di Conchita Sannino
La Repubblica, 28 aprile 2026
Il presidente dell’Anm: “Domani siederemo di nuovo al tavolo del confronto con il ministro con spirito costruttivo”. “La prima riforma della giustizia? “Deve essere la più semplice: adeguare personale e risorse alla media europea”, dice Giuseppe Tango. Da un mese esatto nuovo presidente dell’Anm, domani incontrerà, con la giunta, il ministro Nordio.
di Gabriele D’Angelo
romatoday.it, 28 aprile 2026
Nelle due Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Palombara Sabina mancano personale e cucina, e le ore d’aria si fanno al chiuso. Ma il vero problema sono le liste d’attesa per entrare. E per uscire. L’unico spazio aperto è una terrazza circondata dalle sbarre. Più che un cortile è una sala fumatori. Prima domanda: “Ma devo chiamarvi detenuti o pazienti?”. “Pazienti” risponde uno, “detenuti”, ribatte un altro. Un altro ancora dice che “siamo entrambe le cose”.
garantedetenutilazio.it, 28 aprile 2026
Pregiudizi e carenze del sistema di salute mentale territoriale rallentano il deflusso e il reinserimento nella società dei pazienti non pericolosi delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. “Il problema delle Rems è fuori dalle Rems, in un eccesso di input, legato a vecchi pregiudizi nei confronti della malattia mentale, e in un difetto di output, dovuto dalla sofferenza del sistema territoriale di salute mentale che non riesce a garantire l’ordinario deflusso delle persone prive di reale pericolosità sociale e che potrebbero uscire dalle Rems molto prima di quanto non riescano a fare”.
cagliaritoday.it, 28 aprile 2026
La presidente della Regione dopo il sopralluogo a Nuoro: “Non ci spaventa il regime di sicurezza per i boss mafiosi, ma l’idea di tre istituti dedicati”. “La sostanza è che non vogliamo un carcere dedicato: essendo una struttura dentro la città, vogliamo fare la nostra parte senza perdere il diritto del detenuto di scontare la pena in prossimità”. Sono le parole della presidente della Regione, Alessandra Todde, al termine della sua visita ispettiva nel carcere di Badu ‘e Carros a Nuoro, accompagnata dal sindaco di Nuoro Emiliano Fenu e accolta dalla direttrice dell’istituto Daniela Marras, dal provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Sardegna, Domenico Giuseppe Arena. All’incontro ha partecipato la Garante dei detenuti del carcere nuorese, Giovanna Serra.
sardiniapost.it, 28 aprile 2026
Il corso di scrittura creativa coinvolgerà venti donne invitate a riflettere sulla poetica del cantautore genovese. Trentaquattro anni fa, nel 1992, in totale segreto e anonimato, Fabrizio De André ha effettuato una visita ai detenuti della Casa di Reclusione di Is Arenas, parlò con loro e, contravvenendo alla regola che si era imposta di non cantare, prese tra le mani una chitarra e interpretò alcuni brani del suo repertorio. Un’esperienza che ha segnato la vita dei presenti di allora e che l’ associazione Socialismo Diritti Riforme e la fondazione Faustino Onnis intendono ripetere spiritualmente in una giornata speciale per Sa Die de sa Sardigna.
di Chiara Francini
La Stampa, 28 aprile 2026
Leggere, oggi, è un atto di resistenza. Nel senso concreto, fisico, quasi muscolare. Restare dentro una pagina quando tutto ci spinge altrove è una scelta. Non si tratta di opporsi alla tecnologia, si tratta di non delegarle tutto. Perché il rischio non è diventare meno intelligenti, è diventare meno liberi. E la libertà, senza la capacità di pensare, è solo una parola che non sappiamo più leggere. Immagino un futuro in cui leggere un libro intero, dall’inizio alla fine, sarà un atto di lusso, non economico, ma mentale, un privilegio silenzioso, come il tempo, come il sonno senza interruzioni. Un futuro in cui la concentrazione non sarà più facoltà diffusa, ma competenza di classe.
di Francesco Riccardi
Avvenire, 28 aprile 2026
È la nostra liberazione che ricordiamo, è la nostra resistenza. E tutti abbiamo diritto di scendere pacificamente in piazza, dietro all’unica bandiera che ci unisce davvero: quella italiana. La soluzione più semplice e giusta l’ha indicata su La Stampa Edith Bruck, sopravvissuta alla Shoah: “Alla manifestazione del 25 aprile si portino solo le bandiere dell’Italia”. E ciò risolverebbe sul piano pratico buona parte dei problemi che si creano, da 30 anni ormai, a ogni ricorrenza della Liberazione. Tra contestazioni pesanti, provocazioni e da ultimo esclusioni arbitrarie dai cortei e dalle piazze. La questione da dirimere, però, è più profonda. E riguarda quella che potremmo definire la “privatizzazione” di una Festa che invece per sua stessa natura dovrebbe essere pubblica.
di Alberto Iannuzzi
Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2026
Nel dossier si parla di deriva sociale, che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie e arricchendo clan. Perché lo Stato consente al sistema di crescere? Si rimane sempre più increduli nel leggere le cifre da capogiro contenute nell’ultimo dossier di Libera sul gioco d’azzardo nell’anno 2025. Lo sbigottimento si tramuta in indignazione, se esaminiamo le implicazioni economiche e culturali del fenomeno, ma soprattutto constatando l’inadeguatezza delle risposte date sino ad ora a quella che ormai è una vera e propria emergenza sociale. Il dato complessivo è eloquente: oltre 165 miliardi di euro la spesa complessiva in Italia, con un aumento del 9% del gioco online rispetto al 2024. Nel dossier si parla di deriva sociale, che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie, ampliando le diseguaglianze ed offrendo spazi di profitto alle organizzazioni criminali.
di Francesco Dandolo
Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2026
Appello al governo per fermare la realizzazione di un centro per il rimpatrio dei migranti a Castel Volturno (Ce). Non si avverte la necessità di una struttura di reclusione che imita espressamente quelle carcerarie nel separare i migranti dalla popolazione locale in un territorio che tra difficoltà e sostanziale assenza di un sostegno da parte delle istituzioni, realizza da decenni un laboratorio di integrazione. È dal sangue versato per l’uccisione di Jerry Masslo e per la strage di San Gennaro, vicende ineludibili della memoria della nostra Repubblica, che le strutture educative e la rete associativa suppliscono alle palesi inadempienze di chi dovrebbe essere preposto alla tutela delle persone fragili. Grazie al loro apporto, Castel Volturno è in buona parte un esempio virtuoso del vivere bene insieme, in cui sono coinvolti innanzitutto i più giovani.
di Elisa Campisi
Avvenire, 28 aprile 2026
Il rapporto del Sipri sugli investimenti degli Stati nella difesa fotografa un balzo del 2,9%, con un’impennata europea (+14%) e un calo per gli Usa (-7,5%) dopo lo stop agli aiuti militari all’Ucraina. “Gli Stati hanno risposto a un altro anno di guerre, incertezza e sconvolgimenti geopolitici con massicci programmi di riarmo”: così Xiao Liang, ricercatore del programma sulla spesa militare e la produzione di armi dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri) ha dato una lettura dei nuovi dati diffusi ieri dall’Istituto sulla spesa militare globale, che nel 2025 è aumentata nuovamente - del 2,9% in termini reali rispetto al 2024 -, arrivando a un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi. Più della metà li hanno spesi Stati Uniti, Cina e Russia. “Considerata la portata delle crisi attuali - continua Liang -, nonché gli obiettivi di spesa militare a lungo termine di molti Stati, è probabile che questa crescita continui fino al 2026 e oltre”. La spesa è cresciuta, ma meno dell’anno scorso (quando era stata di +9,7%) soprattutto per la frenata del 7,5% negli Stati Uniti, che nel corso dell’anno non ha approvato alcun nuovo aiuto finanziario militare per l’Ucraina. Gli Usa hanno speso comunque più di tutti, 954 miliardi di dollari, e “il calo sarà probabilmente di breve durata - avverte già Nan Tian, direttore del programma sulla spesa militare e la produzione di armi del Sipri -. La spesa approvata dal Congresso degli Stati Uniti per il 2026 è salita a oltre mille miliardi di dollari, un aumento sostanziale rispetto al 2025, e potrebbe salire ulteriormente a 1.500 miliardi nel 2027 se l’ultima proposta di bilancio del presidente Trump venisse accettata”.
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