Quotidiano di Sicilia, 26 aprile 2026
“Non ascoltano neanche chi li rappresenta sul territorio. Da anni proponiamo la chiusura della nona sezione della casa di Reclusione Ucciardone, in quanto fatiscente e sovraffollata da soggetti con gravi problemi di salute mentale e con persone con problematiche disciplinari, art.14 bis. Nel tempo si era riusciti ad alleggerire la presenza nella sezione da circa 60 persone a 25, ieri sono tornato alla nona, su richiesta di alcuni detenuti e la situazione è nuovamente appesantita. Di colpo sono arrivati anche 14 persone detenute con art.14 bis (soggetti puniti) con problematiche complesse”. Lo dice Pino Apprendi, garante dei diritti delle persone private della libertà di Palermo.
di Viviana Braia
suditaliavideo.it, 26 aprile 2026
Come un libro, che segna la fine di un progetto, può iniziare a segnare la coscienza collettiva. Lo scorso 22 aprile, a Matera, presso la sala convegni della Caritas diocesana Matera-Irsina, è stato presentato il libro “Coltivare umanità. Manuale involontario di botanica umana”, di Ilaria De Vanna. L’autrice, già mediatrice e formatrice esperta di Giustizia Riparativa, nonché vice presidente della Cooperativa C.R.I.S.I., ha raccolto in parole i fiori sbocciati nell’ambito di un progetto per il recupero e il reinserimento dei detenuti presso la Casa Circondariale di Matera.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 26 aprile 2026
Per l’ennesima volta, si registrano tensioni e contrasti nei cortei per la Festa della Liberazione. Da Milano a Bologna fino a Roma, c’è chi ritiene di negare ad altri il diritto a sfilare. È il frutto malato di una nazione in cui certa politica continua a dividere anziché favorire il confronto, spesso per calcoli elettorali. E impedisce di celebrare tutti insieme una Festa che, ammonisce il presidente Mattarella, va onorata “per amor di Patria” e non per ideologia. C’era qualcosa di profetico e anticipatorio negli interventi dei deputati che venerdì, nell’Aula di Montecitorio prima del voto sul decreto sicurezza, rappresentavano il 25 aprile come momento, ancora e purtroppo, “divisivo”.
di Thomas Bendinelli
Corriere della Sera, 26 aprile 2026
Lo storico Conti: tanti italiani faticano a riconoscersi nella Carta. Professor Davide Conti, come sta la nostra Costituzione nata dalla Resistenza? “Anche col recente voto, soprattutto di tanti giovani, gli italiani hanno voluto dire che la Costituzione è meglio tenersela così com’è. Gli scenari generali ci mostrano un’ascesa dei populismi, la messa in discussione del diritto internazionale, di organismi come le Nazioni Unite e di tutto quell’assetto nato dopo il secondo conflitto mondiale. Oggi vediamo una crisi delle democrazie liberali, incapaci di dare una risposta al grande tema delle disuguaglianze. Ebbene, la nostra non è una democrazia liberale, bensì costituzionale, che mette al centro proprio la questione sociale e quindi impone di combattere le disuguaglianze. In questo senso, l’attuale crisi è per noi anche un’opportunità per ridare vigore ai dettami costituzionali”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 26 aprile 2026
25 Aprile Da Roma a Milano, la ricorrenza diventa una chiamata all’azione contro il decreto sicurezza e la militarizzazione. La coincidenza dell’approvazione del decreto sicurezza a 24 ore dalla Festa della Liberazione ha tolto la patina di ricorrenza alla data. Gli appuntamenti del 25 aprile quest’anno sono diventati una chiamata alla mobilitazione contro la repressione e le tentazioni autoritarie del governo, di cui l’ultimo pacchetto securitario è l’epifenomeno. Oltre agli appuntamenti istituzionali, si terranno cortei per la difesa della Costituzione dai tentativi di modifica delle destre, dopo l’assalto fermato con il No al referendum sulla giustizia.
di Francesco Musolino
La Stampa, 26 aprile 2026
Vi è mai capitato di prendere il telefono per rispondere ad una notifica, per poi aprire in automatico TikTok o Instagram e iniziare a scrollare reel dopo reel, perdendo di vista la cognizione del tempo? E poi, quando finalmente metti giù il telefono, ti rendi conto che è trascorsa mezz’ora, un’ora o magari due. A me è successo, succede ancora oggi. Kaley, una ragazza californiana che online usava il nickname KGM, ha raccontato ai giudici di Los Angeles la sua storia: alle elementari ha iniziato a vedere cartoni animati su YouTube, approdando a Instagram alle medie, arrivando a passare sedici ore al giorno online mentre il suo corpo rispondeva in modo inequivocabile a quegli stimoli, manifestando ansia, depressione e un disturbo da dismorfismo corporeo. Il 25 marzo scorso una giuria ha condannato Meta e Google a pagare 6 milioni di dollari totali (divisi in 3 milioni di danni compensativi e 3 milioni di danni).
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 26 aprile 2026
Il 25 aprile 2016 il medico e ricercatore iraniano veniva arrestato a Teheran per spionaggio. Da allora la comunità si batte per la sua liberazione, a cominciare dai suoi colleghi dell’Upo. Per giorni non si era saputo nulla di lui, né dove fosse né perché. Il 25 aprile 2016 il medico e ricercatore Ahmadreza Djalali, 54 anni, era stato arrestato con l’accusa di essere una spia al soldo di Israele, ipotesi poi diventata una condanna a morte. Sono passati dieci interminabili anni da quel giorno e lui è sempre rinchiuso a Teheran in una cella del carcere di Evin, sezione 7 dei detenuti politici, dove le sue condizioni di salute peggiorano sempre, come dimostra l’ultima immagine del suo viso diffusa nei giorni scorsi.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2026
Le condanne più numerose per reati contro il patrimonio, 21 madri in cella con 25 bambini. Sovraffollamento al 138 per cento. In Italia i detenuti adulti sono 63.940: 61.142 uomini pari al 95,62% e 2.798 donne. Se i cittadini italiani sono la maggioranza (43.816 persone, pari al 68,53%), è però consistente la presenza di stranieri, ossia 20.124 (31,47%), con una predominanza di cittadini extracomunitari (17.421 persone) pari all’86,6%. Questa la fotografia delle carceri italiane che emerge dal Report del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà, “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale”. I dati, aggiornati al 7 aprile 2026, sono stati estrapolati dagli applicativi messi a disposizione dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Enrico Sbriglia*
Ristretti Orizzonti, 25 aprile 2026
I direttori penitenziari e degli uffici dell’esecuzione penale esterna denunciano il travisamento della funzione costituzionale della pena che si vuole perpetrare attraverso l’adozione di modelli organizzativi ambigui. Il Coordinamento Nazionale dei Dirigenti Penitenziari esprime la viva preoccupazione nei confronti della bozza di Decreto Ministeriale recante “Modifiche al decreto 2 marzo 2016, concernente l’individuazione presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria degli uffici di livello dirigenziale non generale, la definizione dei relativi compiti e l’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali, ai sensi dell’articolo 16, comma 1 e 2 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 giugno 2015, n. 84, nonché l’individuazione dei posti di funzione da conferire nell’ambito degli uffici centrali e periferici dell’amministrazione penitenziaria ai sensi dell’art. 9 del D,lgs. 15 febbraio 2006, n. 63.
di Junior Cristarella
sbircialanotizia.it, 25 aprile 2026
L’apertura del Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari FSI USAE al neo sottosegretario Alberto Balboni aggiorna il dossier penitenziario nel suo punto più sensibile: la governance del DAP. Enrico Sbriglia consegna a Via Arenula una disponibilità a collaborare per un sistema efficiente e trasparente, fondato sulla dignità delle persone detenute, sulla tutela di chi lavora negli istituti e sulla tenuta delle regole costituzionali. Il messaggio arriva dopo la nomina del 22 aprile e dopo la contestazione alla bozza ministeriale sugli uffici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Il cambio di piano è concreto.
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