di Alessia Candito
La Repubblica, 1 settembre 2025
È salpata da Barcellona e Genova la nuova sfida al blocco navale della Striscia. Lo Stato ebraico avverte che non farà sconti a nessuno. “Non esiste un piano B, se non tornare con una flotta ancora più grande”. Sul Moll de la Fusta di Barcellona, pieno di gente e bandiere palestinesi per salutare la partenza delle prime barche della Global Sumud Flotilla, la flotta civile che punta a Gaza per portare aiuti e aprire un canale umanitario permanente, prima di imbarcarsi Greta Thunberg non mostra tentennamenti. “Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo di mondo libero e il dovere - sottolinea - di fare qualcosa contro il genocidio in corso e le complicità che lo permettono”. Ne sono convinti tutti gli equipaggi partiti ieri da Genova e Barcellona verso la Striscia. Ma da Israele sono già arrivati gli avvertimenti.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2025
Le nuove autorità siriane intendono limitare le indagini: chi è al potere oggi ha fatto parte di gruppi armati che compivano sparizioni forzate. Sabato 30 agosto è stata la Giornata internazionale delle vittime di sparizione forzata: le conosciamo meglio col termine “desaparecidos”, coniato negli anni Settanta delle dittature militari nel Sud America e che purtroppo ha travalicato il periodo e la zona geografica, risultando attuale ancora oggi. In un rapporto intitolato “La verità è ancora sotto terra”, Amnesty International ha fatto il punto sulla situazione nello stato in cui finora, nel XXI secolo, c’è stato il maggior numero di persone scomparse: la Siria, dominata fino all’8 dicembre 2024 da Bashar al-Assad: dal 2011 oltre 100mila, cui devono essere aggiunte le migliaia di persone fatte sparire nel nulla dai vari gruppi armati di opposizione.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 1 settembre 2025
L’Iran espelle milioni di rifugiati verso un Paese in ginocchio, senza risorse e aiuti. Intersos: arrivano in un Paese che non conoscono più, un trauma anche culturale. A.R. è il primo a scendere dal camioncino che ha trasportato la sua famiglia da Islam Qala, sul confine tra Afghanistan e Iran, a Herat. È il primo a scendere e il più anziano, viaggia con la moglie, tre dei suoi quattro figli e i nipoti. Uno dei figli è rimasto in un centro medico di confine con la moglie che stava per partorire e non avrebbe potuto affrontare altre ore di viaggio. Si erano tutti trasferiti in Iran quattro anni fa, dopo la caduta di Kabul. Hanno cercato un lavoro, un alloggio, e ricominciato una vita lontani da casa. Una vita da esuli. Una vita faticosa e piena di restrizioni, ma tollerabile. Almeno fino a giugno, quando è scoppiata la guerra tra Israele e Iran. Da allora, dice A.R., i pericoli e i divieti, la paura e gli abusi, sono diventati intollerabili. Non potevano camminare liberamente, non riuscivano a trovare un pezzo di pane per i bambini. Non riuscivano a trovare un ospedale dove far partorire le donne.
di Errico Novi
Il Dubbio, 31 agosto 2025
Il ministro replica al deputato di Italia Viva, secondo il quale “il netto di agenti in più, dal 2022 a oggi, è di appena 133 unità”. Per Nordio, invece, il saldo al 31 dicembre 2025 arriverà a +4.028 agenti. Sulle carceri italiane si accende un nuovo fronte polemico, con uno scambio durissimo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti. Al centro della disputa ci sono i numeri dell’organico della polizia penitenziaria e l’efficacia delle politiche messe in campo dal governo Meloni.
di Enrica Riera
Il Domani, 31 agosto 2025
Nuovi propositi, nuovi obiettivi. Ma anche nuovi processi. L’estate è agli sgoccioli e ci si prepara a ripartire. Anche nelle aule di giustizia dove già dal mese di settembre sono attesi imputati “eccellenti”. Tradotto: uno e più membri del governo dovranno affrontare i procedimenti in cui si trovano coinvolti e che in base all’esito rischiano di metterne a repentaglio la poltrona. Chi sono i fedelissimi della premier Giorgia Meloni che dovranno essere giudicati davanti alla scritta “la legge è uguale per tutti?”.
di Davide Tamiello
Il Gazzettino, 31 agosto 2025
Il Sottosegretario al Ministero della Giustizia alza ancora l’asticella nella lotta al fenomeno dei borseggi. Brugnaro ha chiesto di metterli in cella per una notte, Zaia di poterli controllare con il braccialetto elettronico. Il sottosegretario al ministero della Giustizia, il padovano Andrea Ostellari, alza ancora di più l’asticella nella lotta ai borseggiatori: superare il principale ostacolo normativo, la riforma Cartabia, ripristinando la procedibilità d’ufficio e togliere i bambini ai genitori che li mandano a rubare.
Italia Oggi, 31 agosto 2025
Dal 16 settembre entrerà in vigore il nuovo codice della giustizia amministrativa. Una riforma importante nel senso della trasformazione del contenzioso con la pubblica amministrazione in un “giusto processo”, che ormai poco si discosta dalle regole e dalla finalità dell’ordinario processo civile. Fino a una decina di anni fa il procedimento davanti al Tribunale amministrativo serviva in sostanza a garantire un privilegio fondamentale della parte pubblica, tanto che lo scopo era essenzialmente quello di stabilire se l’atto impugnato fosse illegittimo o meno. E anche in caso di annullamento dell’atto, spesso il cittadino non otteneva alcun ristoro.
di Paola Pagnanelli
Il Resto del Carlino, 31 agosto 2025
L’avvocato fa il bilancio dei suoi anni da Garante: dai detenuti ai disabili, tanti progetti in porto “Penitenziario? Piediripa la soluzione più logica, ma solo la città ducale vuole la struttura”. L’accesso agli atti delle amministrazioni pubbliche, il rispetto dei diritti dei disabili, la tutela dei minorenni e la condizione di carceri e detenuti: dal febbraio 2021 di questo si è occupato l’avvocato Giancarlo Giulianelli, garante dei diritti delle Marche. E ora, con il rinnovo del consiglio regionale in vista, per lui è tempo di bilanci in attesa che, dopo un periodo di prorogatio, la prossima amministrazione decida chi coprirà quel ruolo per i prossimi cinque anni.
di Gianni Santucci
Corriere della Sera, 31 agosto 2025
La notte del 2 aprile 1977, 73 detenuti immobilizzarono cinque agenti e provarono a scappare. E qualche mese dopo, all’evasione si sostituì l’invasione. Iniziarono a sparare. Mitra. Pistole. Erano arrivati in affanno e in sirena. Era passata da un po’ la mezzanotte. Alta emergenza. “I rivoltosi sono scesi nel cortile e hanno raggiunto l’uscita posteriore dell’istituto. Avevano già quasi divelto il cancello quando sono sopraggiunti alcuni equipaggi della Volante, del nucleo radiomobile dei carabinieri e della Celere che, dopo aver esploso numerose raffiche di mitra e colpi di pistola in aria, sono riusciti a convincere i giovani a desistere dal loro tentativo di fuga”. È la cronaca delle prima rivolta nel carcere minorile Beccaria. Era la notte del 2 aprile 1977.
di Daniela Scavino
La Stampa, 31 agosto 2025
L’annuncio del direttore della Casa di reclusione Nicola Pangallo. E i container prefabbricati? “Più nessuna comunicazione”. Ad Alba la casa di reclusione Giuseppe Montalto si prepara a una fase decisiva della sua lunga stagione di cantieri. Dopo anni di chiusure parziali e capienza ridotta, il direttore dell’istituto, Nicola Pangallo, conferma che “entro ottobre sarà completata la fase uno dei lavori, con la riconsegna della sezione detentiva principale”. Un passaggio che consentirà di riattivare 91 camere, per una capienza complessiva tra i 170 e i 180 posti.
- Crotone. +Europa: “Situazione del carcere drammatica, serve un piano straordinario”
- Avellino. Detenuti al lavoro nei cantieri dell’alta velocità: la nuova frontiera del reinserimento
- Milano. Donne, api e libertà: così si impara un mestiere fuori dal carcere
- Venezia. Dentro il carcere femminile: “Qui ricominciamo a vivere, un giorno alla volta”
- Ancona. Pomodori e melanzane raccolti nell’orto sociale coltivato dai detenuti









