sienanews.it, 14 marzo 2026
Una sala gremita, tante autorità ma anche moltissimi cittadini. L’Enoteca Italiana di Siena, nella serata di ieri - 12 marzo 2026 - ha ospitato la prima uscita pubblica dei CellaMusica, la band nata all’interno della casa circondariale di Santo Spirito, che ha presentato il suo primo album “InnocentEvasione”. Un progetto che unisce detenuti, agenti della polizia penitenziaria e volontari, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento concreto di relazione, crescita e reinserimento sociale. Il percorso è nato all’interno del carcere grazie al lavoro della Libera Università del Teatro (Lut) e al coinvolgimento di numerosi soggetti del territorio. Il laboratorio musicale ha preso forma nel corso di circa un anno di attività e ha portato alla realizzazione del disco e a una serie di esibizioni pubbliche, trasformando un’esperienza educativa in un vero progetto artistico.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 14 marzo 2026
Il caso di Alaa Faraj, arrivato in Italia nel 2015 e condannato come scafista: nel libro “Perché ero un ragazzo” il racconto di viaggio, processo e carcere. Un “mostruoso ingranaggio”, ovvero una sequenza giudiziaria in modo pazzesco ingiusta e approssimativa, ha condotto alla condanna definitiva per Alaa Faraj e due suoi compagni. All’arrivo in Italia dalla Libia, nel 2015, i tre vennero condannati come scafisti, per favoreggiamento di immigrazione clandestina e omicidio plurimo (nella stiva del barcone, al momento dello sbarco a Catania, erano state trovate quarantanove persone morte per asfissia). Trent’anni di prigione, questa la sentenza definitiva convalidata nel 2021.
di Matteo Lancini
La Stampa, 14 marzo 2026
La relazione tra minori e giustizia è in questo periodo al centro del dibattito italiano. Numerosi fatti di cronaca richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica. Dall’ormai stracitata e strattonata vicenda dei genitori del bosco, alle iniziative volte a prevenire la violenza armata giovanile, all’indagine sui pestaggi e le aggressioni che sarebbero avvenute all’interno del carcere minorile di Casal Del Marmo. In tutto questo, molti politici che hanno voluto e sostenuto il decreto Caivano, ovvero il decreto legge del novembre 2023 che ha previsto un inasprimento delle sanzioni per i genitori inadempienti anche rispetto alla mancata frequentazione della scuola da parte dei loro figli, si dichiarano sconvolti dagli interventi della magistratura minorile nei riguardi dei genitori che vivono nel bosco.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 14 marzo 2026
Il Sì della commissione Libe al nuovo regolamento rimpatri e il voto dell’Europarlamento sulla nozione di “paese sicuro”, non sono incidenti di percorso. Dimostrano che sulle politiche sull’immigrazione la maggioranza Ursula non c’è più. Ne è nata una nuova attorno ai movimenti dell’estrema destra. Il 9 marzo 2026 la Commissione LIBE del Parlamento Europeo ha adottato a maggioranza la sua posizione sul testo di nuovo regolamento sui rimpatri di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea. L’iter legislativo era iniziato esattamente un anno fa con la proposta di regolamento presentata dalla Commissione (Com(2025) 101 final).
di Cesare Ferrari
Corriere di Torino, 14 marzo 2026
Claudio Cerrato, capogruppo Pd: “Non stiamo proponendo l’uso di sostanze. Gli sgomberi non servono se non si entra in contatto con chi è colpito dalla droga. In Francia e Svizzera l’unica misura che ha funzionato”. Pipette sterili dal comune per mettere sotto controllo l’invasione del crack nelle strade di Torino. Parte da qui Claudio Cerrato, capogruppo Pd in Consiglio comunale, alla conferenza stampa convocata che illustra la proposta di mozione “L’insicurezza: due fattori chiave, dipendenza da crack e reiterazione dei reati. Un approccio integrato di salute pubblica e inclusione sociale”.
di Paolo M. Alfieri
Avvenire, 14 marzo 2026
I rischi dell’intelligenza artificiale militare. La guerra in Iran è già un conflitto in cui siamo chiamati a decidere quanto potere siamo davvero disposti a delegare alle macchine. E, soprattutto, chi ha il diritto di porre a quel potere dei limiti. Nell’anno 2026 la guerra, da confronto di eserciti e strategie, è diventata un laboratorio tecnologico in cui l’intelligenza artificiale ridisegna tempi, responsabilità e rischi del conflitto. Dall’Ucraina all’Iran, passando per Gaza, l’IA è ormai parte integrante delle operazioni militari: analizza flussi di dati, individua bersagli, anticipa movimenti nemici e suggerisce scenari operativi. Orienta chi spara e quanto sparare, diventando un fattore strategico. E questo basta a cambiare tutto.
di Francesco Vignarca*
Avvenire, 14 marzo 2026
I sistemi bellici governati dall’intelligenza artificiale, all’opera nel teatro di guerra iraniano, pongono enormi interrogativi sulla loro incontrollabilità e sulla responsabilità di decisioni ed effetti letali. Il futuro è già scritto? Tutt’altro. E dipende anche da noi. Nel 2013, tredici anni fa, veniva lanciata la campagna internazionale “Stop Killer Robots”, coalizione globale di oltre 270 organizzazioni della società civile di cui Rete Pace Disarmo è partner attivo in Italia. L’obiettivo era, ed è, ottenere uno strumento giuridico internazionale vincolante che proibisca i sistemi d’arma letali autonomi: quelle macchine capaci di selezionare e colpire obiettivi senza un controllo umano effettivo.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 14 marzo 2026
Il presidente della Cei nella Giornata di preghiera e digiuno per la pace pronuncia un “j’accuse” durissimo. “Uccidere quelli che sono gli interlocutori con cui si deve o si dovrà negoziare” è “tradimento infame di qualsiasi regola del dialogo e del rispetto! Come si può credere dopo alla volontà di confronto?”. Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, nella Giornata di preghiera e digiuno per la pace voluta dai vescovi italiani, pronuncia un durissimo atto di accusa contro Usa e Israele - anche se mai citati direttamente - responsabili di aver attaccato l’Iran e ucciso la guida suprema ayatollah Ali Khamenei nel primo giorno dei bombardamenti su Teheran, lo scorso 28 febbraio.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 14 marzo 2026
Trump e Putin vittime del loro narcisismo, di chi per servilismo glielo alimenta e dell’avversione al dissenso. La guerra americana va complicandosi. Le non rare distonie tra il comandante in capo e il capo del Pentagono denunciano improvvisazione. “Abbiamo quasi finito, non ci sono più obiettivi da colpire”, ha sostenuto di recente Donald Trump, forse tentando di placare le Borse, mentre il pur fedele Pete Hegseth annunciava “gli attacchi più pesanti” sull’Iran. Gli Stati Uniti starebbero “combattendo per la libertà del popolo iraniano” aveva affermato in precedenza il presidente, mentre il suo ministro chiariva che la guerra non ha nulla a che fare con il nation building o la democrazia iraniana.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 14 marzo 2026
Se vuoi dare una veste architettonica a tutto ciò che è vietato dalle Regole di Mandela non andare nel Sudafrica dell’era coloniale e della segregazione razziale, non visitare il carcere dove il fautore di una nuova era e della riconciliazione nazionale ha passato trent’anni della sua vita. Vai in America, quella della nuova frontiera e del sogno di una vita migliore, vai in Colorado, nella contea di Fremont, e visita il carcere di Florence. Lì, in un paesaggio deserto e aspro, il “genio civile” della certezza della pena ha architettato, fondato, attrezzato e allestito la struttura perfetta per isolare, deprivare dei sensi fondamentali, annichilire l’essere umano.
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