di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 giugno 2025
Il 32enne è stato aggredito da un detenuto dello stesso braccio, parente di una delle vittime. Il procuratore Tescaroli: mancano controlli. Via Arenula: giudizio affrettato. Vasile Frumuzache, 32 anni, accusato degli omicidi di due prostitute a Prato e Montecatini Terme, è stato aggredito questa mattina in carcere da un altro detenuto, un parente della donna scomparsa e uccisa nel 2024, Ana Maria Andrei. L’aggressione è stata fatta con olio bollente tirato sul volto del giovane uomo che due giorni fa ha confessato i due delitti.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 7 giugno 2025
La lettera dal carcere: “Quale vendetta sociale si deve ancora compiere su questa persona, che fa fatica a camminare, che non ci vede e non ci sente, che rischia di morire in carcere e che ha già scontato quasi la metà delle sua pena?”. Oggi non parliamo di pentole e di coperchi, ma di cose molto più serie Perché è il 2 giugno, Festa della Repubblica e della Costituzione italiana, che all’art. 27 sancisce il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità e il dovere di tendere alla rieducazione del condannato. E anche perché così sono stato redarguito (“abbiamo ben altri problemi!”) da una giovane affascinante psicologa, marcatamente de’ sinistra ma molto seria e rigorosa nel suo lavoro di sostegno ai detenuti.
Il Dubbio, 7 giugno 2025
Dopo l’aggressione ai danni di un diciottenne e la protesta dei detenuti, Nessuno Tocchi Caino denuncia: “Il 30% dei carcerati non dovrebbe stare in prigione, servono strutture di cura”. È ancora forte l’eco della violenta rivolta scoppiata mercoledì all’interno del carcere di Marassi, a Genova, dove un centinaio di detenuti ha devastato una sezione penitenziaria in segno di protesta per la brutale violenza sessuale subita da un diciottenne, abusato da quattro compagni di cella. L’episodio ha riportato all’attenzione pubblica le condizioni di sovraffollamento e degrado all’interno dell’istituto, che secondo il più recente report di Nessuno Tocchi Caino ha raggiunto punte del 130% di affollamento.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 giugno 2025
Gli agenti ignari di tutto per giorni. Chi ha protestato potrebbe essere punito per “rivolta”. È ancora sedato e giace, agli arresti domiciliari, nel suo letto d’ospedale al San Martino di Genova, il ragazzo di appena 18 anni seviziato e stuprato ripetutamente per due giorni e mezzo dai suoi compagni di cella nel carcere di Marassi, dove era entrato da poco tempo ed era in attesa di giudizio per una rapina di scarso conto, proveniente da una comunità per tossicodipendenti. Mercoledì, a seguito della diffusione della notizia e contro la supposta inerzia degli agenti di polizia penitenziaria dell’istituto genovese che dicono di non essersi accorti di nulla, nel carcere sono divampate “violente” proteste, secondo i sindacati di Pol Pen, rientrate però dopo solo un’ora con il trasferimento di 13 detenuti e altri 22 messi in isolamento.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 7 giugno 2025
Era in libertà ristretta perché insultava gli agenti: voleva essere seguita da donne. “Non viene indicato alcun comportamento della detenuta che possa aver condizionato le attività degli altri detenuti. La sicurezza dell’istituto non risulta sia mai stata messa in pericolo dalla condotta della detenuta. Il collegio ritiene che il provvedimento impugnato debba essere revocato”. Le parole sono quelle dei giudici del tribunale di sorveglianza che hanno analizzato il reclamo che gli avvocati Simone Giuseppe Bergamini e Lorenzo De Guelmi avevano presentato a Venezia sulla delicata situazione di una detenuta peruviana transessuale di 38 anni.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 giugno 2025
Don Dario Acquaroli, 37 anni, è cappellano del carcere di Bergamo e direttore della comunità Don Milani di Sorisole (BG). È un appassionato di montagna: “Quello che vivo lassù lo porto nei luoghi difficili dove il mio essere prete mi porta, fra chi non crede più che una cima sia possibile”. Non perde mai il sorriso, mentre parla del suo lavoro e delle sue passioni. Don Dario Acquaroli, classe 1988, è cappellano nel carcere di Bergamo da tre anni ed è direttore della comunità educativa Don Lorenzo Milani di Sorisole, nella bergamasca. “Ho iniziato a frequentare il carcere 16 anni fa. Tra qualche mese farò il cappellano solo dei giovani adulti del carcere, che sono sempre di più”.
editrice.effata.it, 7 giugno 2025
Un libro necessario. Una voce che non può essere ignorata. Esce il 6 giugno 2025 in tutte le librerie italiane, fisiche e online, “18+1. Diciotto anni e un giorno”, nuovo libro di Monica Cristina Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino. Edito da Effatà Editrice, con prefazione del già magistrato Gherardo Colombo, il libro affronta una delle questioni più urgenti del sistema penitenziario italiano: la condizione dei giovani adulti reclusi nelle carceri per adulti. Il dato che allarma: all’inizio del 2025 si contano 5067 giovani under 25 detenuti nei penitenziari italiani. Solo nel 2023 erano 3274. Un incremento di quasi 1800 giovani in meno di due anni.
di Fabio Colagrande e Antonella Palermo
vaticannews.va, 7 giugno 2025
Presso la Sala Stampa della Santa Sede il cardinale Tolentino de Mendonça ha illustrato, assieme a cinque donne, il ricco programma di questo Giubileo tematico in programma a Roma dal 15 al 18 febbraio. Spicca la visita del Papa agli studi di Cinecittà, la prima di un Pontefice, e l’inaugurazione di uno spazio di arte contemporanea a Via della Conciliazione dove saranno esposti i volti della comunità carceraria di Regina Coeli.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 7 giugno 2025
Ancora una volta, i giudici smentiscono norme e politiche migratorie che ledono diritti fondamentali. Chi entra in Unione europea senza documenti insieme a minori di cui è affidatario non può essere accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ancora una volta, i giudici smentiscono norme e politiche in tema di immigrazione che ledono diritti fondamentali. La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha affermato che è contraria al diritto dell’Unione una disposizione che sanziona penalmente come favoreggiamento dell’immigrazione clandestina la condotta di un cittadino straniero che entra irregolarmente in uno Stato Ue accompagnando minori di cui sia affidatario.
di Gian Luigi Gatta, Cesare Parodi, Francesco Petrelli*
La Repubblica, 6 giugno 2025
Il sovraffollamento delle carceri ha raggiunto livelli intollerabili. Il 30 aprile scorso i detenuti erano 62.445, a fronte dei teorici 51.292 posti disponibili. Vi sono dunque almeno 11.153 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. È un problema che periodicamente si manifesta in modo critico. Dopo le misure emergenziali adottate durante la pandemia, il numero dei detenuti è cresciuto in modo considerevole. Nel 2020 erano infatti 53.363, cioè 9.000 in meno rispetto ad oggi. Continui interventi con i quali sono stati introdotti nuovi reati e nuove ostatività o aumentate le pene, come nel caso del d.l. sicurezza o del d.l. Caivano, promettono di aumentare l’entità del sovraffollamento. Il d.l. Caivano ha consentito la custodia cautelare in carcere per lo spaccio di lieve entità e ha introdotto preclusioni all’accesso alla messa alla prova per i minorenni. Il numero dei minori negli istituti loro dedicati (Ipm) è aumentato di oltre il 50% dal 2023 a oggi: erano 385 il 15 maggio 2023 e sono saliti a 600 due anni dopo, mettendo in crisi l’intero sistema della giustizia minorile.
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