di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 31 agosto 2025
La missione degli Esteri andata a vuoto, il sostegno dei Regeni, il nuovo appello della madre Armanda Colusso da Venezia: “Cosa penserà mio figlio del suo Paese?”. La domanda è se stiamo facendo abbastanza per Alberto Trentini e la risposta è no. Come se la scomparsa di un italiano, preso in ostaggio dal governo venezuelano da 288 giorni e chiuso in una cella infame senza una motivazione neanche fasulla, non sia un problema nazionale, e a questo punto, dopo più di nove mesi, un’urgenza, se non una vergogna.
di Pasquale Annicchino
Il Foglio, 31 agosto 2025
Il presidente americano propone sanzioni penali per chi brucia la bandiera, rompendo con la tradizione originalista difesa da Scalia, che tutelava anche espressioni offensive sotto il Primo Emendamento. E segna un passaggio dei conservatori verso dottrine più interventiste. Che non vi siano dubbi: da conservatore patriottico quale sono, detesto che si bruci la bandiera della nazione e, se fossi re, introdurrei un reato. Ma, per come intendo io il Primo Emendamento, esso garantisce il diritto di esprimere disprezzo per il governo, il Congresso, la Corte Suprema e persino per la nazione e la bandiera della nazione”.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 31 agosto 2025
Sono tanti che rifiutano ostinatamente l’equazione con il governo Netanyahu o Hamas. Un attore tutt’altro che marginale. Che chiede il sostegno del mondo. Due giorni fa la polizia di Gerusalemme ha cancellato la raccolta fondi per i civili di Gaza organizzata da Standing together, associazione tra le più attive e accreditate dalla galassia pacifista israelo-palestinese. Dopo essere stati convocati al commissariato distrettuale, i rappresentanti hanno ricevuto un foglio in cui, nero su bianco, erano riportate le ragioni del divieto.
di Marta Cariello
Il Manifesto, 31 agosto 2025
Da qualche settimana assistiamo a un cambiamento, seppure formale e sostanzialmente ipocrita, delle posizioni dei governi europei su Gaza. Si susseguono dichiarazioni e (timide) condanne contro l’operato di Israele, minacce di riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di alcuni governi e, soprattutto, appelli affinché si ponga fine alla “crisi umanitaria”, alla carestia, ai bombardamenti sugli ospedali. Questo cambiamento potrebbe essere dovuto a una misura morale colma, dinanzi alla quale, almeno formalmente, non ci si può consegnare alla storia come silenti (restando complici, sia ben inteso), oppure all’opinione pubblica che preme e per fortuna dimostra di volersi e sapersi informare, nonostante o forse grazie alla marea di notizie in rete (e il libro di Francesca Albanese primo in classifica per vendite nella categoria “saggi” di queste settimane in Italia è una bella notizia, per esempio).
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2025
Basterebbe dare uno sguardo alla settima sezione di Regina Coeli a Roma: tutti dovrebbero raccontare questo manifesto dell’indegnità della pena. Sta finendo la lunga estate carceraria, quando il tempo recluso si ferma ancor più che negli altri periodi dell’anno e il carcere è ancor più abbandonato a se stesso. Un bilancio di questi mesi ci dice che a fine estate il numero dei detenuti ha superato la soglia delle 63.000 unità, che i posti letto disponibili sono circa 15.000 in meno, che nei soli mesi estivi i suicidi accertati sono stati 24, cui si aggiungono altre morti per cause ancora da definire.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 agosto 2025
Intervenire sulle misure cautelari, come prospettato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, non è la soluzione per ridurre il sovraffollamento carcerario. A confermarlo, dopo l’intervento sul Dubbio dell’ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, è Mauro Palma, già Garante nazionale per le persone private della libertà. “Contenere il più possibile la custodia cautelare è secondo me un elemento di civiltà giuridica - spiega Palma al Dubbio. Ridurla ai casi di estrema necessità è comunque un elemento valoriale da tenere presente, ferme restando tutte le garanzie. Ma che questa misura incida in maniera significativa sul sovraffollamento non è vero”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 agosto 2025
Il Dap chiede indietro i soldi a 300 cooperative, anzi no. Nel mese di agosto le cooperative impegnate nel dare lavoro ai detenuti hanno vissuto una vicenda surreale, mossa dalla scarsa comunicazione che c’è tra gli attori legati alla Legge Smuraglia. “Processi chiari e trasparenti. Di questo ha bisogno il lavoro in carcere”, dice Luciano Pantarotto, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lazio. La legge Smuraglia, la 193/2000, mira a favorire l’attività lavorativa dei detenuti, offrendo incentivi fiscali e contributivi alle imprese che li assumono.
di Enrico Caria, Luca Musella
Il Manifesto, 30 agosto 2025
Disegnato dall’architetto borbonico Nicolini con l’ambizione di controllare tutte le celle disposte su bracci radiali, il carcere napoletano è lo specchio del disastro civile che sono le carceri italiane. Se pensate che al circolo vizioso riscaldamento globale più condizionatori d’aria, e ancora più riscaldamento globale più condizionatori, e così via, nessuno provi a trovar rimedio, vi sbagliate di grosso: qualcuno, almeno in Italia, che tenta di farlo c’è. Parliamo dei quasi 63.000, tra uomini e donne, vecchi e bambini, che nonostante l’estate, nelle loro stanzette la temperatura media arriva pure a 37/38 gradi, non solo l’aria condizionata non la usano, ma hanno remore a usare pure uno di quei vecchi ventilatori messi talvolta a disposizione dalla struttura carceraria solo a pagamento. Se al caldo torrido poi, aggiungiamo l’endemico sovraffollamento delle nostre patrie galere, l’inferno dantesco è illustrato stavolta non dal pennino di Dorè ma dal rapporto di Antigone.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 agosto 2025
“Uniti più che mai”. La maggioranza è divisa quasi su tutto. Su vaccini, temi etici e pure sul riarmo. Ma non sulla riforma della giustizia che, dicono all’unisono i partiti che formano l’esecutivo, non si tocca. E a ricompattare gli alleati ci ha pensato Giorgia Meloni in persona, che al meeting di Rimini ha ribadito la volontà di portare fino in fondo la separazione delle carriere. Una dichiarazione che - in un momento tutt’altro che sereno per la maggioranza - ha avuto l’effetto di rinvigorire l’unità tra i partiti, chiamati dalla premier a vincere l’eterna battaglia con le toghe. Per il governo, la magistratura rappresenta l’opposizione più dura e simbolica, anche alla luce della campagna comunicativa avviata dall’Associazione nazionale magistrati in vista del referendum. Dalle colonne del Dubbio, i gruppi associativi del sindacato delle toghe respingono le accuse di “giudici politicizzati” e denunciano invece un tentativo del governo di piegare la giustizia al potere esecutivo. Parole che, agli occhi della maggioranza, non sono altro che l’ennesima dimostrazione di una “resistenza culturale al cambiamento”, rafforzando la compattezza dell’esecutivo in uno dei pochi temi di reale unità.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 agosto 2025
Sebbene la separazione delle carriere sia una “riforma sgangherata” pensata con lo scopo di “punire” la magistratura, occorre scongiurare lo scontro istituzionale con il governo, evitare “toni inutilmente polemici”, sottrarsi dal partecipare ad eventi organizzati dai partiti politici. Altrimenti la magistratura ne pagherà le conseguenze. A dirlo in questa intervista è Claudio Galoppi, segretario di Magistratura indipendente.
- “Giudici e pm vanno differenziati”. Parola di Giovanni Falcone
- Umbria. Il sistema carcerario è una “discarica sociale”. La denuncia choc del procuratore Sottani
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- Trieste. “Condizioni subumane in carcere, sovraffollamento al 170 per cento”









