di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 settembre 2025
L’attacco del ministro della Giustizia a Venezia dopo la proiezione della serie tv su Enzo Tortora. “Il magistrato che sbaglia perché non conosce le leggi o le carte, o perché, per ottusità preconcetta, manda in prigione un innocente, non deve pagare con il portafoglio: deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere”: è duro l’attacco che il Ministro Nordio ha riservato ieri alla magistratura. L’occasione gli è stata fornita dalla proiezione dei primi due episodi di Portobello, la nuova serie diretta da Marco Bellocchio sulla vicenda di Enzo Tortora e presentata Fuori Concorso alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia. Nel mirino del Guardasigilli ci sarebbero quei pm responsabili di “indagini frettolose” e di gip troppo appiattiti sull’accusa.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 3 settembre 2025
Il presidente dell’Anm: “Le parole di Musumeci avvilenti. Col centrodestra dialogo difficile”. “Magistrati killer? Le frasi del ministro Musumeci mi hanno avvilito, ma se posso ho una domanda anche io”. Prego. “Non ho percepito nessuno che abbia preso le distanze dalle sue affermazioni: né dal governo né dalle associazioni dell’avvocatura. Sbaglio?”. In attesa che qualcuno dell’esecutivo lo smentisca, il presidente dell’Anm Cesare Parodi accelera sul referendum (“il comitato sarà pronto tra 10 giorni”) e non abdica alle cassandre che vedono l’esito dei quesiti in salita per chi auspica il blocco delle nuove leggi in materia di giustizia: “Non credo che la partita sia chiusa”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 settembre 2025
La campagna di comunicazione che l’Associazione nazionale magistrati sta realizzando per contrastare la separazione delle carriere è il trionfo di slogan apocalittici e fake news. Ma il pubblico non sembra abboccare. “La riforma vuole ridimensionare la magistratura”, “lo stato di diritto sarà intaccato”, “si crea uno sbilanciamento di pesi e contrappesi”, “si arriverà inevitabilmente alla dipendenza del pm dall’esecutivo”, “il vero scopo è sottrarre i poteri forti al controllo della magistratura”. La campagna di comunicazione che l’Associazione nazionale magistrati sta realizzando sui social network per contrastare la riforma Nordio è un climax di slogan apocalittici e anche di fake news, con l’aggravante che questi vengono pronunciati direttamente dai rappresentanti della giunta del sindacato delle toghe.
di Andrea Viola*
Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2025
Il Coordinamento nazionale ha proclamato per il 3 settembre uno sciopero nazionale che coinvolgerà tutti gli uffici giudiziari. La macchina amministrativa per funzionare ha bisogno di queste professionalità. Il Coordinamento nazionale direttori giustizia ha infatti proclamato per mercoledì 3 settembre 2025 uno sciopero nazionale che coinvolgerà tutti gli uffici giudiziari del Paese, accompagnato da presidi e manifestazioni sul territorio. Al centro della protesta c’è sempre la bozza del nuovo Ordinamento professionale del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria, predisposta dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e diffusa ai sindacati il 26 giugno scorso.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2025
Nel carcere è entrata nel 1998, tramite i malati di Aids residenti in una Casa della Caritas. “Avevo cominciato a occuparmene perché erano esclusi da tutto, a causa di un pesante giudizio etico. Ma facilmente finivano in carcere”. Laura Fersini, oggi 86 anni, è volontaria in carcere da oltre venticinque anni. Il primo “impiego” come volontaria Caritas a Rebibbia Nuovo Complesso, appunto nel reparto malati di Aids. “Dopo l’esperienza in infermeria ho voluto conoscere il carcere come problema sociale e ho cominciato il giro. Prima Casal del Marmo, minorile - dove mi hanno affidato una ragazza che poi ho seguita anche nella Casa Famiglia in cui l’hanno trasferita; poi sono passata a Rebibbia Penale, dove ci sono detenuti con condanne definitive e lunghe, infine Rebibbia Femminile; e qui mi sono fermata, con l’intenzione di conoscere bene proprio quelle detenute.
di Ettore Saladini
La Repubblica, 3 settembre 2025
L’ex sindaco di Roma ed ex ministro torna a parlare dal carcere: “Rebibbia Nuovo Complesso è ormai al collasso finale. L’amministrazione non sa più dove mettere i nuovi giunti e le persone detenute che debbono stare in isolamento. Considerato che Regina Coeli, l’altro carcere romano, è in una condizione di sovraffollamento e di degrado ancora peggiore, possiamo dire che tutto il sistema penitenziario della Capitale rischia d’esplodere”, ha scritto in un post firmato insieme a Fabio Falbo, altro detenuto. Alemanno, detenuto a Rebibbia dal 31 dicembre 2024 per non aver rispettato gli obblighi imposti dal giudice di sorveglianza in seguito alla condanna definitiva per influenze illecite, ora punta a un intervento del ministero della Giustizia: “Attendiamo la riapertura delle Camere e la ripresa dell’attività parlamentare e attendiamo che, a settembre, il ministero della Giustizia, come promesso, faccia il punto della situazione con le sue task force. Ma quanto tempo pensiamo ancora di avere, prima che scoppi tutto?”, continua il post.
cuneodice.it, 3 settembre 2025
In Piemonte solo due posti per persone in queste condizioni. L’Osapp: “Dieci agenti della Penitenziaria impiegati a turno nel piantonamento, sottraendo risorse al personale già in sofferenza”. Dal 23 agosto occupa, piantonato, una stanza del reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale “Santa Croce” di Cuneo. L’uomo, condannato per diverse truffe, è attualmente ospitato nella struttura sanitaria in quanto in carcere mancano posti adeguati per una persona nelle sue condizioni fisiche. “Per detenuti di questo tipo in tutto il Piemonte ci sono solo due posti letto, entrambi a Torino ed entrambi occupati”, ha spiegato al TgR Rai il garante dei detenuti di Cuneo Alberto Valmaggia.
di Andrea Cascioli
cuneodice.it, 3 settembre 2025
I detenuti sono 63mila, a fronte di meno di 47mila posti disponibili. Nei primi otto mesi del 2025 ci sono stati 60 suicidi tra carcerati e operatori e 2mila aggressioni. L’emergenza carceraria torna in discussione nel Consiglio comunale di Cuneo. Se ne parlerà nella prossima seduta, fra tre settimane, grazie a un ordine del giorno presentato da Beppe Lauria del movimento Indipendenza. In provincia gli istituti penitenziari sono quattro, un record a livello nazionale, con una popolazione carceraria che ammontava a 912 persone nel marzo scorso. A Cuneo, in soli due anni, è cresciuta da 240 unità fino alle attuali 400, con la compresenza di due circuiti tra loro molto diversi, la media sicurezza e il 41 bis. Un altro fronte caldo è quello di Alba, dove i “lavori in corso” si protraggono dal 2016: l’ex casa circondariale, trasformata in casa di lavoro, accoglie una cinquantina di detenuti, molti dei quali hanno problemi psichiatrici. Solo nel mese di agosto i sindacati hanno denunciato quattro episodi di devastazione o aggressione ai danni del personale e la videosorveglianza è ora fuori uso.
di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 3 settembre 2025
Lenzuola che non vengono cambiate da due mesi, infiltrazioni d’acqua in alcuni locali e varie altre carenze igienico-sanitarie: lo denuncia il sindacato Fp Cgil, con una nota firmata da Antonino Soletta e Salvatore Bianco. Parlano di una situazione “indecorosa” nella Casa Circondariale “dove sono attualmente presenti 800 detenuti. Oltre alla situazione di sovraffollamento” che il sindacato “denuncia da tempo immemore, senza che l’Amministrazione vi abbia mai messo rimedio, si aggiunge la drammatica situazione igienico-sanitaria che si sta venendo a creare. Da circa due mesi, non si provvede al cambio lenzuola” dei detenuti “e le lenzuola disponibili” per i nuovi arrivati “sono praticamente esaurite, tanto che si sta provvedendo alla distribuzione di quelle poche lenzuola di carta disponibili”.
teleantenna.it, 3 settembre 2025
Sala Dora Bassi gremita venerdì sera per l’evento “Le dipendenze nei penitenziari”, promosso dall’associazione Dipende da me e occasione per la consegna dei riconoscimenti della prima edizione del premio letterario nazionale “inVISIBILI nell’INvisibile”. “La presenza attenta del pubblico dimostra quanto sia urgente dare risposte concrete ai problemi del sistema carcerario” ha sottolineato Michela Porta, giornalista e presidente dell’associazione. Al centro del dibattito la necessità di un lavoro integrato tra Ser.D, CSM, medicina penitenziaria e istituti di detenzione, con un’attenzione reale alla persona e ai percorsi individuali.
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