di Alberto Speciale
montorioveronese.it, 15 giugno 2025
Tra le mura della detenzione, dove ogni giorno è una sfida, l’istruzione emerge come la via più luminosa. Nella Casa Circondariale di Verona-Montorio, per la prima volta, l’orientamento universitario apre orizzonti inattesi ai detenuti: una scommessa sulla dignità e il reinserimento sociale che apre una finestra di speranza per 40 detenuti. La vita in carcere è, per sua stessa natura, una privazione: di libertà, di orizzonti, spesso anche di speranza. Ogni giorno trascorso dietro le sbarre è una lotta contro la rassegnazione, un test di resilienza in un ambiente che raramente offre prospettive concrete per il “dopo”. Ma lunedì 9 giugno, tra le mura della Casa Circondariale di Verona-Montorio, si è accesa una luce diversa, una promessa di futuro che ha il sapore della possibilità e della rigenerazione.
di Elena Esposto
primabergamo.it, 15 giugno 2025
L’incontro “Liberi di ricominciare: carcere e lavoro”, organizzato il 9 giugno nella Sala Galmozzi da Azione Bergamo, ha fatto il punto sulle tante cose che non vanno. “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Una citazione dalla paternità incerta - attribuita di volta in volta a Dostoevskij, Voltaire, Brecht o persino a un ex detenuto canadese degli Anni Sessanta - ma ancora incredibilmente attuale. L’ha ricordata Valentina Lanfranchi, garante per i diritti delle persone private della libertà del Comune di Bergamo, durante la conferenza “Liberi di ricominciare: carcere e lavoro”, tenutasi lunedì 9 giugno nella Sala Galmozzi in via Tasso, su iniziativa di Bergamo in Azione.
di Luca Filippi
La Nazione, 15 giugno 2025
Sono i detenuti a lavorare nel più piccolo vigneto e nella cantina della famiglia Frescobaldi. “In questi bicchieri le storie di uomini che cercano un riscatto pagando il conto dei loro errori passati”. “Questo non è solo un ottimo vino. Non ci sono solo i profumi e i sapori di questa isola fantastica nel cuore del Mediterraneo. In questo bicchiere ci sono le storie di uomini che, con impegno e fatica, cercano un riscatto pagando il conto dei loro errori passati. In questo vino c’è la speranza. Ed è l’ingrediente migliore”.
di Nicola Castorino
cronachesalerno.it, 15 giugno 2025
È stato un convegno di grande interesse psico-sociale quello tenutosi presso la sede dell’Associazione Salernitani Doc di via Bottiglieri. La tematica ha riguardato “Le problematiche psicologiche e psichiatriche nel sistema penitenziario attuale”. A relazionare un’autorevole personalità del settore, il Prof. Gaetano Galderisi, membro della Commissione Nazionale presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Presidente della Società Italiana di Psichiatria Penitenziaria.
di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 15 giugno 2025
Don Luigi Merola, sacerdote fortemente impegnato nella lotta alla criminalità e presidente della Fondazione “‘A voce d’e creature”, comincia una nuova avventura. Dopo un’attesa di circa 20 anni ha avuto dal Comune un altro bene confiscato alla camorra, adiacente a quello che già gestisce in via Piazzolla all’Arenaccia, la ex villa di Bambù del boss Raffaele Brancaccio, dove accoglie oltre 200 ragazzi dai 6 ai 18 anni. Il nuovo locale di 500 metri quadrati si trova in via Guglielmo Pepe, poco distante.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 15 giugno 2025
Metti un venerdì mattina nel campo di calcio dell’Istituto penale minorile di Torino “Ferrante Aporti” un torneo tra magistrati, avvocati, allievi del Liceo Valsalice e giovani ristretti. Ecco cosa si intende quando parliamo di carcere che incontra la città, di buone prassi che incentivano l’incontro e lo scambio fra liberi e reclusi per abbattere i pregiudizi e fare in modo che l’art. 27 della Costituzione “…le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
informacalabria.it, 15 giugno 2025
L’iniziativa offrirà ai detenuti un’opportunità di rieducazione e reinserimento sociale, attraverso l’attività fisica e percorsi formativi. “Un’opportunità concreta per riscoprire, attraverso l’attività sportiva, i valori positivi: rispetto delle regole, collaborazione, impegno e resilienza. Su questo principio è partito ufficialmente il progetto “Sport di tutti - Carceri” presso la casa circondariale di Vibo Valentia (diretta da Angela Marcello) con la Asd Libertas Serra San Bruno che, in collaborazione con altre associazioni sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di volontariato della provincia di Vibo Valentia, hanno avviato il progetto nel mese di maggio per alcuni detenuti, “maschi e adulti”, della casa circondariale”.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 15 giugno 2025
Habermas: la giustizia, nella sua forma più profonda, è semplicemente questo: il risultato migliore che possiamo ottenere parlando insieme, onestamente, pubblicamente, responsabilmente. Cosa rende giusta una legge? È una questione di sostanza o di procedura? Di volontà popolare, o di diritti universali? Sono questi alcuni dei temi su cui riflette Jürgen Habermas nel suo Fatti e norme. Contributi a una teoria discorsiva del diritto e della democrazia (Laterza, 2013), un’opera che, in un tempo in cui le istituzioni democratiche appaiono svuotate e le procedure ridotte a formalità, rappresenta un contributo decisivo per rifondare il significato stesso che il termine “giustizia” dovrebbe avere in una società complessa. Non una giustizia che ci viene data, ma una giustizia che va conquistata, con le parole, quelle pronunciate e quelle ascoltate.
di Vito Mancuso
La Stampa, 15 giugno 2025
La questione del fine vita si determina considerando con onestà intellettuale “il fine” della vita. È cioè il fine, inteso come scopo, a disciplinare la fine, intesa come cessazione, quando si tratta della vita. E qual è il fine della vita? Lo chiedo ai politici che devono dare finalmente una legge a questo Paese che l’attende da anni: ministri, onorevoli, senatori qual è, secondo voi, il fine della vita? Perché siamo qui? Perché la natura ci ha generati, nell’attesa prima o poi di degenerarci?
di Mauro Magatti
Avvenire, 15 giugno 2025
In una società sempre più frammentata, è aumentata l’intolleranza e ogni cambiamento viene visto come una minaccia. Attrezziamoci per un mondo nuovo, sapendo però che il mondo con ci appartiene. Il periodo storico successivo alle tragedie della prima parte del XX secolo ci aveva fatto credere che l’umanità si fosse finalmente emancipata dalla necessità di ricercare nel volto dell’altro un nemico da combattere. Che il pluralismo fosse ormai un fatto acquisito. Che chi è diverso - per cultura, genere, lingua, religione, posizione sociale, visione del mondo - potesse essere parte, a pieno titolo, della vita comune. I fatti di questi ultimi anni e giorni (dopo l’Ucraina e Gaza, l’escalation Israele-Iran, quello che sta accadendo in California e in Irlanda) ci costringono a prendere atto che le cose sono più complicate.
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