Il Dubbio, 17 maggio 2025
È stato siglato un importante accordo tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Associazione Terra Dorea, rappresentati rispettivamente dalla dottoressa Lina Di Domenico e dall’avvocato Claudia Majolo. L’intesa punta a dare avvio a un progetto innovativo che prevede la creazione di comunità educative come alternativa alla detenzione tradizionale, con l’obiettivo di contrastare il grave problema del sovraffollamento carcerario.
di Sofia Nardi
Il Resto del Carlino, 17 maggio 2025
Don Dario Ciani, cappellano del carcere di Forlì e fondatore della comunità di Sadurano, scomparso 10 anni fa. Attiva da 30 l’associazione a lui intitolata. S’intitola ‘L’utopia di don Dario: il carcere, un’opportunità per rinascere alla vita’, il convegno stasera alle 20.45 alla sala Zambelli della Camera di Commercio, piazza Saffi. L’incontro, promosso da ‘Amici di don Dario’ con patrocinio di Comune, Camera di Commercio e Fondazione Carisp, celebra i 30 anni dell’associazione e i 10 dalla scomparsa di don Dario Ciani e intende favorire una riflessione sull’istituzione carceraria al fine di promuovere azioni rieducative e lavorative per i detenuti.
di Loris Facchinetti Rialta
L’Unità, 17 maggio 2025
Questo articolo è un bel testo introduttivo al dibattito dal titolo “Verità e Riconciliazione” che si svolgerà a Roma il 20 maggio, dalle ore 15 alle 19, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, in Via del Seminario 76. Indica una riforma possibile che prelude a un’idea di giustizia che non punisce e separa, ma riconcilia e ripara. All’insediamento di ogni nuovo Governo abbiamo sperato che la “Giustizia” diventasse il centro di un rivoluzionario progetto innovatore che ne guarisse le inaccettabili disfunzioni e che avviasse un percorso di efficienza, equità e modernità degno di uno Stato democratico ispirato alla tutela dei diritti fondamentali e impegnato nella difesa del futuro delle generazioni. Anche con questo Governo abbiamo sperato terminasse il conflitto sconsiderato tra “caste di potere”, tra ideologie oramai obsolete e cinici individualismi. Invano. Nessuna riforma organica. Qualche legge repressiva e molta confusione.
di Isabella De Silvestro
theitalianreview.com, 17 maggio 2025
Franco Mussida è chitarrista, compositore e membro fondatore della Premiata Forneria Marconi, il gruppo musicale simbolo del rock progressive anni 70. Nel corso della sua carriera ha collaborato con i più grandi nomi del cantautorato italiano, ha vinto premi, scalato le classifiche oltremanica e oltreoceano. Ma la sua carriera non è solo quella di un virtuoso della musica, è anche quella di un uomo che ne ha fatto una pratica di comunità, un mezzo per creare reti di sostegno e vie di conoscenza.
di Massimo Gramellini
Corriere della Sera, 17 maggio 2025
Il male gode di ottima salute mediatica e suscita più curiosità che indignazione, come conferma lo sciagurato sondaggio apparso su una chat scolastica di Bassano del Grappa: “Chi meritava di più di essere uccisa, Chiara Tramontano o Giulia Cecchettin?”. In compenso il bene sta cordialmente sulle scatole a tanti, specie a chi pensa di saperla lunga e lo svilisce di continuo, derubricandolo a “storiella edificante”. Ne ha appena fatto le spese una tostissima impiegata di banca lombarda, tornata in Kenya per assicurare alla giustizia i tre rapinatori che durante le vacanze di Natale l’avevano ferita con un machete. Dopo avere riconosciuto il capo della banda - ma anche conosciuto lui e i suoi problemi, economici e familiari - non si è limitata a perdonarlo. Gli ha pagato un corso di italiano per consentirgli di trovare impiego in una struttura turistica del posto. La reazione dei social (identica a quella degli umani di ogni altra epoca, che però non possedevano ancora uno strumento per scoperchiare il tombino dei loro pensieri) è stata di condanna spinta fino al dileggio. Perché fare del bene a un povero che ti ha fatto del male, anziché aiutarne uno che non ti ha fatto niente e che magari abita sotto casa tua? Il bello è che chi sostiene certe tesi di solito non aiuta mai nessuno, neanche i poveri che abitano sotto casa sua. Sarà per questo che il bene lo infastidisce più del male: è come se lo spingesse ad agire, mentre lui adora limitarsi a guardare. E a giudicare.
di Susanna Ronconi*
L’Unità, 17 maggio 2025
Superamento della war on drugs, decriminalizzazione, riduzione del danno, diritti delle persone che usano sostanze. Dal 1995 a oggi, Forum è luogo e stimolo per la produzione di ‘alternative critiche’: critica ai paradigmi, alle norme, alle politiche di intervento, alle rappresentazioni dei fenomeni. Sempre con attenzione allo snodo tra pensiero critico e pratica politica. Il 7 e 8 novembre noi saremo a Roma. Noi di Forum Droghe, con decine di associazioni, e centinaia di professionistə, ricercatorə, studiosə, difensori dei diritti umani, persone che usano droghe, attivistə per la riforma delle politiche delle droghe, operativi nella riduzione del danno, promotori della salute di chi usa droghe e della salute pubblica, difensori dei diritti umani, cultori del pensiero critico e della ricerca. Saremo a Roma fuori e contro la Conferenza nazionale sulle droghe indetta dal governo, di cui denunciamo l’approccio basato su criminalizzazione, patologizzazione e ‘tolleranza zero’.
di Isabella De Silvestro*
vocididentro.it, 17 maggio 2025
Nella notte tra l’1 e il 2 maggio, un uomo è morto nel Cpr di Brindisi Restinco: Abel Okubor, 37 anni, nigeriano. Tre informazioni basilari - il nome, l’età, la provenienza - che hanno impiegato giorni per venire alla luce. Giornalisti, attivisti e parlamentari che si sono interessati alla sua morte hanno faticato a ottenerle. Sarebbero dettagli minimi, se non fosse che sulle persone trattenute nei Centri per il Rimpatrio cala un velo di insignificanza, che si traduce anche nella difficoltà, per il mondo libero - per noi - di sapere qualcosa di concreto su di loro.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 maggio 2025
Tutti l’attendevano per maggio, massimo giugno. Invece la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgue) sulla designazione dei “paesi sicuri” slitterà di un bel po’. Per la verità è già stata deliberata, ma dovrebbe essere resa pubblica soltanto a ottobre. Così ha detto l’altro ieri il giudice ceco Jan Passer, membro del collegio che lo scorso 25 febbraio ha trattato il caso alla Grande chambre, durante un incontro alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu).
di Massimo Basile
La Repubblica, 17 maggio 2025
Per i giudici i detenuti non hanno avuto garanzie legali. La Corte Suprema ha inferto uno schiaffo all’amministrazione Trump nella lotta all’immigrazione clandestina. I giudici supremi hanno respinto il tentativo di inviare in una prigione lager in Salvador cittadini venezuelani che, secondo il governo, sarebbero membri di gang. La Corte ha stabilito che i detenuti devono avere un’opportunità adeguata per presentare obiezioni legali. La causa ruota attorno al tentativo dell’amministrazione di utilizzare l’Alien Enemies Act, una legge di guerra del diciottesimo secolo raramente applicata, per deportare cittadini venezuelani che, secondo le autorità, sarebbero membri della gang Tren de Aragua, considerata una delle più spietate.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 17 maggio 2025
Corinna Barrett Lain si è pagata gli studi servendo per alcuni anni come sottufficiale nelle file dell’esercito. Ora è professoressa di legge in alcune importanti università statunitensi, e molto attiva contro la pena di morte. Nelle settimane scorse ha pubblicato un articolo fenomenale in cui ricostruisce otto anni di fatiche per “decifrare” i segreti attorno alle esecuzioni. L’articolo andrebbe letto tutto (è sul sito di Nessuno tocchi Caino), e quella che segue è una versione ridotta.
- Iraq. Nelle carceri il doppio dei detenuti previsti, mentre entra in vigore l’amnistia
- Carceri, La Russa redento apre allo sconto di pena
- Pinelli: “Liberazione anticipata: soluzione realistica contro il sovraffollamento”
- La Russa apre a Giachetti: “Il problema è il sovraffollamento, discutiamo della libertà anticipata”
- Rita Bernardini sospende lo sciopero della fame dopo l’apertura di La Russa sulla liberazione anticipata











