di Rachele Gonnelli
sbilanciamoci.info, 5 giugno 2025
La situazione nelle carceri italiane diventa bollente. La rivolta dei detenuti del carcere Marassi di Genova arriva nel giorno dell’approvazione anche al Senato del decreto sicurezza che, anche per loro, aggraverebbe le pene. “Senza Respiro”, il report di Antigone. Soltanto due agenti penitenziari portati in ospedale per accertamenti e altri due medicati sul posto: è contenuto il bilancio della rivolta scoppiata mercoledì 4 giugno nel carcere Marassi di Genova, in particolare - a quanto sembra - scoppiato negli spazi della seconda sezione penale. Ma poteva essere più cruento e in ogni caso è un drammatico segnale del sovraffollamento del sistema penitenziario italiano. Il Marassi ha un sovraffollamento storico, verificato sei mesi fa da visita organizzata dall’associazione Nessuno Tocchi Caino pari al 128 per cento: 684 detenuti per 535 posti.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2025
Agli atti di resistenza sono equiparate anche le forme di resistenza passiva. Incrinano due principi base del nostro ordinamento penale altrettante misure inserite nel decreto sicurezza approvato ieri definitivamente al Senato. Entrambe riguardano le carceri e l’esecuzione della pena. Innanzitutto si introduce il reato di rivolta in istituto penitenziario sanzionato con la reclusione da uno a cinque anni; a esserne colpito chi partecipa a una contestazione con violenza e minaccia oppure atti di resistenza all’esecuzione degli ordini impartiti. Dove agli atti di resistenza sono equiparate anche le forme di resistenza passiva, introducendo una novità del tutto sconosciuta al nostro sistema giuridico, come ricordato dal parere approvato dal Csm sul provvedimento: sinora infatti le condotte di semplice inazione rispetto all’ordine impartito dall’autorità sono state caratterizzate da una sostanziale irrilevanza penale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2025
Il Senato ha votato il via libera definitivo al provvedimento già approvato dalla Camera. Lavori sospesi per le proteste delle opposizioni che hanno inscenato un sit-in in Aula e poi ripresi dopo la Capigruppo. Via libera definitivo alla conversione del Dl 11 aprile 2025, n. 48, contenente disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario che si compone di 39 articoli. Il provvedimento riproduce sostanzialmente i contenuti del disegno di legge sicurezza, confrontando i testi dei due provvedimenti risulta che 12 articoli hanno subito modifiche, anche minime, rispetto al testo licenziato dalle Commissioni riunite del Senato.
di Eugenio Fatigante
Avvenire, 5 giugno 2025
Si è parlato di “svolta autoritaria”, di “atto repressivo”, di “deriva liberticida”. In molti ritengono che con il “dl Sicurezza” siamo alle prese con una nuova deriva populista per accrescere il consenso “vendendo” ai cittadini presunte rassicurazioni, mentre in realtà dietro il testo si nasconde una forma patologica di democrazia, dove il popolo è inteso come “soggetto passivo”, quasi non autorizzato a dissentire e ad attivarsi nelle forme di protesta finora usate. C’è sicuramente del vero in queste analisi severe.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 giugno 2025
“Denunciateci tutti”: le opposizioni inscenano una protesta in Aula. Ma il pacchetto viene approvato con la fiducia e 109 voti a favore. Uno spritz in mano al ministro Nordio che in diretta a “Un Giorno da Pecora” brinda al via libera definitivo del decreto Sicurezza, convertito in legge praticamente senza il parlamento. E i senatori dell’opposizione seduti a terra nell’emiciclo di Palazzo Madama che protestano, con le spalle alla presidenza e le mani alzate in una sorta di resistenza passiva alla violenza del provvedimento, innalzando cartelli con su scritto “Denunciateci tutti”. Mentre in tribuna assiste, con un certo stupore, una delegazione del Senato spagnolo.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 5 giugno 2025
Il ministro Piantedosi difende il testo. Ma i dati dicono che le carceri sono già al collasso. E con le nuove norme si rischia di fare peggio. Decreto Sicurezza, la versione del governo non regge alla prova dei numeri: con le nuove norme si rischia più carcere. La fotografia che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si ostina a proporre è sempre la stessa: il nuovo Decreto Sicurezza non aggraverebbe il sistema carcerario italiano. “Sono convinto che non si determinerà l’aggravio sul sistema penale”, ha dichiarato il 4 giugno a Sky TG24. Dichiarazioni che sbattono però contro i dati e le analisi tecniche.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 5 giugno 2025
“Questo decreto è un provvedimento repressivo, ideologico e inefficace. Non lo dice solo il buon senso, lo dicono i dati: moltiplicare i reati non serve a nulla. Anziché trovare soluzioni, si indica un nemico e si dice: tranquilli, li metteremo in galera”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 5 giugno 2025
La professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale: “Un modo per acquisire consenso. Con la teoria della percezione si sterilizzano i territori”. Il decreto Sicurezza è legge, “una legge fascista”. La definisce così Tamar Pitch, professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale e del rapporto tra genere e diritto, e autrice de Il malinteso della vittima. “Da molti anni la politica agisce con pacchetti, leggi, decreti. Ora però si è oltrepassato il limite, perché questo è un provvedimento molto pericoloso”, dice Pitch, “un salto di qualità”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 20658 depositata ieri, ribadendo la differente natura delle misure cautelari reali rispetto a quelle personali. Non è irragionevole una disciplina che prevede soltanto per il bene “libertà personale” e non anche per il bene “patrimonio” la presenza di termini perentori, di fase e complessivi, che ne legittimano la limitazione prima della definitività di una pronuncia di condanna. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 20658 depositata oggi, dichiarando inammissibile la questione di costituzionalità proposta dal legale rappresentante di una azienda che aveva subito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto a seguito della contestazione del reato di dichiarazione fraudolenta.
ilpiacenza.it, 5 giugno 2025
Malattie croniche, disturbi psichici e comportamentali, rischio sovrappeso e obesità. Sono le principali patologie dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Lo dicono i dati presentati oggi in Regione a Bologna, in Terza Torre, durante il convegno “Cure senza confini. Sfide e innovazioni in Sanità Penitenziaria”, un’occasione per i professionisti del settore di condividere esperienze, modelli e risultati, e di lanciare una sfida verso proposte innovative che possano migliorare la qualità della vita delle persone detenute. Un quadro clinico (nella scheda allegata i numeri della salute in carcere) che deve fare i conti anche con un crescente sovraffollamento, 128 detenuti ogni 100 posti disponibili.
- Genova. Tre giorni di sevizie a un detenuto 18enne dai compagni di cella: la causa della rivolta
- Genova. Mi domando: non c’erano alternative al carcere per un ragazzo di 18 anni?
- Pescara. Riccardo era stato picchiato: “A cosa serviva il taser?”
- Viterbo. Caso Sharaf: il Csm censura la pm che archiviò l’esposto sulle violenze in carcere
- Torino. Sconcerto per i tagli alla scuola in carcere











