di Simona Musco e Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 5 settembre 2025
Voto sul filo di lana: il nuovo primo Presidente passa con 14 voti contro i 13 a Mogini. Ma è polemica contro Fontana e Mirenda. Pasquale D’Ascola è il nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. Lo ha deciso il plenum del Consiglio superiore della magistratura, al termine di una votazione sul filo di lana: 14 voti per l’aggiunto contro i 13 andati al segretario Stefano Mogini. Grande incertezza fino all’ultimo, dunque, e nessuna “unanimità”, come era stato più volte auspicato dal capo dello Stato per una nomina di tale importanza.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 settembre 2025
Il nuovo primo presidente della Cassazione, vicino alla corrente di sinistra Area, affiancherà il pg di Cassazione Gaeta, anche lui vicino alla sinistra giudiziaria. Nel Csm che dovrebbe essere teoricamente “a trazione centrodestra” i due ruoli di vertice della magistratura saranno ricoperti da toghe lontane dal mondo moderato. Pasquale D’Ascola è il nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. A nominarlo è stato ieri il Consiglio superiore della magistratura, al termine di un plenum straordinario presieduto dal capo dello stato Sergio Mattarella. D’Ascola sostituisce alla poltrona più alta della Suprema Corte Margherita Cassano, il cui mandato scadrà il 9 settembre per raggiunti limiti di età.
napolitoday.it, 5 settembre 2025
Il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello ha acceso i riflettori sulle gravi criticità igienico-sanitarie all’interno degli istituti penitenziari della regione Campania. In particolare, segnala l’urgente necessità di interventi di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione negli ambienti carcerari, resi ancor più urgenti dalla diffusione del virus West Nile in varie aree del territorio regionale. La preoccupazione è stata espressa in una nota indirizzata al Provveditore della Campania e ai Direttori Generali delle Asl competenti, con la richiesta di attivare al più presto, tutte le misure di prevenzione e contenimento previste dal Piano Regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2025 della Regione Campania.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 5 settembre 2025
Dopo una prima istanza respinta, il tribunale ieri ha disposto la scarcerazione. L’avvocato del 54enne era pronto a fare ricorso alla Corte Europea dei diritti. “Lasciate che trascorra gli ultimi giorni di vita con la sua famiglia, non in carcere”. È con queste motivazioni che la difesa ha fatta istanza di scarcerazione per un tunisino 54enne, malato terminale ma detenuto in carcere, al Sant’Anna. Dopo una risposta negativa arrivata dal magistrato di sorveglianza di Modena, ieri invece il tribunale di sorveglianza di Bologna si è espresso positivamente, disponendone l’immediata scarcerazione.
di Sandro Marotta
La Stampa, 5 settembre 2025
Nessuno al momento sembra conoscere la sorte né lo stato di salute del detenuto che da 12 giorni è piantonato da una decina di agenti della polizia penitenziaria all’ospedale Santa Croce di Cuneo perché obeso e diabetico. L’Asl non fornisce aggiornamenti né sulle condizioni di salute dell’uomo né sull’esito delle domande che dovrebbe aver avanzato all’ospedale Molinette di Torino e ad altri centri italiani che curano l’obesità grave. Nemmeno i garanti dei detenuti di Cuneo e del Piemonte sanno per certo dove sono i poli in grado di ricoverare con spazi adeguati il 50enne che pesa circa 250 chili.
di Sandro Marotta
La Stampa, 5 settembre 2025
Gravemente obeso e diabetico non riesce a essere ospitato né ai domiciliari né in carcere, l’appello del garante cittadino Valmaggia. Solo due posti letto per ospitare detenuti obesi in Piemonte: il caso dell’uomo ricoverato al Santa Croce di Cuneo svela il vuoto di tutela sanitaria per chi è in carcere “C’è un detenuto gravemente obeso e diabetico che non riesce a essere ospitato né ai domiciliari né in carcere e quindi è stato ricoverato temporaneamente al Santa Croce di Cuneo”: questa la denuncia dell’ex sindaco Alberto Valmaggia, oggi garante dei detenuti di Cuneo, a proposito del recluso che da fine agosto è piantonato da dieci agenti all’ospedale per mancanza di celle abbastanza spaziose e adeguate alle sue patologie, che sono quelle di tanti altri.
di Valentina Romagnoli
open.online, 5 settembre 2025
Entro fine ottobre nel carcere torinese Lorusso e Cutugno aprirà la “stanza dell’affettività”: sarà il primo grande istituto di pena in Italia a dotarsi di uno spazio riservato ai detenuti per incontri intimi con i propri partner, dopo la pronuncia della Corte costituzionale che ha riconosciuto il diritto all’affettività come parte integrante della vita familiare. “Non può ritenersi che la richiesta di svolgere colloqui con la propria moglie in condizioni di intimità costituisca una mera aspettativa”, hanno scritto i giudici. Sottolineando che tali incontri possono essere limitati solo per motivi di sicurezza, ordine interno o in presenza di procedimenti giudiziari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 settembre 2025
Nel carcere “Rocco D’Amato” di Bologna le lenzuola dei detenuti non vengono cambiate da circa due mesi. Lo denunciano i sindacati Fp Cgil e Fns Cisl, mentre l’Osservatorio Carcere della Camera penale di Bologna chiede un intervento immediato alle autorità competenti. Dentro ci sono 800 persone ristrette, con la prospettiva di ulteriori ingressi: senza biancheria, con cuscini e materassi contati, il rischio di tensioni è concreto. Fp Cgil parla di una situazione “indecorosa” e fotografa il quotidiano: scorte di lenzuola esaurite, ai nuovi arrivati si distribuiscono le poche di carta rimaste.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 5 settembre 2025
Il Garante Ianniello: “La sezione donne è satura, si è dovuto utilizzare gli spazi del nido”. Il carcere della Dozza sta scoppiando e i penalisti bolognesi, riuniti nella Camera penale Franco Bricola, lanciano l’allarme: “Quando la sezione destinata temporaneamente ai detenuti giovani adulti verrà chiusa, come da rassicurazioni fornite dal Governo, nel carcere di Bologna potrebbero entrare altre 100 persone e così i ristretti arriverebbero quasi a quota 1.000 a fronte di una capienza regolamentare che si aggira sui 500 posti”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 settembre 2025
Da giorni il carcere di Genova Marassi è teatro di una protesta collettiva. Non si tratta di rivolte o evasioni, ma del suono metallico delle battiture sui blindi, che da giorni scandisce un’unica, drammatica richiesta: dignità e cure. A lanciare l’allarme sono l’associazione “Quei Bravi Ragazzi Family Onlus” e l’avvocato Guendalina Chiesi, che denunciano una situazione sanitaria “profondamente disumana”. La protesta, partita dalla sezione di alta sicurezza, è un atto di denuncia anche contro il degrado dell’area sanitaria interna.
- Nuoro. L’associazione Luca Coscioni: “Badu e Carros cade a pezzi”
- Rimini. Carcere sovraffollato. Detenuti oltre il limite: “Spazi riorganizzati e chiesti più agenti”
- Benevento. Parlare di errori giudiziari, diritto e carceri, coinvolgendo il territorio
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- Sulla soglia del delitto, “dentro” e “fuori” la nostra parte oscura









