di Massimiliano Panarari
La Stampa, 1 settembre 2025
Slogan securitari sui social, selfie e l’idea di un nuovo portavoce per trainare la corsa delle Regionali. “L’estate sta finendo, e un anno se ne va. Sto diventando grande, lo sai che non mi va…”. Così cantavano i Righeira e, nel frattempo, il governo Meloni cerca di triplicare i suoi anni di vita. Si sta infatti avviando verso i 1.050 giorni di navigazione, rappresenta il quarto esecutivo più longevo della storia repubblicana, e punta alla “medaglia di bronzo”, il traguardo del superamento delle 1.093 giornate di durata del governo Craxi I. Con tutta una serie di problemi all’orizzonte: dallo scenario internazionale sempre più instabile e turbolento (da ultimo, il ritorno del caos in Libia) - ed è proprio, inaspettatamente, sulla politica estera che la premier si è ritrovata a puntare molte delle sue carte - a quello macroeconomico sconvolto dai dazi trumpisti e denso di incognite (per utilizzare un eufemismo), sino alle prossime elezioni regionali, dove non sono neppure andate a dama tutte le mosse per definire i candidati presidenti e perdura ancora la “grana Zaia”.
di Associazione “Dipende da me”
Ristretti Orizzonti, 1 settembre 2025
Una sala piena, nonostante altri eventi limitrofi e il delicato argomento, quella dell’evento “Le dipendenze nei penitenziari” che si è tenuto venerdì 29 agosto in Sala Dora Bassi a Gorizia. “La partecipazione attenta del pubblico penso dimostri quanto bisogno urgente c’è di risposte concrete, di cambiamenti sostanziali nell’ambito del sistema carcerario” afferma Michela Porta, giornalista e presidente dell’associazione “Dipende da me”. Durante la serata, infatti, sono emerse, tra operatori del settore, reali necessità di creare rete con un lavoro integrato tra Ser.D, CSM, Medicina penitenziaria e istituto penitenziario, e i benefici effettivi del lavoro sul singolo.
di Concetto Vecchio
La Repubblica, 1 settembre 2025
“Parole gravi, offensive”. L’Associazione nazionale magistrati reagisce così all’uscita del ministro della Protezione civile Nello Musumeci che ha definito i giudici “killer”. È l’ennesima puntata dello scontro in atto tra il governo e la magistratura, e segue i recenti affondi della premier Giorgia Meloni. Antefatto. Sabato sera, a Ragalna, in provincia di Catania, (il paese dove Ignazio La Russa è cittadino onorario, i suoi vi soggiornavano in villeggiatura) durante il festival Etna Forum, Musumeci dice testualmente: “La magistratura è politicizzata, è sotto gli occhi di tutti.
di Lirio Abbate
La Repubblica, 1 settembre 2025
Quando un ministro della Repubblica, in questo caso Nello Musumeci, con voce rotta dall’indignazione teatrale, accusa i magistrati di essere “killer” e i giornalisti di esserne complici armati di penna, non ci troviamo davanti a una sbavatura verbale, né a un’esuberanza da comizio. Siamo, invece, al cospetto di un disegno. Un disegno consapevole, deliberato, persino collaudato. Si tratta dell’ennesimo tentativo, consunto, eppure sempre efficace per certi pubblici, di delegittimare le due forme più potenti di controllo del potere: la giustizia autonoma e l’informazione libera. Il ministro Musumeci, con un cipiglio che pare preso in prestito da un teatro dell’assurdo più che da un governo liberale, finge di difendere i “distrutti” dalla macchina del fango, ma in realtà colpisce al cuore due capisaldi di ogni democrazia liberale: la magistratura indipendente e il giornalismo che sorveglia il potere.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 1 settembre 2025
La procuratrice generale del Piemonte, Lucia Musti: “Il rapitore è libero perché contribuì alle indagini”. “La mamma di Tommy racconta che lei ha un ergastolo a vita e invece Salvatore Raimondi, uno degli assassini di suo figlio, è uscito dal carcere? Sono una madre come lei e capisco benissimo questa dichiarazione, so altrettanto bene che la pena di questa donna durerà fino all’ultimo minuto della sua vita, ma nella storia di questa scarcerazione non vi è alcuna mancanza. È stata applicata una legge dello Stato all’esito dell’osservazione dell’esecuzione della pena che nel nostro ordinamento è demandata a una magistratura specializzata qual è quella di Sorveglianza. Con tanto di relazioni di educatori, psicologi e assistenti sociali.
di Anna Grazia Concilio
spazio50.org, 1 settembre 2025
Giuseppe Fanfani, Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, racconta la condizione degli istituti penitenziari tra problematiche e possibilità di intervento. “La politica deve essere lungimirante”. Sono sedici gli istituti penitenziari della regione Toscana, a questi si devono aggiungere altri due, le carceri minorili di Firenze e Pontremoli. Tra strutture medio grandi e strutture più piccole, con una differenziazione tra l’alta sicurezza e la media, oltre alle strutture destinate ai collaboranti, la popolazione carceraria toscana si aggira intorno alle 3.200 unità. “Il 50% di detenuti - spiega Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti della regione - è di origine straniera, il 35% ha problemi di tossicodipendenza. In una condizione simile, le modalità di gestione sono abbastanza difficili”.
di Davide Tamiello
Il Gazzettino, 1 settembre 2025
Partiranno a fine mese i lavori per il nuovo centro di prima accoglienza per minori. Il ministero della Giustizia ha individuato lo spazio adatto a realizzarlo all’interno del tribunale minorile di via Bissa. Costo dell’operazione: 600 mila euro (già finanziati). La struttura potrà ospitare 8 minori e andrà a sostituire il Cpa di Treviso, ormai obsoleto e inadeguato. L’altra operazione prevista dal Ministero riguarda il carcere minorile: verrà chiuso quello della Marca e ne verrà aperto uno nuovo a Rovigo.
di Francesca Lagatta
lacnews24.it, 1 settembre 2025
Mattia Spanò ha finito di pagare i conti con la giustizia ma non può tornare a casa, perché il giudice lo ritiene socialmente pericoloso, e non può entrare in una struttura sanitaria idonea ad accogliere gli autori di reato affetti da disturbi mentali perché non c’è disponibilità. Mattia Spanò, classe 1993, ha finito di scontare la sua condanna in carcere lo scorso 15 agosto, ma non potrà uscire né sottoporsi alle cure psichiatriche di cui ha bisogno, perché nelle Rems calabresi, le Residenze per l’Emissione delle Misure di Sicurezza, non ci sono posti disponibili. Ora i suoi genitori, preoccupati per le sue sorti, hanno deciso di rendere pubblica la sua storia.
di Cadigia Perini
giornalelavoce.it, 1 settembre 2025
Tra retorica dell’inclusione e simboli vuoti, al carcere di Ivrea si spengono le voci e crescono tensioni e disorganizzazione: l’articolo 27 resta lettera morta. “Il carcere è un quartiere di Ivrea”, si sente dire fra le menti più aperte della città. L’intento è quello di trasmettere inclusione, affermare che il carcere non è cosa avulsa dalla città, ma sua parte integrante. Ma il passaggio all’atto pratico, dalle belle parole alle azioni concrete, è pieno di ostacoli. La responsabilità, a mio parere, sta in due questioni. Da un lato, il cambio di direzione della Casa circondariale che ha ostacolato fino a cancellarle iniziative di scambio dentro-fuori, di comprensione del disagio, di prospettiva. Penso alla chiusura della redazione La Fenice o alla cancellazione di laboratori espressivi.
genteveneta.it, 1 settembre 2025
Nata nel 1999 per porre l’attenzione sul tema dell’adozione e dell’affido, cui dal 2003 è seguito l’accompagnamento dei figli delle detenute del carcere femminile della Giudecca all’asilo nido, l’associazione la Gabbianella e altri animali (con sede a Sacca Fisola) è stata guidata fin dalla sua fondazione da Carla Forcolin, che in prima persona si è spesa sul tema degli affidi, ma anche sulla questione della detenzione dei bambini accanto alle loro madri in carcere, intervenendo più volte in Parlamento sulle problematiche dei minori costretti a crescere dietro le sbarre.
- Perugia. Detenuti a Fontivegge e Monteluce con la giustizia riparativa
- Sarzana (Sp). Sotto i riflettori il mondo reale, da Gaza all’emergenza carceri
- “Un Prophète”, carcere specchio della società
- Il regista Andrea Segre: “La mia zattera per i giovani che vogliono fare cinema”
- Lo stato sociale è finito?









