padovaoggi.it, 31 maggio 2026
Nei giorni scorsi la Casa di Reclusione ha ospitato una partita amichevole tra la formazione composta dalle persone recluse e la FC Bassano. Ruzza (pres. Comitato Veneto LND): “Il calcio resta un veicolo di valori veri, inclusione e divertimento”. Sul campo è andata in scena una partita intensa e combattuta, terminata 2-1 in favore degli ospiti, ma Pallalpiede ha tenuto testa con carattere e qualità a una squadra di categoria superiore, confermando ancora una volta il percorso di crescita tecnica e umana costruito negli anni all’interno dell’istituto padovano. L’evento è stato soprattutto un momento di condivisione e ringraziamento verso tutte le persone, le realtà e gli sponsor che sostengono il progetto.
gnewsonline.it, 31 maggio 2026
La storia di un amore materno portato all’estremo, una schiava nera che decide di uccidere la propria figlia pur di sottrarla alla schiavitù. È questa la trama di Amatissima, il romanzo di Toni Morrison scelto per la seconda tappa di Libri liberi, la rassegna che porta i grandi classici della letteratura all’interno degli istituti penitenziari. Il 24 maggio, l’attore Paolo Briguglia e la giornalista Lorenza Pieri si sono confrontati con i detenuti su uno dei romanzi più intensi della letteratura americana contemporanea, che valse all’autrice il premio Nobel per la letteratura nel 1993.
imgpress.it, 31 maggio 2026
Le tappe di Vivicittà-Porte aperte negli istituti penitenziari italiani proseguono: il prossimo appuntamento in calendario è sabato 13 giugno a Messina, presso la Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto. Si è svolta lunedì 25 maggio, presso la Casa Circondariale di Montacuto ad Ancona, l’edizione di Vivicittà dedicata agli istituti penitenziari, iniziativa che porta all’interno delle carceri i valori dello sport, della partecipazione e dell’inclusione sociale, con l’obiettivo di offrire occasioni di incontro, movimento e condivisione all’interno delle strutture detentive.
di Filippo Conte
La Stampa, 31 maggio 2026
Nel cast oltre a Lorenzo Richelmy ci sono Marianna Lancellotti e Chiara Cavaliere. Stasera, 31 maggio, in prima serata su Rai 1, andrà in onda “Meglio tardi che mai”, il tv movie diretto da Giuseppe Curti per la collana “Purché finisca bene”. Una commedia sentimentale dal tono frizzante ma con un cuore autentico, prodotta da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, che porta il pubblico dentro un carcere femminile di Bassano del Grappa tra risate, riscatti e amori ritrovati.
di Massimo Balsamo
Il Giornale, 31 maggio 2026
La casa circondariale Santo Spirito vince con lo spettacolo “Un bar di Paese”. I richiami a “S’è fatta notte”. In un bar a pochi passi da un carcere si incrociano vite sospese, storie di errori e tentativi di ricominciare. È da qui che prende le mosse “Un bar di paese”, lo spettacolo andato in scena mercoledì 20 maggio al Teatro Parioli Costanzo di Roma e vincitore della seconda edizione del “Premio Maurizio Costanzo nelle carceri”: un’opera nata dentro la casa circondariale Santo Spirito di Siena, dove il testo è stato scritto dai detenuti insieme alle compagnie Lalut ed Egum Teatro. Al centro dell’iniziativa c’è il tema del reinserimento sociale attraverso la cultura.
di Emanuele Bucci
bookciakmagazine.it, 31 maggio 2026
Premiazione di “Bookciak, Azione! 2025” nel teatro del carcere femminile di Rebibbia a Roma. Alla consegna della targa per il bookciak “Rosa” realizzato dalle allieve detenute lo scorso anno, anche la consegna dei diplomi di maturità alle studentesse del Liceo artistico Enzo Rossi, sezione R. Proiettato in anteprima anche “Quando meno te lo aspetti”, cortometraggio nato nell’ambito del nuovo progetto “Bookciak. Visioni fuori luogo”. Tra i presenti per il Comune di Roma la presidente Erica Battaglia e il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia. Ad animare festosamente la mattinata di cinema, letteratura e musica, anche il coro del liceo e l’entusiasmo delle studentesse, che testimoniano poeticamente la loro condizione nei lavori mostrati, gettando un ponte oltre le mura materiali e immateriali.
Il dovere di essere liberi, sul palco del Festival di Dogliani 4 direttori di quotidiani a confronto
di Francesca D’Angelo
La Stampa, 31 maggio 2026
Ecco le sfide del giornalismo in un’era di crisi internazionali, fake news e Ai, “Facciamo solo il nostro mestiere: le inchieste, come la libertà di informazione, dovrebbero essere la normalità, non un atto di coraggio”. Eppure a quel condizionale, che trasforma la routine giornalistica in eccezionalità, non ci si può sottrarre: non oggi, non con la guerra alle porte, l’intelligenza artificiale che invade cellulari e pc, e le tante pressioni politiche. Ieri al Festival della Tv di Dogliani sono saliti sul palco quattro “capitani coraggiosi” della carta stampata: i direttori Andrea Malaguti (La Stampa), Luciano Fontana (Il Corriere della Sera), Michele Brambilla (Il Secolo XIX) e Emiliano Fittipaldi (Domani). Insieme alla moderatrice Annalisa Bruchi hanno analizzato le nuove sfide che i quotidiani devono affrontare per offrire notizie verificate e attendibili.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 31 maggio 2026
Seguiti dai servizi pubblici 850 mila utenti, ma è solo un decimo di chi ne ha bisogno. Spesa insufficiente, serve il 10% del budget sanitario. Il problema di chi commette reati, mentre il Terzo settore prova a fare da supplente. Non si intercetta il bisogno all’origine, troppo lunga la residenzialità. Che fine fanno le persone con un disturbo mentale che restano fuori dai servizi psichiatrici pubblici? È la domanda che s’impone leggendo i numeri dell’ultimo rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute: nel 2024 gli utenti seguiti dai centri specialistici territoriali sono poco più di 845 mila, quasi diecimila in meno del 2023 e pari all’1,7 per cento della popolazione adulta del Paese, cioè circa un decimo di chi in realtà avrebbe bisogno di assistenza (il 15, 97 per cento), in base alle stime del Global burden of disease.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 31 maggio 2026
Assemblea con decine di associazioni ed esponenti delle istituzioni nel comune in cui il governo vorrebbe costruire una nuova struttura. Tre ore di assemblea con la partecipazione di decine e decine di associazioni e persone con storie anche molto diverse le une dalle altre. Il progetto del ministro Piantedosi e del governo Meloni di costruire a Castel Volturno (in località La Piana) un centro di permanenza per i rimpatri da 120 posti - il bando da 43 milioni di euro è scaduto un paio di giorni fa - ha mobilitato ieri nel centro Fernandes gestito dalla Caritas nel Comune della provincia di Caserta il fronte del no: dall’ex Canapificio di Caserta, a Legambiente, dagli scout ai padri comboniani, dall’Agesci ad Emergency, dal centro sociale Insurgencia a Mediterranea, dalla Cgil (c’era il segretario regionale Nicola Ricci) alla Uil.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 31 maggio 2026
Un’ampia rete di associazioni si oppone al Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno: perché “lede la dignità”. Nasce un movimento popolare per una resistenza non violenta. È “un’ostinata resistenza” quella della Chiesta casertana e di decine di associazioni contro la decisione del governo di realizzare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Castel Volturno. Lo annuncia don Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta. Cita le parole di papa Leone XIV in occasione della recente visita ad Acerra, per spiegare che come per la “terra dei fuochi”, “siamo qui per organizzare un’ostinata resistenza, mite, rispettosa, non violenta ma ferma, non solo al Cpr a Castel Volturno”.
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