di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 maggio 2025
Una banale questione organizzativa diventa pietra dello scandalo. Salta l’incontro della settimana prossima. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, alla Scuola superiore di Polizia in occasione della cerimonia di intitolazione del Centro studi internazionale alla memoria di Boris Giuliano, dirigente di Polizia assassinato dalla mafia nel 1979, Roma, 23 luglio 2024.Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, alla Scuola superiore di Polizia in occasione della cerimonia di intitolazione del Centro studi internazionale alla memoria di Boris Giuliano, dirigente di Polizia assassinato dalla mafia nel 1979, Roma, 23 luglio 2024.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 9 maggio 2025
Un convegno alla Camera, promosso dall’associazione “Fare”, con Michela Di Biase, deputata del Pd, il professor Adolfo Ceretti e Manlio Milani, presidente dell’Associazione dei Familiari dei caduti nella strage di Piazza della Loggia. “Parole della giustizia” con una attenzione particolare rivolta alle vittime. È stato questo il tema affrontato ieri durante un convegno tenutosi presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati e organizzato dall’associazione “Fare” (“Femminista, ambientalista, radicale, europeista”). L’iniziativa è stata aperta dall’indirizzo di saluto del presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 maggio 2025
Dopo la condanna della Corte, l’avvocata del boss ‘ndranghetista ultranovantenne, con l’Alzheimer avanzato, ha inviato l’istanza di revoca il 14 aprile. Ma dal ministero tutto tace. È passato ormai quasi un mese dalla pronuncia con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per aver mantenuto in regime di 41 bis lo storico boss ‘ndranghetista ultranovantenne Giuseppe Morabito, affetto da Alzheimer in fase avanzata. Nonostante questo, e malgrado l’istanza inviata il 14 aprile al ministero della Giustizia, il carcere duro per “u Tiradrittu” non è stato ancora revocato.
di Diana Ligorio
Il Domani, 9 maggio 2025
Chiede da luglio 2024 una visita urgente agli occhi. Ma ancora nulla. Sua moglie e la sua legale danno battaglia: “La salute è un diritto di tutti”. “Mia deliziosa moglie, pur sapendo che domattina la posta non viene ritirata, il mio cuore desidera stare con te in questo sabato pomeriggio”. Comincia così la lettera che Pino Rogoli, fondatore della Sacra corona unita, scrive il 29 marzo a sua moglie Domenica Biondi, detta Mimina, dal penitenziario di Viterbo dove è detenuto con il regime del 41 bis, il carcere duro. La signora non ha mai rilasciato interviste. Oggi rompe un silenzio durato cinquant’anni perché preoccupata per le condizioni di salute del marito. Stringe al petto una borsa dalla fantasia vistosa da cui sfila la lettera che mostra a Domani. Rogoli scrive: “Non ci sono novità, nonostante i solleciti e querela presentati dall’avvocatessa finora manco l’ombra, se l’occhio è stato danneggiato per la negligenza altrui... faremo ricorso a tutte le autorità competenti”.
di Diana Pompetti
Il Centro, 9 maggio 2025
Un indagato per omicidio colposo per la vicenda della detenuta di 44 anni morta il primo maggio nel carcere teramano di Castrogno. L’autopsia ha stabilito come causa del decesso un problema cardiaco, probabilmente un infarto. La nuova tragedia nel carcere di Castrogno con la morte di una detenuta porta con sé un’altra inchiesta della Procura per omicidio colposo con un medico indagato. Si tratta di quello che al momento dei fatti era in servizio alla guardia medica del penitenziario teramano e che ha visitato la 44enne detenuta Rita De Rosa poche ore prima della sua morte avvenuta il 1° maggio. Visita avvenuta dopo che la donna aveva accusato un dolore al petto e durante la quale le è stato somministrato un farmaco: in questa fase l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto in vista di un accertamento irripetibile come l’autopsia disposta dal pm Monia Di Marco ed eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Cristian D’Ovidio.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 maggio 2025
Fanfani: “Non m’importa di quello che dice, Sollicciano deve essere abbattuto”. Dopo la visita a Sollicciano e l’annuncio del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro dello stanziamento di 7,5 milioni per il penitenziario fiorentino, il garante toscano dei detenuti Giuseppe Fanfani risponde categoricamente: “Quello che dice Delmastro non mi interessa. Non ho mai creduto che le sue parole fossero consone a un progetto di recupero sociale dei detenuti”. E poi torna a ribadire che il carcere fiorentino “va demolito totalmente e al suo posto vanno create realtà più piccole”. Secondo Fanfani “Sollicciano è un bell’esempio architettonico, però sotto il profilo funzionale ha dimostrato negli anni di essere assolutamente inadatto. È anche inadatto a un sistema di custodia, ha una forma labirintica nella quale ci si perde”. Fanfani ha poi spiegato che “nelle carceri piccole è possibile avere un sistema di recupero sociale”, invece “nelle carceri grandi il detenuto diventa solo un numero al quale non si può dare alcuna speranza”.
di Lorenzo Ottanelli
La nazione, 9 maggio 2025
Botta e risposta tra Fanfani e Torselli sul futuro del penitenziario. Domenica sit-in contro l’abolizione del rinvio della pena alle madri. “Questo è un provvedimento securitario che serve a dare un’immagine di un governo forte contro il crimine. Ma oggi le mamme detenute con figli sono 11 in tutta Italia”. Irrompe così il Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, alla presentazione del presidio contro il decreto legge che elimina l’obbligo di rinvio della pena per le mamme con figli che hanno meno di un anno di età. Ma è su alcune dichiarazioni su Sollicciano e sul sottosegretario Andrea Delmastro che la polemica politica monta con l’eurodeputato di Fdi, Francesco Torselli.
di Camilla De Meis
incronaca.unibo.it, 9 maggio 2025
I Radicali in visita al penitenziario raccontano il dramma dei detenuti minorenni. Da una finestra del carcere minorile del Pratello vola un aeroplanino di carta, scendendo in picchiata sul campo sportivo dell’istituto penitenziario di Bologna. Il disegno di una barca e una scritta, rossa, in un italiano arrangiato racconta di una sorte poco clemente. “Non voglio più vivere”, è il messaggio arrotolato alla bell’e meglio. Mosso dal vento, atterra, viene preso e tirato su da un agente della polizia penitenziaria che accompagna la visita di Filippo Blengino e Bianca Piscolla, dei Radicali Italiani, nell’istituto minorile. Quel bigliettino lo custodisce poi nella sua tasca e il giro per gli ambienti del carcere sovraffollato da mesi può continuare. I detenuti, dopo pranzo, tornano in sezione. C’è chi guarda un film alla televisione, chi invece segue gli esponenti del partito che, nell’ultimo anno, hanno girato gli istituti minorili d’Italia per verificare le condizioni in cui versano.
di Giacomo Giampieri
Il Resto del Carlino, 9 maggio 2025
Si è concluso il progetto di inclusione sociale al carcere di Barcaglione destinato all’inserimento occupazionale: la pratica in aziende del territorio. Dalla detenzione alla Casa di reclusione di Barcaglione ad una futura prospettiva di occupazione dopo il carcere per tredici detenuti che hanno superato l’esame e ottenuto la qualifica di “aiuto cuoco”. Si è tenuto infatti ieri il momento conclusivo del progetto di inclusione sociale, attuato dalla Regione con fondi Fse Plus 2021/2027, destinato all’inserimento occupazionale di soggetti in condizione di svantaggio. Il progetto, che ha visto tra gli attori anche l’Ufficio regionale del Garante dei diritti Giancarlo Giulianelli ha interessato complessivamente quindici detenuti.
parmatoday.it, 9 maggio 2025
Venerdì 9 maggio, alle ore 18:00, presso Cubo in via La Spezia a Parma, si terrà un incontro pubblico promosso dal Gruppo consiliare di Azione Parma, dedicato al tema carcere e lavoro. Dopo i saluti iniziali di Serena Brandini, Capogruppo di Azione in Consiglio comunale a Parma e Segretario provinciale di Azione, si aprirà un momento di confronto con l’On. Fabrizio Benzoni, Deputato di Azione, per approfondire le prospettive e le criticità del sistema penitenziario italiano, con uno sguardo particolare alla realtà locale e ai progetti di reinserimento lavorativo attivi nel carcere di Parma.
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