di Luca Fiorucci
La Nazione, 12 giugno 2026
Di nuovo sollecitati gli accertamenti del ministro. “Oggi siamo tutti perugini” dice Francesco Petrelli, presiedente dell’Unione delle Camere penali italiane. “Oggi siamo tutti perugini e tutti detenuti”, aggiunge Alessandro Cannevale, ex magistrato ora avvocato, legale dell’avvocato Daniela Paccoi, indagata in un’inchiesta sul traffico di droga e, in precedenza, difensore dell’indagato da cui tutta la vicenda ha preso il via. Nell’indagine a carico dell’avvocato anche le intercettazioni effettuate nella sala colloqui del carcere di Capanne, durante gli incontri tra legale e assistito. Tra gli “ascolti” risulterebbero anche molte conversazioni, e da qui la denuncia, non autorizzate e non collegate alla vicenda. Una aperta violazione dei diritti previsti dalla Costituzione sostengono gli avvocati penalisti, che si sono ritrovati a Perugia per la manifestazione nazionale di protesta e che invocano gli ispettori del ministero della Giustizia.
di Erica Manna
La Repubblica, 12 giugno 2026
Il progetto del Garante comunale Marco Cafiero per impiegare le persone in misure alternative in progetti di recupero della città. Il tema al centro della presentazione del libro di Beppe Battaglia a Palazzo Tursi. Coinvolgere i detenuti sottoposti a misure alternative in lavori di riqualificazione di aree trascurate della città: “Grazie alla collaborazione con l’Ufficio esecuzione penale esterno stiamo creando sinergie e ci confronteremo su questo progetto con l’assessore alla Casa Davide Patrone - spiega Marco Cafiero, Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Genova - in questo modo i detenuti in articolo 21 o misure alternative potranno vivere un momento di inclusione sociale forte, con la cittadinanza protagonista”.
di Claudio Pedron*
novaradio.info, 12 giugno 2026
Mentre centinaia di migliaia di ragazzi in questi giorni di apprestano ad affrontare gli scrutini o gli esami di fine ciclo, lo stesso fanno, anche se con numeri assai minori, anche gli alunni che seguono i corsi di istruzione nelle carceri, tra cui gli studenti nelle tre carceri fiorentine - Sollicciano, il “Gozzini” e il minorile “Meucci” - dove sono attivi numerosi corsi: dai quelli alfabetizzazione a quelli “regolari” della scuola dell’obbligo, oltre a corsi superiori per geometri, professioni alberghiere e agrarie. Anche per loro, questi sono i giorni dei “test” e delle altre “verifiche” di fine anno. A Sollicciano, dove ormai si ammassano oltre 600 detenuti (tasso di sovraffollamento 170%), ci sono sette corsi di alfabetizzazione (dal livello pre-A1 al livello A2), sia maschili e femminili; un corso di alfabetizzazione è attivo anche al “Gozzini”, il cosiddetto “Solliccianino”. In entrambe le strutture, inoltre ci sono corsi di scuola media, per un totale di tre corsi attivi. Anche all’IPM (minorile) Meucci, oltre ad un corso di alfabetizzazione, c’è un “monoennio” di formazione generale per gli iscitti alle superiori. A tenere i corsi sono gli i docenti del CPIA1 Firenze (Centro di Istruzione per gli Adulti Firenze 1).
di Chiara Marchetti
Corriere di Bologna, 12 giugno 2026
All’istituto una sala con 500 libri. Avallone: “Per trovare le parole giuste”. Le pareti colorate, due tavoli con le sedie e scaffali pieni di libri. È la nuova biblioteca dell’Istituto penale per minorenni “Pietro Siciliani” in via del Pratello, frutto del progetto “Letti in flagranza” realizzato da Coop Alleanza 3.0 e Librerie.coop in collaborazione con il Centro per la giustizia minorile (Cgm) “Un grande investimento per la sicurezza - commenta l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, presente ieri al taglio del nastro - perché sicurezza non significa rafforzare le serrature, ma dare speranze”. Per i giovani detenuti, leggere può significare “ricostruire quello che è stato rovinato e che ha portato a farsi e fare del male” aggiunge il cardinale, sottolineando che se un ragazzo scopre la conoscenza “forse può capire che può fare altre cose” rispetto a quelle che ha sempre fatto.
di Claudio Cumani
Il Resto del Carlino, 12 giugno 2026
Sotto le Due Torri i detenuti realizzano un docu film a puntate. Il direttore dell’istituto: la fiction Rai non è realistica. Niente ragazze dal maquillage perfetto, niente ornamenti di design, niente abiti alla moda. “Non esiste in un carcere quella roba lì, è una mistificazione orrenda”, sbotta senza mezze misure Lorenzo Roccaro, da un anno direttore dell’istituto penale per minorenni Pietro Siciliani di Bologna. Nel mirino c’è la fortunata serie televisiva ‘Mare fuori’ giunta alla sesta serie, premiata da due Nastri d’Argento e trasformata un paio di stagioni fa anche in un musical ospitato nei principali teatri italiani.
csvbrindisilecce.it, 12 giugno 2026
Concluso a Lecce il progetto “Io Salvo”: i partecipanti ottengono il brevetto e si preparano a scendere in spiaggia con contratti di lavoro reali. Un ponte concreto tra il tempo della pena e il mercato del lavoro, giusto in tempo per l’inizio della stagione balneare. Si è chiuso ufficialmente ieri, nella cornice istituzionale della Prefettura di Lecce, il percorso sperimentale “Io Salvo”. L’iniziativa ha permesso a un gruppo di reclusi della Casa circondariale di Borgo San Nicola di completare con successo un ciclo di lezioni teorico-pratiche, ottenendo i brevetti professionali per l’assistenza ai bagnanti e l’abilitazione alle manovre di primo soccorso Blsd.
di Cristiana Lenoci
foggiareporter.it, 12 giugno 2026
Una partita di calcio per salutare l’anno scolastico, ma soprattutto per allenare rispetto, collaborazione e senso delle regole. È successo l’8 giugno scorso alla Casa Circondariale di Foggia, dove squadre miste di docenti e studenti detenuti dell’ITET “Notarangelo-Rosati - Giannone-Masi”, indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, hanno giocato l’amichevole di fine anno su un campo di calcio. L’iniziativa ha chiuso un percorso educativo sviluppato in carcere durante tutto l’anno. Per un pomeriggio l’aula si è spostata sul campo.
primonumero.it, 12 giugno 2026
Si è conclusa con una straordinaria partecipazione emotiva e civile la nona edizione di Scrittodicuore, il concorso letterario nazionale che offre ai detenuti degli istituti penitenziari italiani un prezioso spazio di espressione e di racconto autobiografico. Promossa dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani, sotto la direzione artistica di Brunella Santoli, l’iniziativa si avvale della storica collaborazione della Casa Circondariale del capoluogo molisano, del suo attivo Laboratorio di lettura e del patrocinio della Provincia, inserendosi nella cornice del progetto permanente “Ti racconto un libro”. Nella suggestiva cornice della sala teatro del penitenziario di Campobasso, lo scorso 10 giugno, si è svolta la cerimonia di premiazione che ha celebrato la forza della parola scritta, capace di superare le barriere fisiche della detenzione per raggiungere l’intimità dei lettori.
di Venanzio Postiglione
Corriere della Sera, 12 giugno 2026
Il diritto di espressione non è diritto di aggressione, come ha spiegato John Stuart Mill. Succede. Anche spesso. E viene da piangere. Una persona perde la vita, la notizia finisce sui social, i commenti sono pieni di dolore, poi qualcuno comincia a insultare chi è appena morto, immagina chissà quale complotto, getta fango senza una ragione. La chiamano libertà di espressione. Ma così diventa un inganno, una trappola universale, un dirupo in cui cadono milioni di persone. Il diritto all’odio non esiste: nella vita comune, nella Costituzione, nei tre millenni (e più) di civiltà sui cui è costruito il mondo. Da sempre, e per sempre, la libertà è associata alla parola gemella. Rispetto. Sono termini che si specchiano e si danno forza, vivono in perenne equilibrio. I miei diritti in simbiosi con i tuoi e i tuoi collegati ai miei: non c’è altra strada. A distanza di un anno e quattro mesi, ci sono frasi che bruciano ancora.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 12 giugno 2026
Non è che sia impossibile. Anzi. Forse a far rabbia è proprio che le esperienze non solo positivamente etiche ma soprattutto efficaci contro caporalato e sfruttamento non solo esistano ma funzionino eccome: vedi il progetto Dambe So (in lingua bambara “Casa della dignità” a San Ferdinando, con un ex albergo ristrutturato da Mediterranean Hope - Fcei) che accoglie cinquanta persone per 90 euro al mese di affitto, con corsi di italiano, autogestione della struttura, eventi culturali. “Il punto è - sintetizza Francesco Piobbichi, operatore del progetto stesso - che queste esperienze non diventano sistema. Storie bellissime, ma eccezioni: come se il sistema lo volesse di proposito, il mantenimento dell’emergenza”.
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