di Agostino Petrillo
terzogiornale.it, 6 giugno 2025
“Celle come tombe, clima insopportabile”: così un anno fa il Garante regionale per i detenuti, Doriano Saracino, aveva denunciato le condizioni del carcere di Marassi a Genova, dove ieri (4 giugno) è scoppiata una rivolta poi rapidamente rientrata. Marassi ospita 684 detenuti rispetto a una capienza massima di 550 posti; 317 persone sono in attesa di giudizio definitivo, e la loro custodia in carcere è cautelare. Il tasso di sovraffollamento è del 130%. Da mesi, a Marassi, si sono succeduti episodi di violenza, pestaggi, stupri, in un clima arroventato dall’affollamento cronico delle celle.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 6 giugno 2025
Chiede di essere assistita solo da donne. Il reclamo al tribunale di sorveglianza. Una detenuta di 38 anni si trova da febbraio in carcere a Montorio. In passato si è sottoposta a un intervento di transizione per essere considerata a tutti gli effetti una donna. La 38enne si trova in un regime di sorveglianza particolare e da mesi chiede di poter essere assistita solo dal personale femminile della polizia penitenziaria. Una richiesta che sarebbe rimasta inascoltata e che ha spinto i difensori a presentare un reclamo al tribunale di sorveglianza.
di Andrea Oleandri*
antigone.it, 6 giugno 2025
Il progetto ha contribuito a costruire percorsi di solidarietà e promuovere valori positivi tra i giovani della Comunità di accoglienza Ceis e i giovani dell’IPM Casal del Marmo a Roma grazie al calcio, sport di squadra capace di unire al di là delle difficoltà. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con CESVI, attraverso un programma di raccolta fondi che ha coinvolto cittadini, imprese e lo stesso Istituto bancario che ha partecipato attivamente al crowdfunding destinando un contributo di 2 euro per i prodotti acquistati dai clienti in modalità online.
di Chiara Di Benedetto
Avvenire, 6 giugno 2025
Nuova vita per un campo sportivo e corsi di aiuto-allenatore per i ragazzi dell’Ipm di Casal del Marmo e per i giovani del Ceis, grazie al progetto “Squadra Dentro: sport e carcere”. È stato inaugurato oggi, 5 giugno, un nuovo campo da calcio, completamente ristrutturato, per i ragazzi reclusi nell’Istituto penale minorile di Casal del Marmo e per i giovani che frequentano il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi (Ceis). L’iniziativa è stata resa possibile grazie al progetto “Squadra Dentro: sport e carcere” dell’associazione Antigone che dal 1991 si occupa della tutela dei diritti dei detenuti, con la collaborazione della fondazione Cesvi (Cooperazione e sviluppo) e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula.
recensione di Paola Filippi
giustiziainsieme.it, 6 giugno 2025
Al convegno “Attorno a questo corpo dalle mille paludi”, titolo preso in prestito da un verso di Amelia Rosselli, sarà presentato il libro di Donatella Stasio “L’amore in gabbia”. In effetti tra le mille paludi attorno al corpo, la palude che, più di ogni altra, offre la plastica rappresentazione dell’impedimento al corpo è la palude simboleggiata dalla gabbia. Nel libro di Donatella Stasio la gabbia è un emblema così come un emblema è l’amore, quale rappresentazione unificante di plurime possibili interrelazioni salvifiche. Il saggio di Stasio è una rassegna sugli ostacoli al corpo: dalla restrizione nella cella di isolamento in cui viene rinchiuso Gianluca, ancora adolescente a Fossombrone, “venti ore al giorno in isolamento”, all’isolamento affettivo della sua infanzia, cucciolo di una madre “rigida di metallo, che non scalda ma grazie a un biberon meccanico nutre”, la mamma scimmia dell’esperimento scientifico di Harry Harlow. La lettura ti conduce attraverso un viaggio evocativo e stimolante nel corso della quale si passano in rassegna gabbie potenziali e reali, volontarie, imposte o eventuali: la famiglia, la droga, il carcere e la dannosa assenza di relazioni affettive.
di Franco Corleone
L’Espresso, 6 giugno 2025
Votare l’8 e 9 giugno significa riprendersi il diritto di scegliere. Contro censure, sfiducie e paure. L’8 e 9 giugno si gioca una grande partita della democrazia attraverso lo strumento del referendum. È stata una campagna difficile per la censura dei mezzi di informazione - scandalosa quella del servizio pubblico - e per il boicottaggio da parte dei partiti della maggioranza con l’invito a non votare. Prevarrà, sorprendentemente, la partecipazione popolare per fare dispetto a La Russa e al neo-vicesegretario leghista Vannacci e per affermare la volontà di decidere come cittadini? Oppure la sfiducia, lo scetticismo e la rassegnazione si confermeranno il nuovo dato antropologico di un Paese devastato?
di Valentina Petrini
La Stampa, 6 giugno 2025
Tra i cassintegrati dell’ex Ilva e i disperati della Terra dei fuochi, sono i sacerdoti a informare sul voto: “Tocca a noi sopperire a questa mancanza”. “Hai sentito? - sussurra la moglie al marito -. Il prete sta dicendo che dobbiamo andare a votare”. Don Marco Crispino è parroco della chiesa San Giuseppe Moscati, quartiere Paolo VI. Domenica 18 maggio, messa della sera tra i palazzoni a schiera del quartiere nato negli anni Sessanta per far spazio alle famiglie degli operai del siderurgico ex Ilva nel periodo del boom economico.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 6 giugno 2025
I dati dell’Università di Bari dimostrano che nonostante le ingenti risorse investite nei Centri per il rimpatrio, il tasso di espulsioni continua a diminuire. Ma la permanenza prolungata nei centri continua a produrre atti di autolesionismo e somatizzazioni da detenzione forzata. Una politica fallimentare. C’è un dato che smonta l’apparato retorico sulla “linea dura” dei rimpatri. In Italia l’espulsione forzata è, nella maggioranza assoluta dei casi, un’operazione annunciata ma non eseguita. Lo certifica il rapporto Rimpatri forzati e pratiche di monitoraggio, frutto della ricerca empirica del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari, curato da Giuseppe Campesi, Elisabetta de Robertis e Francesco Oziosi.
di Pietro Saccò
Avvenire, 6 giugno 2025
Gli italiani che ancora si ricordano dei “frugal four” difficilmente li rammentano con simpatia. Si erano guadagnati questo soprannome dei “frugali” quattro governi dell’Unione europea - quelli di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia - che nel 2020, durante i negoziati per il bilancio dell’Ue per il 2021-2027, erano uniti nell’opporsi all’aumento dei contributi degli Stati al bilancio comune, indebolito dall’uscita del Regno Unito. Alfieri del rigore fiscale e della parsimonia dei conti pubblici, sempre sospettosi verso gli Stati più indebitati (come l’Italia), i “frugali” avevano provato - senza successo - anche a darsi il più nobile nome di Nuova Lega Anseatica, con un richiamo alla federazione delle città mercantili che aveva tenuto il monopolio del commercio tra il Baltico e il Nord Europa per quasi quattro secoli. Mentre i governi negoziavano il bilancio, la pandemia del Covid-19 cominciava a fare strage anche in Europa. Nel panico generale i “frugali”, che nel frattempo avevano imbarcato anche la Finlandia, trovarono il modo di distinguersi: si ribellavano a ogni ipotesi di debito comune per gestire l’emergenza e rilanciare l’economia europea.
ilpost.it, 6 giugno 2025
È una misura voluta dall’estrema destra svedese per ridurre il sovraffollamento: non è la prima volta che si fa un accordo simile in Europa. I governi di Svezia ed Estonia hanno fatto un accordo per trasferire in un carcere estone fino a 600 detenuti dalla Svezia, con l’obiettivo di diminuire il sovraffollamento carcerario. L’accordo prevede che la Svezia affitti 400 celle nel carcere della città estone di Tartu, che in totale può ospitare 933 detenuti ma che oggi è vuoto per due terzi. Il testo deve ancora avere l’approvazione dei due parlamenti e in quel caso entrerà in vigore nel luglio del 2026. In Svezia il governo, di centrodestra, ha bisogno anche dei voti del Partito Socialdemocratico, di centrosinistra e all’opposizione, che per il momento non si è completamente opposto alla proposta, ma ha espresso molto scetticismo.











