cataniatoday.it, 13 giugno 2025
La collaborazione si concentra su individui selezionati dalle direzioni carcerarie, valutati come pienamente riabilitati e in linea con i requisiti indicati dalle aziende. Confindustria Catania ha deciso di supportare la Fondazione Seconda Chance, organizzazione nata nel 2022 per promuovere opportunità lavorative per detenuti ed ex detenuti. L’obiettivo è duplice: fornire alle aziende strumenti concreti per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone che, dopo aver scontato una pena, sono pronte a ripartire, e sensibilizzare gli imprenditori sui benefici previsti dalla Legge Smuraglia, che offre incentivi economici e fiscali per le aziende che assumono queste persone.
di Serena Curci e Carlo Coi
The Post Internazionale, 13 giugno 2025
Il contrabbando di sigarette. Lo spaccio di droga. Poi la galera e la redenzione. Oggi Gennaro Speria, noto a Rozzano come “Genny Lo Zio”, è l’anima di Area 51, onlus in cui ex detenuti aiutano gli indigenti del quartiere. “Questo è Area 51 per me: un passato di errori e un futuro per riscattarsi”. Così Gennaro Speria, conosciuto a Rozzano come “Genny Lo Zio”, racconta la storia della sua associazione, nata nel 2016 con l’obiettivo di supportare gli abitanti del quartiere dell’hinterland milanese. Ogni giorno centinaia di persone si recano nella sua struttura per ottenere forniture alimentari e beni di prima necessità che sono offerti da associazioni e volontari presenti sul territorio: molti cittadini in coda sono i cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero lavoratori precari, disoccupati o immigrati messi in ginocchio dalla crisi economica acutizzata dalla pandemia di Covid-19.
viveremarche.it, 13 giugno 2025
L’impegno di collaborazione tra il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Territoriale Emilia-Romagna e Marche, formalizzato con il Protocollo d’Intesa firmato congiuntamente l’1 aprile scorso, trova già una prima concreta attuazione nell’attivazione di un laboratorio presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Bologna. Nel laboratorio alcune detenute saranno incaricate di togliere il marchio contraffatto da 15 mila paia di scarpe sportive sequestrate dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli - Ufficio Adm Marche 1 sede di Ancona. Parte delle scarpe saranno quindi distribuite tra la popolazione detenuta degli Istituti penitenziari del distretto Emilia-Romagna e Marche.
coratoviva.it, 13 giugno 2025
Studenti e studentesse a confronto sul tema dell’esistenza e della resistenza in carcere, tra riflessioni personali e spunti letterari. Grande coinvolgimento e interesse ha suscitato l’incontro del 31 maggio con Marilù Ardillo, tenutosi al liceo “Federico II Stupor Mundi”, in occasione del Maggio dei libri e con il patrocinio morale del Comune di Corato. Responsabile alla comunicazione della fondazione Vincenzo Casillo di Corato e autrice del libro “Parlami dentro. Oltre il carcere” (la Meridiana edizioni), l’autrice ha dato modo alle studentesse e agli studenti di confrontarsi riguardo al tema esistenza e resistenza in carcere.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 13 giugno 2025
Dopo i referendum. Perché tanta paura del dialogo, del confronto, della discussione? È questa paura, infatti, che sembra prevalere nei commenti sui referendum. Ignorando il merito dei quesiti referendari, si interpretano i risultati in chiave di mera prova di forza. Per gli uni, la prevalenza degli astenuti esprime la vittoria schiacciante della maggioranza al governo; il non piccolo numero di votanti viene presentato come una mezza vittoria delle opposizioni, sempre nella stessa logica. Ma nessuno può intestarsi l’astensione come vittoria della propria parte, perché è sempre una sconfitta della democrazia e di tutti coloro che l’hanno a cuore: la partecipazione al voto ne è un pilastro essenziale, già fortemente indebolito da una crescente disaffezione che non va in nessun modo incentivata.
di Nello Scavo
Avvenire, 13 giugno 2025
La Cedu, l’Italia e la Libia. Roma non è stata condannata, ma è stata assolta? Il passaggio chiave della sentenza con cui i giudici di Strasburgo sembrano graziare l’Italia, in realtà mette in guardia dalle interpretazioni auto-assolutorie. Perché il garbuglio di scartoffie e segreti non permette di dimenticare cosa fin da allora in segreto faceva il nostro Paese nelle relazioni con la Libia. Se tutto fosse stato così trasparente, perché mantenere ancora oggi sotto chiave il contenuto dei rapporti e dei memorandum sempre rinnovati, fino ai silenzi di Stato sul caso Almasri, il generale riportato in tutta fretta in Libia nonostante un mandato di cattura della Corte penale internazionale? Dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) più che l’implicito sostegno alle politiche migratorie è arrivato un esplicito grido di impotenza giudiziaria. La Corte, ricostruendo i fatti, ricorda che “la situazione era comunque regolata da altre norme di diritto internazionale, in particolare quelle relative al salvataggio delle persone in mare, alla protezione dei rifugiati e alla responsabilità dello Stato”. Ma qui la competenza dei giudici della Cedu si ferma, e non può andare oltre.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 13 giugno 2025
La Corte dichiara irricevibile il ricorso di alcuni sopravvissuti a un violento respingimento. “Così la Convenzione potrebbe veder compromesso, attraverso l’azione degli Stati, il suo potere di proteggere i diritti fondamentali”, dichiara l’avvocata Loredana Leo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato irricevibile il ricorso di alcuni sopravvissuti a un violento respingimento in Libia avvenuto in acque internazionali il 6 novembre 2017. Ieri i giudici hanno affermato all’unanimità che, viste le circostanze, l’Italia non aveva giurisdizione. È la prima decisione sui “respingimenti per procura”, quelli subappaltati alla “guardia costiera libica” nell’ambito del memorandum Roma-Tripoli del febbraio di otto anni fa (governo Gentiloni, al Viminale Minniti).
di Marika Ikonomu
Il Domani, 13 giugno 2025
Il 67 per cento delle persone in fuga rimane nei paesi limitrofi. Sono i dati del report annuale dell’Unhcr aggiornati ad aprile 2025. Alla crescita del numero degli sfollati, non corrisponde però un aumento delle risorse che consentano di rispondere ai bisogni di chi è costretto a partire. La percezione delle regioni più ricche del mondo è di accogliere la maggioranza dei rifugiati. Ma sono i paesi a basso e medio reddito a ospitare il 73 per cento dei rifugiati del mondo e il 67 per cento delle persone in fuga rimane nei paesi limitrofi. È il rapporto annuale Global Trends dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, a pubblicare questi dati, aggiornati ad aprile 2025. In questa data si contavano 122,1 milioni di persone sfollate con la forza. Oltre due milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quando avevano raggiunto i 120 milioni. Un numero che è in aumento ogni anno da dieci anni e, si legge nel rapporto, “i principali fattori che determinano la fuga rimangono i grandi conflitti” come tra gli altri - quello in Sudan, Myanmar, Gaza, la violenza ad Haiti, la Repubblica democratica del Congo e l’Ucraina “e la continua incapacità politica di fermare i combattimenti”.
di Luigi Ippolito
Corriere della Sera, 13 giugno 2025
E c’è chi mette bandiere britanniche alle finestre per evitare attacchi. Continuano i disordini in Irlanda del Nord, con epicentro a Ballymena: bande di incappucciati hanno dato l’assalto alle case degli stranieri, dopo l’arresto di due 14enni di origine romena per il tentato stupro di una ragazzina. È caccia agli stranieri in Irlanda del Nord: sono ormai quattro giorni che si susseguono disordini nella provincia britannica, con epicentro a Ballymena, cittadina di 30 mila abitanti a una quarantina di chilometri da Belfast. Bande di incappucciati hanno dato l’assalto alle case degli immigrati, sfasciando finestre e appiccando il fuoco, al grido di “dove sono gli stranieri?”.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 12 giugno 2025
L’appello dei giuristi a conclusione del convegno promosso con Luigi Manconi e Paolo Ciani ospitato dalla vice presidente del Senato Anna Rossomando. Intervento conclusivo dell’incontro promosso con Luigi Manconi e Paolo Ciani e svoltosi mercoledì 11 giugno presso la Biblioteca del Senato, con i contributi di Donatella Di Cesare, Luciano Eusebi, Andrea Pugiotto e del Presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi, ospiti della Vice Presidente del Senato Anna Rossomando.
- Zuppi: “Un gesto di clemenza nel Giubileo. Porterebbe anche più sicurezza”
- Ignazio La Russa: “Carceri, più sconti ai detenuti”
- “Il reato di femminicidio non risolve nulla e affida al diritto una funzione morale”
- Giustizia, Sisto: “Avanti con stabilizzazione dell’Ufficio per il Processo
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Suicida in carcere Luzmil Toci, uccise la moglie











