di Luca Sommi
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2024
Dalle intercettazioni alla credibilità della magistratura, dalla legalizzazione delle droghe alla separazione delle carriere, passando per lo stato di salute delle nostre forze dell’ordine, alle riforme della Giustizia e al rapporto con la politica, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha risposto per oltre un’ora alle domande di Luca Sommi, che l’ha intervistato il 28 giugno a Parma nella rassegna “Dedalo”. La riassumiamo per argomenti.
di Luca Rampazzo
genteeterritorio.it, 2 luglio 2024
Uno dei pilastri del sistema carcerario è il reinserimento del detenuto. Questo passa, anche, da attività lavorative svolte in carcere. Il lavoro consente di attenuare una vita già molto difficile e dà anche la possibilità di guadagnare qualcosa. O almeno dovrebbe. Già, perché lo Stato non perde le proprie “buone” abitudini e ogni tanto non paga. Vuoi per la mancanza di organizzazione, di fondi o per qualsiasi altro motivo. Al detenuto viene detto di attendere pazientemente. Il problema è che, fino alla scorsa settimana, se il detenuto pazientava troppo, lo Stato si rifiutava proprio di pagarlo. La prescrizione dei soldi dovuti per lavoro durante il carcere, sosteneva il Ministero della Giustizia, si iniziava a calcolare dalla fine del periodo (suddivisione del tempo carcerario) di riferimento. Questo perché, sosteneva lo Stato, ogni lavoro era un contratto separato.
di Pasquale Sorrentino
Il Mattino, 2 luglio 2024
Si chiamava Giuseppe Spolzino ed era originario di Sala Consilina: nella notte tra sabato e ieri ha deciso di togliersi la vita nel carcere di Paola, in Calabria, dove era rinchiuso. Secondo quanto emerso si è impiccato nella doccia della sua cella: sarebbe uscito nel 2027. “È il 49esimo detenuto che si toglie la vita dall’inizio dell’anno, cui vanno aggiunti 5 agenti che si sono altresì suicidati, l’ultimo domenica 30 giugno a Favignana. A nulla sono valsi gli immediati soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari”, ha detto Gennarino De Fazio.
di Donatella Negri
rainews.it, 2 luglio 2024
Il Ministro della Giustizia chiede di ripensare pene e strutture. Il governatore Fontana: “Serve un nuovo modello per reinserire i giovani”. “Noi ci definiamo garantisti, nel senso che da un lato siamo attenti al principio di presunzione di innocenza e a limitare il più possibile la carcerazione preventiva e nello stesso tempo garantire la certezza della pena. La funzione del diritto è non lasciare impunito il reato e non condannare gli innocenti. La pena non significa affatto sempre e soltanto carcerazione, sbarre, catenacci e galera, va rimodulata secondo vari criteri e le persone che le devono subire”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante l’evento ‘Oltre le sbarre, la vera libertà’ al Palazzo Lombardia di Milano.
di Lucandrea Massaro
romasette.it, 2 luglio 2024
A Regina Coeli 1.133 detenuti sui 628 previsti. Carenza di personale e spazi fatiscenti. Padre Boldrin: situazione molto pericolosa. La Garante Calderone: manca l’acqua in stanza, letti stipati. Con l’ultimo in ordine di tempo, a Caltanissetta, è salito a 45 il numero di detenuti che si è tolto la vita dall’inizio dell’anno. In tutto il 2023 erano stati 70, dopo il tragico 2022 dove il numero era stato di 85 suicidi dietro le sbarre. Quello che fa più impressione è che gli ultimi cinque si siano susseguiti in meno di una settimana e torna alla mente il XX Rapporto di Antigone presentato nelle scorse settimane, che denunciava una situazione sempre più insostenibile, dalle cause molteplici, a cominciare dal problema ormai strutturale del sovraffollamento.
riminitoday.it, 2 luglio 2024
“Il Garante Regionale si unisce nella necessità di coinvolgere i Parlamentari del territorio e invita ad una mozione che solleciti il superamento della condizione di trattamenti inumani e degradanti della prima sezione”. A lanciare l’allarme su quelli che vengono definiti “trattamenti inumani e degradanti” è Ivan Innocenti, del Consiglio Generale Partito Radicale, che punta il dito sul carcere riminese dei “Casetti” dove i detenuti “vivono una situazione intollerabile”.
di Enrico Marletta
La Provincia di Como, 2 luglio 2024
L’iniziativa di Intesa Sanpaolo con la cooperativa Ozanam e la MekTech di Giussano: “Un’attività professionalizzante per reinserirsi nella società. L’impresa in carcere in un progetto che ha l’obiettivo di favorire recupero e integrazione sociale attraverso il lavoro. L’iniziativa ha preso avvio al carcere del Bassone ed è promossa da Intesa Sanpaolo, primo gruppo bancario italiano posizionato ai vertici mondiali per impatto sociale e leader europeo nella finanza sostenibile, che ha concretizzato un input di don Gino Rigoldi, lo storico cappellano del Beccaria (oltre cinquant’anni di servizio nel carcere minorile milanese) e fondatore di Comunità Nuova. In particolare, la Direzione Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo guidata da Anna Roscio, si è impegnata nel favorire l’incontro fra imprese e lavoratori formati presso il laboratorio realizzato all’interno del carcere.
romatoday.it, 2 luglio 2024
Firmato un protocollo d’intesa che coinvolge Città Metropolitana, Garante e dipartimento di amministrazione penitenziaria. Le persone private della libertà personale detenute negli istituti di pena di Roma e provincia potranno formarsi lavorativamente in Ama. È il risultato che si prefissa il protocollo d’intesa siglato tra Città Metropolitana, la Garante dei detenuti e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, firmato il 1° luglio in Campidoglio. L’obiettivo è quello di promuovere e sviluppare attività formative per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone private della libertà personale. E la prima azienda a partecipare è Ama, municipalizzata ambientale posseduta al 100% da Roma Capitale, presieduta da Bruno Manzi, ex capo di gabinetto di Roberto Gualtieri a Palazzo Valentini. In questo modo sarà possibile agevolare l’inserimento o reinserimento dei detenuti nel mercato del lavoro e prevenire eventuali comportamenti autolesivi o la reiterazione del reato.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 luglio 2024
Il carcere di Sollicciano ha un nuovo cappellano. Si chiama Stefano Casamassima, 59 anni, originario di Bari, parroco di San Pancrazio, un passato nel mondo della disabilità e per sei anni cappellano nel carcere di Pistoia. Entrerà in carica soltanto da settembre e nel frattempo, per oltre due mesi, i detenuti rimarranno senza sostegno spirituale da parte del sacerdote incaricato dalla Curia (a causa dei tempi burocratici del ministero della Giustizia), anche se a Sollicciano ci saranno alcuni sacerdoti volontari che potranno fare messa ai reclusi.
di Roberta Pino
reggiotoday.it, 2 luglio 2024
Da un’idea di un detenuto, l’iniziativa consente di acquistare dei libri presso le librerie aderenti all’iniziativa e mira ad allungare una mano tra le sbarre, accorciando le distanze. Basta un libro per accorciare le distanze, abbattere i muri tra chi è costretto a scontare una pena detentiva dentro le carceri e il mondo esterno, dove la vita fluisce naturalmente. Dal caffè sospeso del bar di Napoli al Libro Sospeso, si chiama così l’iniziativa, partita dal mese di giugno, che coinvolge diverse librerie di Reggio Calabria e che consente di acquistare un testo qualsiasi da destinare alla biblioteca del carcere di Arghillà.
- Volontariato in carcere. Chi ce lo fa fare?
- Morgan, dal carcere al rap: “Racconto la mia storia: le rapine, il Beccaria e ora un’altra vita”
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