasparente. E in questa opacità è possibile bloccare temporaneamente o per sempre la pagina di qualche utente considerato “indisciplinato”. Regole poco chiare, ai più sconosciute, basate sulla cooperazione tra i filtri dell’Intelligenza artificiale e controllori umani posti a valle della catena di verifica. I controllori umani danno la precedenza agli algoritmi per setacciare le pubblicazioni e solo dopo che un contenuto è ritenuto inappropriato viene inviato un alert ad un team di moderatori per la decisione finale sulla rimozione o meno di un post e sulla permanenza o meno del titolare del profilo. Gli “abitanti” delle piattaforme devono dunque sottostare alle regole di chi le ha ideate e costruite. Sul rischio di censura sui social abbiamo parlato con il professor Salvatore Sica, ordinario di Diritto privato nell’Università di Salerno.
di Domenico Agasso
La Stampa, 16 giugno 2025
Il fondatore del Gruppo Abele e di Libera, don Luigi Ciotti: “La mia parrocchia è la strada. Una volta la polizia a Torino mi prese per spacciatore. Il Papa? Bene i richiami alla pace”.
- Quando la guerra diventa terrorismo di Stato il popolo è il nemico assoluto da abbattere
- Tutti i morti che non vediamo
- Medio Oriente. Da Marzabotto a Monte Sole, marcia per la pace: “Salvate Gaza, fermate Netanyahu”
- Venezuela. Alberto Trentini in carcere da 7 mesi: a che punto è il lavoro per liberare il cooperante
- Processi per tortura, “il Garante dei reclusi non starà a guardare”











