di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 8 settembre 2025
Si tratta di mettere la pace “al principio”, anziché alla fine, e dunque di includerla nel nostro orizzonte mentale come possibilità almeno altrettanto naturale quanto il conflitto. Com’è stato possibile arrivare a questo punto? A credere che tutto sia definitivo, irrevocabile? La violenza, il male, la guerra: a pensare che tutto sia ovvio, naturale? Come se niente potesse resistervi, tantomeno il diritto. Come se fosse, il diritto, una cosa inutile e priva di valore; o come se, nella migliore delle ipotesi, a nient’altro dovesse servire se non a punire e sanzionare - e sanzionare sempre più severamente. A replicare a sua volta la violenza, a legittimare il male e qualunque nefandezza.
di Laura Di Santo
avantionline.it, 8 settembre 2025
Insieme alle vittime civili, ingiustificate ed innocenti, uccise nella striscia di Gaza dal governo e dell’esercito israeliano, si rischia un’altra vittima illustre: la “giustizia”, così come abbiamo imparato a conoscerla nella difficile pratica quotidiana della nostra democrazia. Già messa in crisi duramente dal “garantismo” d’opportunità e di convenienza mirato a proteggere gli “indagati” della propria parte ed a condannare senza processo quelli di parte politica avversa, dalle finte “riforme della giustizia” a costo zero che hanno spesso aggravato i problemi piuttosto che risolverli, dalla generale superficialità con cui le cronache giornalistiche trattano temi delicatissimi di cronaca nera; il colpo di grazia rischia di essere inferto dagli “omicidi mirati” e dalle esecuzioni sommarie che vediamo all’opera nei conflitti internazionali.
di Sergio Labate*
Il Domani, 8 settembre 2025
Abbiamo assistito in questi giorni alla celebrazione in pompa magna di un altro nuovo ordine mondiale. Ma una domanda rimane: quali sono gli elementi di alterità che caratterizzano questo “altro” ordine mondiale? Tra non molto, l’unica che rimarrà è la potenza: niente più che due potenze differenti che si contendono lo stesso tavolo e lo stesso progetto di mondo. In questi giorni un altro ordine mondiale si è autocelebrato presentandosi al mondo in pompa magna. Certamente non è difficile approfittare del nostro tragico declino. In politica non esiste il vuoto. E quello che l’Occidente sta lasciando è un vuoto, una pervicace e ottusa sottrazione di tutti gli strumenti che potevano garantirci ancora autorevolezza.
di Benedetta Perilli
La Repubblica, 8 settembre 2025
La sentenza dopo i morti per fame nelle prigioni. Ben Gvir: “Difendete i terroristi”. Con una sentenza destinata a infiammare il conflitto già acceso tra giustizia e governo Netanyahu, l’Alta Corte di Israele ha stabilito che lo Stato non sta rispettando gli obblighi di nutrire adeguatamente i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e lo ha esortato a adottare misure immediate per “garantire la loro sussistenza”. Due voti contro uno, che ieri hanno segnato il dibattito nazionale e scatenato la reazione del ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir: “I nostri ostaggi a Gaza non hanno un’Alta Corte a difenderli. I terroristi assassini di Hamas e gli abominevoli stupratori hanno, con nostra vergogna, l’Alta Corte a proteggerli”, ha accusato il politico di estrema destra assicurando che continuerà a fornire ai detenuti “le più minime condizioni previste dalla legge”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 7 settembre 2025
alle mamme e i bimbi di Rebibbia ai ragazzi di Regina Coeli. “A Roma, Insieme”, l’associazione fondata da Leda Colombini. Trent’anni fa, all’ingresso del carcere di Rebibbia, si poteva vedere una donna portare per mano dei bambini. Erano figli di madri detenute che uscivano dal penitenziario per il “Sabato di libertà”. Quella donna era Leda Colombini. Storica bracciante agricola e sindacalista, deputata, poi assessora regionale ai servizi sociali del Lazio, nel 1991 fonda “A Roma, Insieme”.
di S.C.
L’Osservatore Romano, 7 settembre 2025
L’estate se ne va ed io, detenuto, resto esattamente come ero prima: senza aver ottenuto nulla. Anzi, ancora una volta ho assistito alle visite di rappresentanti delle istituzioni, ho ascoltato tante dichiarazioni, sempre le stesse, un anno dopo l’altro, senza che nulla sia accaduto - al di là della professionalità degli operatori - per rendere la detenzione più umana.
di Domenico Marino
Avvenire, 7 settembre 2025
Da Cosenza a Napoli, da Avellino ad Opera ad altre carceri ancora. La scoperta di cinquanta telefoni cellulari e altrettanti grammi di droga ieri mattina nel penitenziario di Cosenza è solo l’ultimo anello d’una catena tanto lunga quanto inquietante. La scoperta di ieri è avvenuta a seguito d’una perquisizione straordinaria nella struttura di reclusione dedicata al direttore Sergio Cosmai, ucciso dalla ‘ndrangheta proprio per la sua gestione inflessibile del carcere cosentino.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 7 settembre 2025
Cassazione, la presidente a un passo dalla pensione parla di “segnali di grande disagio: tra le cause anche la delegittimazione politica”. Ma noi vogliamo vederla questa sofferenza della magistratura, il disagio nei nostri giovani colleghi?” si chiede, franca e ostinata, la presidente della Cassazione, Margherita Cassano. “Un numero crescente di giovani studenti che hanno già superato il concorso in magistratura, particolarmente impegnativo, al termine del tirocinio lascia per altre professioni. Tanti”. Oppure: “Ci sono segnali che se non affrontati subito, porteranno a una deriva burocratica della giustizia”.
di Luigi Manconi e Federica Delogu
La Repubblica, 7 settembre 2025
“Uno strumento imprescindibile”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito il taser, la pistola a impulsi elettrici, commentando le due morti avvenute ad agosto a distanza di 48 ore durante due operazioni di fermo da parte di carabinieri, prima quella di Gianpaolo Demartis a Olbia e poi quella di Elton Bani a Genova. Imprescindibile, spiega il ministro, perché “viene fornito agli agenti proprio per evitare l’utilizzo di armi da sparo”. E infatti il taser, in dotazione in Italia alle forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e in alcune città anche la Polizia locale) dal 2022 dopo una sperimentazione durata quattro anni, dovrebbe essere utilizzato in sostituzione delle armi letali.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 settembre 2025
Il viceministro della Giustizia: “La riforma non prevede un salvacondotto per qualsiasi cosa faccia il medico. Al contrario, incentiva chi esercita la professione sanitaria a seguire le linee guida e le buone pratiche scientifiche, migliorando così le prestazioni sanitarie”. “Il termine ‘scudo penale’ è del tutto improprio. Il disegno di legge non è un salvacondotto per qualsiasi cosa faccia il medico. Al contrario, incentiva chi esercita la professione sanitaria a seguire le linee guida e le buone pratiche scientifiche, migliorando di conseguenza il rapporto tra medico e paziente”. Così al Foglio il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto commenta il via libera da parte del Consiglio dei ministri al disegno di legge che riforma le professioni sanitarie.
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