di Ilaria Sesana
Avvenire, 7 settembre 2025
Al via il viaggio-denuncia della società civile che vuole la chiusura dei centri rimpatrio. La Cassazione dà ragione ad un richiedente asilo portato in Albania: senza convalida, va liberato in 48 ore. Un viaggio nei Centri di permanenza per il rimpatrio per verificare le condizioni di vita all’interno delle strutture. A compierlo Marco Cavallo, il cavallo di legno di colore azzurro simbolo della rivoluzione di Franco Basaglia. Dopo aver attraversato l’Italia per denunciare l’inumanità degli ospedali psichiatrici giudiziari, ha intrapreso un nuovo viaggio per chiedere la chiusura dei Cpr, identificati come istituzioni totali, al pari dei vecchi manicomi.
di Gianfranco Mascia*
Il Fatto Quotidiano, 7 settembre 2025
Qualcuno diventa un ricordo, altri un numero. Il flusso costante di immagini e numeri ha un effetto anestetizzante, e l’orrore ripetuto inizia a sembrare un fenomeno normale. La morte non è mai coerente, per nessuno. Non mi riferisco al dolore privato, che è sempre individuale e inestimabile, ma al suo riflesso nella cultura, ciò che crea una storia comune. La morte, in altre parole, come fatto sociale.
di Raul Caruso
Avvenire, 7 settembre 2025
Stucchevoli esibizioni di forza, annunci di investimenti nel settore bellico, armi nucleari: il pianeta pare scivolare inesorabilmente su una china pericolosa, senza più impegni di non-proliferazione. In queste ultime settimane stiamo assistendo a stucchevoli esibizioni di forza da parte dei leader mondiali in parate militari e nel contempo continuiamo a ricevere informazioni in merito alla corsa agli armamenti in cui i Paesi del mondo sono oramai tutti coinvolti. Ultima notizia in questo senso è stato l’annuncio del ministro della difesa giapponese di un budget per il 2026 di poco più di 60 miliardi di dollari dopo i numerosi annunci in merito al maggiore impegno militare dei paesi europei.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 7 settembre 2025
Per gli autocrati, grandi e piccoli, il passato è la tavolozza con cui dipingere il quadro. Allo stesso tempo, questi personaggi usano la tecnologia più avanzata per garantirsi il controllo della nazione e la supremazia militare. Tra le nuove mattane di Donald Trump - arruolare i dirigenti delle Big Tech nelle forze armate, cambiare il nome del dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra, etc. - ne segnalo una, sfuggita a molti. Un ordine esecutivo - l’ennesimo - ha stabilito che gli edifici governativi a Washington DC devono tornare allo stile neoclassico, salvo casi eccezionali. George Washington, aggiunge Trump, ammirava quel tipo di architettura.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 7 settembre 2025
La Flotilla per Gaza è una provocazione ben più che una missione umanitaria, come ha giustamente osservato Anna Foa. Fermo restando il principio che la provocazione è un meccanismo politico e morale talora salutare, talora necessario. Ferma restando l’evidenza che il supporto umanitario in cammino attraverso il Mediterraneo insieme agli attivisti imbarcati sarà del tutto marginale anche se riuscirà nell’arduo intento di sbarcare a Gaza e consegnare quel che trasporta - una goccia nel mare di camion carichi di aiuti che al momento entrano a Gaza. Fermo restando che Israele farebbe bene a chiudere un occhio e magari anche due permettendo alla Flotilla di rompere un blocco navale imposto sin da quando Hamas ha preso il potere nella Striscia.
ilpost.it, 7 settembre 2025
Secondo un’analisi realizzata dagli esperti dell’Osce (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e citata dal ministero dell’Interno ucraino, in Russia ci sono attualmente 2.577 prigionieri di guerra ucraini. I prigionieri di guerra sono soldati o miliziani catturati durante i combattimenti, a cui il diritto internazionale garantisce una serie di tutele. Sono diversi dai prigionieri civili, che invece sono persone che non partecipano ai combattimenti, come per esempio i giornalisti, e che nella maggior parte dei casi durante una guerra vengono arrestati illegalmente. Non è noto il numero di prigionieri di guerra russi detenuti nelle carceri ucraine.
di Diego Mazzola
L’Unità, 6 settembre 2025
La Storia ci conferma che la Legalità non è il Diritto e che è dovere della politica fare in modo che la Legalità garantisca il rispetto del Diritto, quello degli animali e quello delle persone. C’è un aspetto della questione che sconvolge gli osservatori del settore Giustizia. Sto parlando della frenesia e della logica del processo e della conseguente smania di punire. Non ci vuole un genio per comprendere quanto sia inutile, violento e controproducente imbastire un processo per “giudicare”, ad esempio, il comportamento di quella povera donna, tra l’altro studentessa universitaria, che in gran segreto dal proprio fidanzato e dalla famiglia sia riuscita a portare a termine ben due gravidanze e che abbia soppresso la vita di quelle sue due creature, disperatamente sepolte in un terreno vicino a casa.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 settembre 2025
La Costituzione come guida morale e giuridica. “Il principio di umanità non è solo valore etico ma fondamento giuridico primario: secondo l’articolo 27 della Costituzione, la pena deve essere rieducativa, mai vendicativa”. “La detenzione non riguarda solo il condannato: intere famiglie, soprattutto i figli minori, soggetti particolarmente vulnerabili, subiscono le ricadute del carcere. Ignorarlo significa perpetuare una pena disumanizzante e sociale, con effetti duraturi e generazionali”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 6 settembre 2025
Meloni metterà tutto sul banco in vista del referendum sulle “carriere”, soprattutto a livello di comunicazione. Non è solo un valzer di nomi, quello che attraversa i corridoi di Palazzo Chigi. È l’apertura di un cantiere politico in piena regola. Giorgia Meloni ragiona da settimane su una casella chiave: il portavoce. Ma non una figura istituzionale. Piuttosto uno “spin doctor” che, più che prestare la voce, sappia costruire la narrazione del governo in vista della madre di tutte le battaglie: il referendum sulla separazione delle carriere, previsto per la primavera del 2026.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 settembre 2025
Il penalista Cristiano Cupelli: “Solo buon senso. Basta con la caccia al colpevole a tutti i costi. Un medico sereno tutela di più il paziente”.Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via a quello che è stato definito per semplicità “scudo penale” per i medici, che saranno perseguibili solo in caso di “colpa grave” qualora la riforma ricevesse il placet da Camera e Senato. Secondo il professore e avvocato Cristiano Cupelli, ordinario di diritto penale presso l’Università di Roma Tor Vergata, “se, come è auspicabile, il Parlamento darà il via libera alla riforma, si offrirà un importante contributo per rasserenare il clima in cui i medici quotidianamente sono chiamati a operare”.
- Lo scudo penale per i medici che nega la giustizia
- Alla Consulta il trattenimento sine titulo dello straniero in attesa di nuovo provvedimento
- Il risarcimento per il trattenimento illegittimo nei C.I.E va alle Sezioni unite
- Roma. Carcere di Rebibbia, detenuta si suicida nella notte: aveva 52 anni
- Torino. Dal Cpr al carcere, chi ha ucciso Hamid Badoui?









