di Mimmo Lardiello*
tarantobuonasera.it, 22 giugno 2026
L’impatto della saturazione nel carcere di Taranto sul diritto di difesa e la limitazione dei trasferimenti fuori distretto come extrema ratio ordinamentale. La struttura penitenziaria di Taranto è da anni monitorata per indici di sovraffollamento ben superiori alla tollerabilità ministeriale. Il tema della custodia cautelare in carcere continua a essere al centro del dibattito giuridico e politico italiano. Quando la libertà personale di un indagato viene limitata prima di una sentenza definitiva, il codice di procedura penale impone criteri rigorosi, legati alla gravità del quadro indiziario e a esigenze cautelari tassative come il pericolo di fuga, l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. Tuttavia, l’applicazione pratica di queste misure si scontra quotidianamente con una realtà drammatica, ovvero il cronico sovraffollamento degli istituti di pena, una piaga che colpisce da vicino anche la Casa Circondariale di Taranto.
di Veronica Valente
lecceprima.it, 22 giugno 2026
Due legali, due assistiti con gravi patologie, quattro giorni di sollecitazioni senza risposta. L’avvocata De Filippis e l’avvocato Caroli puntano il dito contro l’area sanitaria della casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce. Tre detenuti in isolamento sanitario nella stessa cella, due dei quali con gravi patologie, insieme al compagno con sospetta tubercolosi. Separati solo alle 23 di venerdì 19 giugno, quando un medico chiamato d’urgenza mentre stava per andare via avrebbe disposto raggi e altre analisi urgenti. È l’avvocata Alessandra De Filippis del foro di Bari a ricostruire la vicenda nella sua interezza. Il suo assistito, 59 anni, originario di Supersano, cardiopatico e portatore di patologie che richiedono la somministrazione di farmaci salvavita, si trovava in isolamento sanitario dal 15 giugno insieme al detenuto con sospetta Tbc e a un terzo recluso.
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Le detenute trans scrivono agli organizzatori del Napoli Pride: “Siamo la voce muta che non si sente”. Dentro il carcere di Secondigliano, a Napoli, una lettera firmata “Le Sirene di Secondigliano” chiede di non lasciare fuori dai cancelli la dignità, l’identità e i diritti. A scriverla sono le donne trans detenute nel reparto Infermeria dell’istituto, che si rivolgono agli organizzatori del Napoli Pride per chiedere “parità, uguaglianza e inclusività di genere” nelle carceri della Campania. Il messaggio è definito “corale, profondo e pacifico” ed è indirizzato alle istituzioni e alla comunità. Non una richiesta di privilegi, spiegano le firmatarie, ma una rivendicazione di diritti, ascolto e percorsi reali di reinserimento.
vaticannews.va, 22 giugno 2026
La storia di Kamal, detenuto nella casa a custodia attenuata Gozzini di Firenze, che ha appena ottenuto un contratto a tempo indeterminato in un ristorante Mc Donald’s della città, guidato da un imprenditore illuminato. Le sue speranze e la sua visione del futuro in attesa del fine pena previsto nel 2030. “Il mio nuovo lavoro, la mia nuova vita” è il corso di pasticceria in 8 lezioni che hanno seguito alcuni detenuti dell’Alta sicurezza della casa circondariale Le Sughere di Livorno. La testimonianza del garante comunale dei diritti delle persone detenute di Livorno, Marco Solimano.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 22 giugno 2026
È scomparso ieri Elvio Fassone, già magistrato (Pretore a Pinerolo e Presidente di Corte d’Assise a Torino), componente del C.S.M. e per due Legislature Senatore della Repubblica. La nostra Rivista partecipa al lutto dei familiari, dei colleghi e della comunità degli studiosi ed esperti del sistema penale per la scomparsa di un giurista raffinato e di una persona che, con la sua attività e con i suoi scritti, è riuscita come poche a mettere al centro l’umanità nelle vicende della pena. Ci piace, nell’immediatezza della scomparsa, ricordare Fassone ripubblicando la recensione al suo splendido “Fine pena: ora” (Sellerio, 2015), uscita a firma di chi scrive sulla Rivista Italiana di Diritto e Procedura Penale nel 2017.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Con i partiti in crisi, la legge elettorale non dovrebbe guardare solo alla governabilità ma andrebbe pensata per riportare i cittadini alle urne. È il momento della diaspora. A destra, un altro politico improvvisato; al centro e a sinistra, qualche neofita della politica e politici di lungo corso si dànno da fare per aumentare il già numeroso mondo dei partiti. Sono una ventina i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento. Ora si aggiunge a destra Futuro nazionale. Nell’area del centro-sinistra pullulano le iniziative: Progetto civico Italia, Partito liberale democratico, Più Uno, Centro democratico, area riformista del Pd. Insomma, per secessione o dispersione, il mondo dei partiti si frammenta sempre di più.
di Mario Calderini
Il Sole 24 Ore, 22 giugno 2026
Le organizzazioni del sociale emettono i bandi; le fondazioni e la pubblica amministrazione rispondono, candidandosi come beneficiarie competendo tra loro. È un mondo alla rovescia, nel quale le fondazioni e le pubbliche amministrazioni competono per le idee e i progetti generosamente messia disposizione dalle organizzazioni del terzo settore e dell’economia sociale, offrendo umilmente le loro risorse finanziarie o immobiliari. In fondo, qual è la risorsa più importante, meno abbondante e più preziosa, nel rapporto tra politica pubblica, filantropia e innovatori sociali? I soldi o la capacità di risolvere problemi e rispondere ai bisogni?
di Giuseppe Nicolò*
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Da alcuni mesi l’Italia è tornata a dotarsi di uno strumento strategico che offre una visione organica dell’assistenza psichiatrica e psicologica: il Piano di azioni nazionale sulla salute mentale. Per troppo tempo la salute mentale è rimasta ai margini del dibattito pubblico, schiacciata tra emergenze sanitarie, carenza di risorse e disuguaglianze territoriali. Oggi qualcosa sta cambiando. La pandemia ha rappresentato uno spartiacque: l’isolamento sociale, la perdita delle relazioni, l’incertezza e la fragilità diffusa hanno lasciato segni profondi, soprattutto tra i più giovani. I numeri registrati negli anni successivi hanno evidenziato un incremento del disagio psicologico, dei comportamenti autolesivi, dei tentativi di suicidio e delle situazioni di ritiro sociale. Ora è chiaro che la salute mentale è una componente essenziale della salute delle persone e richiede servizi preparati, accessibili e vicini ai cittadini.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Un preside pubblica una pagella finta creata dall’intelligenza artificiale e in fondo spiega ai genitori perché l’ha fatto. Ma nessuno si spinge a leggere tutto e cominciano a commentare a conferma che un numero consistente di frequentatori dei social si accontenta del verosimile, anche quando il vero è lì, a portata di mano. E commenta senza sapere di cosa sta parlando, per evitare la “fatica” della lettura e dell’attenzione. “Che enorme tristezza”. Alfonso D’Ambrosio, il preside dell’Istituto comprensivo Lozzo Atesino di Padova non nasconde lo sconforto a chiusura di un intervento sulla sua pagina facebook. Tristezza, appunto. Aveva pubblicato un post generato con l’intelligenza artificiale: una finta pagella di un Mario inventato lì per lì. C’era scritto “auguri, Mario, per la promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto “studente autentico”“. Poi, un po’ di righe bianche e più giù, la verità, e cioè che Mario non esiste, che quella pagella l’ha inventata l’IA. “Se l’avessi pubblicata senza dirvelo, qualcuno avrebbe messo un cuoricino, qualcun altro un “bravissimo!”, e altri anche commenti cattivi”, scrive il preside appena sotto gli auguri fake.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 22 giugno 2026
Il racconto di un giovane senegalese trascinato da Milano al centro di Gjadër, dove ha fatto una video call con un giudice (di Milano) che l’ha rispedito in Italia, a Brindisi. La chiamano “movimentazione di persone”. “Don, mi hanno scaricato a Brindisi dall’Albania. Mi riprendi in dormitorio, che non so dove andare? E… mi paghi il biglietto del treno?”. Un ragazzo senegalese, che avevo accolto dal carcere al dormitorio Domus Madre Teresa della mia Parrocchia di S.Anna, in Busto Arsizio. Aveva poi preso il largo, trovando dove dormire e un posto di lavoro. Insomma: sembrava tutto Ok. Un giorno, a Milano, lo fermano. “Documenti?”. Lui aveva appena fatto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Certo, non aveva ancora avuto la convocazione per la valutazione del rinnovo. I precedenti penali hanno vinto: tradotto al centro per il rimpatrio di via Corelli. Passano due mesi e mezzo. Poi, “con l’aereo don!” viene portato nei centri in Albania.
- Nasce Rete Lampedusa, “operazione-verità” sui migranti del mare: metà dell’anno scorso
- Dieci anni dalla parte dei diritti: il faro dell’Oiad sugli avvocati in pericolo
- “La paura non potrà cancellare l’America dei diritti”
- Russia. Il grido di Maria Bontsler dalle carceri di Putin
- Il Salvador di Bukele fa la guerra agli avvocati I casi Roya e Ivania Cruz









