di Claudia Brunetto
La Repubblica, 30 settembre 2025
“Credo ancora nella giustizia”. Alaa Faraj, condannato a 30 anni in Cassazione, in carcere da 10, ieri ha presentato a Palermo il libro in cui racconta la sua storia. La domanda più difficile arriva quasi subito: “Come stai?”. Come deve stare Alaa Faraj che per lo Stato italiano è un trafficante condannato a 30 anni e che ieri, con il primo permesso del tribunale di sorveglianza in dieci anni di carcere già scontati, era sul palco allestito nel sagrato stracolmo della cattedrale di Palermo per parlare del suo libro “Perché ero ragazzo”, pubblicato da Sellerio. Una serie di lettere ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto conosciuta in carcere, che dopo la pubblicazione del libro ha il divieto assoluto di incontrarlo ancora. Almeno tra le sbarre. “Dopo dieci anni in prigione mi trovo qui in mezzo al vostro affetto straordinario”, dice Faraj, che oggi ha trent’anni. “La considero una grande vittoria, un dono. Ma la parola giusta è miracolo. Questo libro per me è stata una terapia”.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 30 settembre 2025
La sentenza della Suprema Corte di Cassazione: ammissibile l’impugnazione delle parti civili. La Cassazione torna a pronunciarsi su un tema delicato: la legittimazione della parte civile a impugnare quando il giudice dichiara estinto il reato per prescrizione. Con una sentenza depositata il 12 settembre 2025, la Sesta sezione penale ha stabilito che l’impugnazione è ammissibile se la qualificazione giuridica del fatto incide direttamente sull’esistenza o meno del diritto al risarcimento. Chi concorre nel reato non ha diritto al risarcimento dei danni dal reato che ha contribuito a commettere; chi è vittima del reato è invece titolare di detto diritto, evidenzia la Cassazione, ribadendo che l’interesse ad agire deve essere concreto e attuale, non meramente strumentale.
di Albertina Sanchioni
Il Manifesto, 30 settembre 2025
Il 35enne senegalese è deceduto nel carcere casertano a 24 ore dall’arresto. Il Garante dei detenuti: “Un episodio insolito, chiediamo chiarezza”. Un’altra morte in custodia dello Stato: Sylla Mamadou Khadialy, cittadino senegalese di 35 anni, è deceduto lo scorso venerdì nel Carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, 24 ore dopo il suo arresto in circostanze da chiarire. Il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, e quello della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, chiedono chiarezza su quanto accaduto. “Secondo il medico psichiatra dell’istituto, le condizioni di Mamadou erano tali da rendere inefficace una sedazione immediata in carcere, e sarebbe stato necessario un trasferimento in una struttura ospedaliera specializzata in emergenze psichiatriche acute”, ha spiegato Saggiomo.
di Attilio Nettuno
casertanews.it, 30 settembre 2025
Procura indaga per omicidio colposo. Oggi il conferimento dell’incarico al medico legale. Il garante Saggiomo: “Non andava dimesso dall’ospedale”. La Procura indaga per omicidio colposo in relazione alla morte di Sylla Mamadou Khadialy, il 35enne senegalese morto giovedì scorso dopo l’arresto eseguito dalla Polfer. In mattinata il conferimento dell’incarico al medico legale che dovrà eseguire l’autopsia per accertare le cause del decesso. In sede di conferimento dell’incarico i familiari, rappresentati dall’avvocato Clara Niola, nomineranno un proprio consulente. Secondo quanto ricostruito, dopo il fermo il 35enne sarebbe stato trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale di Caserta dove, secondo alcune dichiarazioni, sarebbe stata somministrata una terapia farmacologica, presumibilmente un sedativo. Una circostanza segnalata alla Procura che ora dovrà fare chiarezza su tali circostanze.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 30 settembre 2025
Barzotti: “Carenze strutturali e organizzative da anni, a pagare sono i detenuti più fragili e il personale”. Il ragazzo aveva solo 21 anni e una condizione di fragilità che richiedeva attenzione. Nella notte tra venerdì e sabato si è tolto la vita in carcere, in una cella di Torre del Gallo. E ora sulla sua morte si chiede chiarezza. La deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Barzotti, ha depositato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Salute chiedere ancora una volta come i ministeri intendono gestire le enormi criticità della casa circondariale Torre del Gallo di Pavia, dove un giovane detenuto si è tolto la vita nei giorni scorsi. Da anni - aggiunge Barzotti - si segnalano carenze strutturali e organizzative, con l’assenza di psicologi in servizio h 24 e con un numero insufficiente di medici. A pagare questa inerzia sono i detenuti più fragili e lo stesso personale penitenziario”.
anconatoday.it, 30 settembre 2025
Ha preso il via lunedì 22 settembre il corso per installatori di impianti di climatizzazione residenziali destinato a 19 detenuti della Casa circondariale di Ancona. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra importanti realtà del territorio e del settore, mira a formare figure professionali specializzate, rispondendo a una precisa richiesta del mercato. Il progetto, intitolato “Ricomincio da me”, vede come capofila Bosch, con il coordinamento per la sostenibilità sociale di Rosa Antonella e lo sviluppo tecnico del corso affidato a Claudio Cairone della divisione Bosch Home Comfort. Fondamentale la sinergia con l’associazione “Seconda Chance”, rappresentata da Caterina Piermarocchi, lo studio legale LabLaw con Pietro Speziale e Gi Group, con la partecipazione di Martina Podetti, che si occuperà di orientamento al lavoro.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 30 settembre 2025
Oggi cala ufficialmente il sipario su Sintesi 4.0, il progetto di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti della casa circondariale di via Sanquirico, prorogato da gennaio. Il futuro porta il nome di Sintesi 5.0, ma per il nuovo programma manca ancora la conferma dei finanziamenti da parte di Regione Lombardia. Gli auspici, però, restano positivi: con l’ok atteso a breve, il reinserimento dei detenuti potrebbe contare su percorsi più mirati e sfaccettati.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 30 settembre 2025
Si piazza al terzo posto del concorso “Orto bello”, indetto dal Comune del capoluogo lombardo, la coltivazione che da un anno allieta la casa circondariale Torre del Gallo, che ha vinto anche il premio socia, dedicato alla fotografia che ha ottenuto i like più numerosi. La direttrice: “Per noi è luogo d’incontro con la bellezza”. Che l’orto cui hanno dato vita appena un anno fa fosse bello e degno di essere valorizzato lo sapevano già, ma che fosse anche “instagrammabile”, per dirla con un neologismo oggi molto in voga, questo no: c’è tutta la soddisfazione di chi sa che si sta facendo un buon lavoro, nelle parole della direttrice dell’istituto di pena di Pavia, Stefania Mussio, che ai media vaticani racconta il segreto del successo di questo progetto, racchiuso tutto nella semplicità: “È un luogo che viene molto curato e che abbiamo desiderato tanto, per questo ha vinto”.
di Barbara Bertocchi
Giornale di Brescia, 30 settembre 2025
Consente a chi è dietro le sbarre di raccogliere fondi per aiutare Save The Children a sostenere i bambini di Gaza. Pace è “umiltà”, “ascolto”, “aver accettato i miei errori”. Pace è “dire ho sbagliato, scusa”. “L’abbraccio di mia madre è la pace”. Pensieri semplici, affidati a un cartellone affisso nella palestra di Verziano, esprimono con forza il significato che le detenute e i detenuti attribuiscono a questo concetto quanto mai attuale. “Non ho fatto pace con me stessa e guarda dove sono”, scrive una donna su un foglio in cui spicca l’immagine di un carcere. L’occasione per leggere queste riflessioni è la “colazione solidale” organizzata l’altro ieri nella casa di reclusione di via Flero con l’aiuto di realtà come Carcere e Territorio, Volca, cooperativa sociale Bessimo, Casello 11, Nitor sociale e Alborea.
parmadaily.it, 30 settembre 2025
È stato presentato in conferenza stampa lunedì 29 settembre, alle ore 11.00, presso la sede della Fondazione Cariparma a Palazzo Bossi Bocchi, il nuovo progetto dell’associazione Progetti & Teatro aps realizzato in collaborazione con Istituti Penitenziari di Parma - con il contributo di Comune di Parma, Fondazione Cariparma, il sostegno di Chiesi Farmaceutici, e con il patrocinio del Coordinamento Nazionale Teatro Carcere e di ANCT Associazione Nazionale Critici Teatrali, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Parma - che andrà a sviluppare e ad ampliare la proposta formativa teatrale portata avanti dagli artisti Carlo Ferrari e Franca Tragni in venti anni di attività all’interno degli Istituti Penitenziari di Parma.
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