cuneodice.it, 6 settembre 2025
Industriali e terzo settore insieme per dare una risposta alla piaga della recidiva. A Cuneo torna il festival Articolo 27 Expo, tra gli ospiti Brunetta e Colombo. “Quante mamme sarebbero disposte ad affidare i figli o ad assumere per attività domestiche donne che stanno scontando la pena in carcere, pur senza aver commesso reati violenti?”: la domanda che pone Giuliana Cirio - “anche a me stessa” precisa - ha il merito di rompere quella coltre di ipocrisia che sovente circonda i discorsi sul reinserimento lavorativo dei carcerati.
perugiatoday.it, 6 settembre 2025
Il carcere sempre più come una gabbia dove scontare la pena e sempre meno come luogo dove poter ricostruirsi un futuro, una professione, una seconda possibilità una volta tornati in libertà. Purtroppo i dati ufficiali, validi anche per l’Umbria, dimostrano come percorsi formativi e lavorativi siano meno rispetto al passato e quindi meno carcerati occupati in queste attività. Nel 2024, la media di detenuti impiegati in attività lavorative è del 28,4%, in calo rispetto al 32,6% del 2023. Tali criticità sono stati oggetto di un incontro tra l’assessore regionale al welfare, Fabio Barcaioli e la direttrice della Casa di Reclusione di Spoleto, Bernardina Di Mario, culminato con una visita alla struttura dove si svolgono attività a disposizione dei detenuti.
youtg.net, 6 settembre 2025
Quattro detenuti della Casa di reclusione di Oristano-Massama non potranno completare il loro corso di studi. Lo fa sapere Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che su una nota scrive: “La decisione di cancellare la classe quinta del corso di Amministrazione Finanza e Marketing dell’Istituto Tecnico Commerciale ‘Lorenzo Mossa’ per l’esiguo numero di studenti non è solo un atto discriminatorio nei confronti di persone, che non hanno alternative, ma attenta pesantemente al diritto all’istruzione e all’articolo 27 della Costituzione”, sostiene Maria Grazia Caligaris aggiungendo che “non possono essere applicati alle classi scolastiche delle carceri i criteri ministeriali già peraltro fortemente criticati in diverse realtà dell’isola dove lo spopolamento incide negativamente sul numero degli iscritti”.
di Francesco Lo Piccolo*
L’Osservatore Romano, 6 settembre 2025
Suor Livia Ciaramella da diciannove anni dedica la sua vita a chi vive dietro le sbarre. In tempi in cui la giustizia a volte smarrisce una parte fondamentale di sé, la capacità di farsi anche misericordia, ogni mattina, dal lunedì al sabato, questa religiosa dall’abito color panna e voce gentile, arriva nel carcere San Donato di Pescara alle 8 e vi rimane fino alle 17.30, spesso fino alle 18, con solo una breve pausa pranzo. Trascorre intere giornate nelle celle, nei corridoi, nella cappella sopra al teatro dell’istituto penitenziario abruzzese, in mezzo a quelli che chiama “fratelli oltre le sbarre”, offrendo sostegno spirituale, conforto, un contatto umano che spesso è l’unico possibile.
di Cristina Pastore
La Stampa, 6 settembre 2025
L’appuntamento è venerdì 19 ma per partecipare bisogna iscriversi entro martedì 9. Far conoscere la realtà del carcere, sostenere attività di rieducazione e reinserimento sociale, dare un contributo all’economia circolare, contro lo spreco e per il riuso: sono le finalità dell’evento che si terrà nella casa circondariale di Verbania la mattina di venerdì 19 settembre. È una sfilata di capi a cui i detenuti Lorenzo, Michele e Thomas hanno lavorato per tutta l’estate. Rientra nel progetto di economia carceraria “Ri-Vesti” lanciato in collaborazione con l’associazione Mastronauta e il Comune di Omegna.
Il Resto del Carlino, 6 settembre 2025
Sono fatti a mano dai detenuti del carcere di Modena i tortellini che si possono mangiare in due ristoranti alla festa provinciale de l’Unità di Modena. La specialità culinaria famosa in tutto il mondo è realizzata nel laboratorio gastronomico Sant’Anna-artigiani della pasta, avviato nel maggio 2024 dalla cooperativa sociale Eortè di Carpi. “L’iniziativa è partita in collaborazione con la direzione della casa circondariale di Modena - spiega la direttrice di Eortè Valentina Pepe - l’obiettivo è trasformare il lavoro in uno strumento di crescita, formazione e reinserimento sociale per le persone detenute”.
di Donatella Borghesi
Il Foglio, 6 settembre 2025
Siamo tutti smarriti e nello stesso tempo smodati, esagerati. E quindi violenti, e non solo a parole. In una ridda infinita di troppe fake news, di troppe guerre feroci, di troppi bambini uccisi e rubati, di ragazzi senza più voglia di vivere, di cattive maniere, di incontinenza verbale, di narcisismo maligno di cui Trump è grande maestro, di giornalisti che non lasciano parlare gli interlocutori, di titoli intollerabili, di notizie che si smentiscono e si dissolvono in un baleno, di anatemi e censure. Di genitori che picchiano gli insegnanti dei loro figli, di uomini e donne che hanno perso il contatto. Di troppe chat, troppi tatuaggi, troppi coltelli in tasca, troppo esibizionismo, troppi tristi guardoni, troppi deep-date, troppo poco amore. Soli, nel clamore della babelica post-verità, e un futuro indecifrabile.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 6 settembre 2025
Sono rimasto molto colpito dal nuovo libro di Cecilia Sala, “I figli dell’odio”, Mondadori. È il racconto dettagliato dei suoi reportage dal Medio Oriente, e sarebbe un grande libro anche senza l’ultimo capitolo. L’ultimo capitolo però è un pugno nello stomaco. Racconta la sua prigionia, ingiusta e terribile, nel carcere iraniano di Evin. Privata di tutto, della libertà, del telefonino (come reagiremmo se restassimo senza telefonino?), del computer con il suo lavoro, dei libri.
di Enzo Cheli
Corriere della Sera, 6 settembre 2025
Il dibattito si gioca sulla contrapposizione tra quella “democrazia liberale” di cui abbiamo finora goduto in base alla costituzione ed un modello di “democrazia autoritaria” o “populista” dalle forme ancora incerte. Alla ripresa autunnale, dopo l’approvazione in prima battuta della riforma in tema di ordinamento giudiziario avvenuta alla vigilia della chiusura estiva del Parlamento, cosa possiamo aspettarci sul terreno delle riforme costituzionali?
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 6 settembre 2025
L’impegno è calato del 3,6 % in dieci anni, ma i volontari in Italia sono ancora 4,7 milioni e il loro coinvolgimento si moltiplica su ambiti diversi: maggiore attenzione a civismo e ambiente, più giovani in campo nelle emergenze, migliorano le risposte create su misura per bisogni diversi. Chiara Tommasini (Csvnet): “In Italia ruolo centrale”. Fare volontariato continua a essere non solo una scelta, ma quasi una missione per tanti italiani: sono ancora 4,7 milioni quelli che chi si rimboccano ogni giorno le maniche per gli altri. Li ha nuovamente registrati in modo approfondito l’Istat nell’indagine campionaria sull’uso del tempo del 2023, replicando a distanza di dieci anni la prima ricerca dedicata al lavoro volontario. Sono calati del 3,6% rispetto al 2013, ma rimangono una solida certezza per la società e l’ammontare delle ore che dedicano al volontariato equivale a quelle di 527 mila persone impiegate a tempo pieno. Diminuisce il numero assoluto dei volontari, tendenza che è stata fotografata anche da altre ricerche di settore, ma aumentano quelli che sono attivi su più fronti.
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