La Nazione, 12 giugno 2026
Il report dal Tavolo Asilo e Immigrazione: strutture inefficienti e disumane. Le associazioni lanciano un appello contro l’apertura sul territorio regionale. No al Cpr in Toscana. La posizione presa da Arci, Asgi, Cgil, Cospe, Florence Must Act, Iparticipate, Medu, Migrantes Toscana e Oxfam Italia, contro la realizzazione di un centro a Pallerone (Aulla) è netta. Ed è quella che le medesime associazioni chiedono alla Regione di (ri)prendere. Un appello accompagnato da dati e numeri che, a loro avviso, confermano un’immagine dei Centri di permanenza per il rimpatrio tutt’altro che positiva e utile alla causa: “spazi di sospensione dei diritti fondamentali”, tra l’altro “inefficienti nell’esecuzione degli ordini di rimpatrio”.
di Gabriele Rosana
Avvenire, 12 giugno 2026
Identificazioni più severe, procedure accelerate, un ampio ricorso alla detenzione e misure di solidarietà con gli Stati di primo arrivo. Trascorsi due anni dal via libera definitivo, prende effetto da oggi il Patto Ue sulla migrazione, la maxi-riforma europea del diritto d’asilo composta da dieci provvedimenti che puntellano i confini della “Fortezza Europa”. “Il nuovo approccio sta già dando buoni risultati, con un calo del 55% degli attraversamenti irregolari delle frontiere” rispetto al 2024, sostengono dalla Commissione.
Il Manifesto, 12 giugno 2026
La serie di nuove norme che entra in vigore oggi suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali. Il Patto UE su migrazione e asilo, adottato formalmente il 14 maggio 2024, entra in vigore oggi, 12 giugno 2026. Con il pretesto di riformare ulteriormente la gestione della migrazione nell’UE e di istituire un sistema comune di asilo, questa serie di nuove norme suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali.
Il Dubbio, 12 giugno 2026
Mancano i numeri in Parlamento: nuova proposta a 14 anni dopo le critiche di autorità, polizia e sistema penitenziario. Il governo svedese di destra fa un passo indietro sulla detenzione dei minori. La proposta di legge che avrebbe abbassato da 15 a 13 anni l’età minima per il carcere è stata ritirata per mancanza di sostegno in Parlamento. Una scelta arrivata dopo settimane di critiche in un Paese tradizionalmente attento alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Il ministro della Giustizia Gunnar Strommer ha annunciato che l’esecutivo presenterà entro poche settimane un testo rivisto, fissando la soglia a 14 anni. L’obiettivo del governo è arrivare all’approvazione parlamentare entro agosto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 giugno 2026
I dati elaborati da sovraffollamentocarcerario.it mostrano il divario tra capienza teorica e posti realmente disponibili. Il piano carceri del governo prevedeva 5.739 nuovi posti nel corso di quest’anno. Ma i posti effettivamente disponibili, dall’inizio del 2025 ad oggi, sono diminuiti di 537 unità rispetto al punto di partenza. Non aumentati: diminuiti. L’8 giugno è una data che nei bollettini ufficiali del Ministero della Giustizia non compare. Ma chi segue il sistema penitenziario italiano sa già cosa è successo quel lunedì: il tasso di affollamento reale delle carceri italiane ha valicato il 140 per cento. A registrarlo è il sito sovraffollamentocarcerario.it, progetto del giornalista investigativo e ricercatore di dati Marco Dalla Stella, che da ottobre 2024 aggiorna ogni giorno i numeri che lo stesso Ministero pubblica sulle schede di trasparenza degli istituti, ma che nessuno aveva mai messo insieme in modo così sistematico e pubblicamente accessibile.
di Angela Stella
L’Unità, 11 giugno 2026
“L’emergenza è cronica ma dal 2022 è peggiorata. Migliaia di persone sono sottoposte a trattamenti inumani, non si può chiudere gli occhi solo perché si tratta di autori di reato. Liberiamo chi è prossimo al fine pena e ha un percorso positivo”. Gian Luigi Gatta, Ordinario di Diritto penale presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale, siamo alla soglia di una estate rovente. La situazione delle carceri è disastrosa. Il ministro Nordio sostiene che si tratta anche di una situazione ereditata dai precedenti Governi. L’emergenza-carcere è da tempo cronica ma la situazione è molto peggiorata negli ultimi anni.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 11 giugno 2026
Approvato in prima lettura al Senato il disegno di legge che consente ai detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero di scontare la pena ai domiciliari. Il testo del provvedimento passa ora all’esame della Camera. I sei articoli del provvedimento delineano un regime particolare di detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo a seguito dell’adesione da parte del detenuto a programmi di cura. La tipologia di percorsi previsti dalla norma è stata ampliata nel corso dell’esame del provvedimento e sono stati inclusi anche quelli semiresidenziali e le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 11 giugno 2026
Doveva rivoluzionare la giustizia, invece tutto è come prima, anzi peggio. Basta pensare alle carceri, sovraffollate come non succedeva da tempo, anche di cimici e di zecche. Quando è lo Stato a essere fuori dalla legalità costituzionale. Si dice che le buone intenzioni siano il pavimento delle strade dell’inferno. Non buone, ma ottime erano le intenzioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio: responsabilità civile dei magistrati, riforma della custodia cautelare, separazione delle carriere del giudice e del pubblico ministero; riduzione del potere delle correnti. Un programma di ammirevole coerenza liberale, riformatrice, radicale. Tre anni e mezzo dopo, un bilancio: il referendum sulla separazione delle carriere - la bandiera e il cuore del progetto - bocciato anche per clamorosi, inescusabili errori del ministero e della maggioranza. Su tutto il resto, silenzio, indifferenza. Inerzia colpevole.
di Pietro Menzani
Il Sole 24 Ore, 11 giugno 2026
Per i sindacati, i contenuti del decreto legge in materia di giustizia varato dal Consiglio dei ministri costituiscono “un attacco gravissimo al sistema della contrattazione collettiva e, con esso, alla democrazia sindacale”. In una nota congiunta indirizzata al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al viceministro Paolo Sisto, Unsa Confsal, Cisl Fp, Confintesa Fp, Uilfp Giustizia e Flp hanno richiesto la convocazione urgente di un tavolo di confronto, minacciando il ritiro della sottoscrizione del CCNI sulle famiglie professionali del 29 aprile 2026.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 giugno 2026
Il testo prevede che, se un ufficio giudiziario ha diffuso una comunicazione sulle indagini preliminari, sarà poi tenuto ad adottare “successivi comunicati di aggiornamento in presenza di archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti, secondo criteri di tempestività, visibilità e proporzionalità informativa rispetto alla comunicazione iniziale”. Dopo un plenum fiume, il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione degli uffici giudiziari, che aggiornano quelle precedenti alle nuove previsioni legislative in materia di presunzione di innocenza. La votazione, due volte rinviata, è stata molto complessa: inizialmente approvato all’unanimità in commissione, il testo ha poi subìto uno stop in seguito alle polemiche sui giornali che hanno sollevato il timore che potesse diventare una sorta di bavaglio.
- Il Csm sventa gli attacchi esterni: sì alle norme anti-gogna
- Marche. Il Garante: “Carceri vecchie e sovraffollate, in regione la situazione è pessima”
- Chieti. Detenuto suicida in carcere, alla famiglia risarcimento da 600mila euro
- Padova. +Europa: “Troppi detenuti in carcere, ampliare il ricorso alle misure alternative”
- Augusta (Sr). La missione di Gelardi: educare i detenuti al bello









