di Manuela De Leonardis
Il Manifesto, 26 agosto 2026
Parla la fotografa e avvocata penalista che lavora da un decennio al progetto. Autrice del libro “Looking Inside. Women with Life Sentences” sulle condannate all’ergastolo per omicidio. “Avendo fatto l’avvocato penalista per vent’anni non avevo alcun pregiudizio sulle donne in carcere. La macchina fotografica permette di mostrare qualcosa quasi senza commenti, io volevo semplicemente mostrare chi sono queste donne”, afferma Sara Bennett durante la nostra conversazione, nella sua casa di Brooklyn.
di Claudio Cippitelli e Pino Di Pino
Il Manifesto, 26 agosto 2026
Negli anni 80, si potevano leggere manifesti del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, che recitavano: “L’erba? Roba da conigli”. Anni dopo, durante la Giunta Alemanno, a Roma comparvero manifesti dell’Agenzia Capitolina Tossicodipendenze che proponevano: “Cocaina? Ma de che! Molto meglio lo zucchero a velo” o che invitavano a preferire il muschio del presepe alla cannabis. Come per “la droga”, per la destra anche le culture legate ai diversi consumi di sostanze psicotrope vengono irrise, ridotte al singolare, alla “cultura del consumo di droga”, di solito rintracciabile prima del famoso “tunnel della droga” e sempre connessa ai lemmi morte, malattia, devianza e crimine. Insomma una cultura del degrado, una seria minaccia alla famiglia e all’ordine sociale.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 26 agosto 2026
“L’approccio oppressivo rischia di militarizzare i territori e i Paesi, compresa l’Italia”. Dal Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in corso a Torre Pellice (To) da sabato fino a oggi, arriva una severa bocciatura del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore nello scorso giugno: il Patto - afferma l’atto approvato dal “parlamento” dei metodisti e dei valdesi italiani su sollecitazione delle comunità del meridione dove è in cantiere la costruzione di nuovi Cpr - rafforza il ricorso alla detenzione amministrativa dei migranti da parte degli Stati europei e in generale riduce ulteriormente i diritti delle persone che emigrano, già profondamente erosi.
di Angelo Palmieri
vita.it, 25 agosto 2026
Il 21 agosto è entrata in vigore la legge che prevede, per chi sta scontando una pena legata alla propria dipendenza, la possibilità di curarsi, non solo di essere custodito. Affinché la detenzione domiciliare in comunità funzioni davvero, servono investimenti seri: strutture di accoglienza, personale, assistenti sociali, educatori, operatori sanitari. Senza queste condizioni, una buona intuizione legislativa rischia di restare un’occasione mancata. La legge che è entrata in vigore il 21 agosto, la n. 140 del 5 agosto 2026, parte da un’idea giusta: chi sta scontando una pena legata alla propria dipendenza dovrebbe poter curarsi, non solo essere custodito. Il problema è che, così com’è scritta, temo resterà più una dichiarazione di intenti che una misura in grado di cambiare davvero le cose.
di Lidia Ravera
La Stampa, 25 agosto 2026
“Finalmente una buona notizia, hai sentito? Gianfranco Sedda, 83 anni, è evaso dai domiciliari. Si tratta di un quadro di punta della malavita del Brenta, quasi sicuramente belloccio e prestante, una carriera di rapinatore alle spalle, ma anche un facoltoso presente di spacciatore su vasta scala. Un tipo intraprendente. L’hanno arrestato mentre se ne stava andando in vacanza, all’aeroporto di Rimini, povero ragazzo, lo sai quante estati restano ancora da vivere a un ultra ottantenne? A occhio e croce meno di dieci!”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 agosto 2026
I magistrati per il Sì al referendum cercano ora candidati che ne condividano le ragioni, ma tra loro cresce anche la tentazione dell’astensione. C’è un pezzo di magistratura che non sa ancora se andrà a votare. È quello che al referendum ha votato Sì e che, in vista del rinnovo del Csm, vorrebbe trovare sulla scheda candidati che abbiano condiviso quella scelta. Ma, fuori dalle indiscrezioni e da qualche dichiarazione isolata, capire chi siano non è semplice. È uno dei temi della campagna elettorale che precede il voto del 25 e 26 ottobre, partita in sordina ma già attraversata da una domanda destinata a pesare: quanto il referendum riuscirà a ridisegnare gli equilibri dell’autogoverno delle toghe?
di Nicolò Fagone La zita
Corriere della Sera, 25 agosto 2026
Il 49enne era stato condannato a 8 mesi e 20 giorni, trasformati in 520 ore di lavori di pubblica utilità. La Cassazione: “Ingiusta la revoca della misura, bisogna verificare che sia stato messo in condizioni di iniziare. Era stato condannato a 8 mesi e 20 giorni di reclusione, trasformati in una pena sostitutiva di 520 ore di lavoro di pubblica utilità presso il Comune di Torino. La sentenza, emessa il 2 marzo 2023, prevedeva che l’incarico venisse completato entro il 2 settembre 2024, ovvero entro un anno e 6 mesi dal verdetto. Ma l’uomo, un 49enne, dopo 3 anni, 5 mesi e 22 giorni non ne ha fatta nemmeno una.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 25 agosto 2026
La Cassazione dà disco verde all’accesso al mediatore anche senza parere favorevole del curatore fallimentare: può essere utile per risolvere le questioni che derivano dal reato. Sì alla giustizia riparativa per il bancarottiere, anche se il curatore fallimentare dice no. Il mancato consenso della parte civile nel processo penale non può impedire di per sé l’accesso dell’imputato al centro di mediazione: la procedura va esclusa solo se c’è un pericolo concreto per gli interessati o per l’accertamento dei fatti, mentre conta se l’intervento del mediatore può essere utile a risolvere le questioni che derivano dal reato. L’obiettivo di responsabilizzare l’autore dell’illecito, d’altronde, può essere raggiunto instaurando il dialogo con una “vittima surrogata”, cioè una persona che ha subito un altro reato ma di analoga natura. Così la Cassazione penale, sezione quinta, nella sentenza n. 29030 del 30/07/2026.
youtg.net, 25 agosto 2026
A tre settimane dalla tragica morte di Giuseppe Spanu, il detenuto di 35 anni deceduto in seguito a un incendio appiccato nella sua cella nel reparto sanitario del carcere di Bancali, la Garante regionale dei detenuti Irene Testa è tornata ad accendere i riflettori sulla vicenda rendendo nota una lunga e toccante telefonata avuta con la madre del giovane. Da quanto si apprende le indagini sulla vicenda sono ancora in corso e pochi giorni fa ci sarebbero stati i funerali dopo la restituzione della salma ai familiari. “Oggi ho sentito Elena, la mamma di Giuseppe, morto nel carcere di Bancali dentro una cella rovente”, ha riferito la Garante.
di Mariateresa Mastromarino
Il Resto del Carlino, 25 agosto 2026
Lepore e de Pascale in visita in carcere con i rappresentanti della Camera penale: “Tavolo con Nordio. Servono risorse e investimenti”. Mazzacuva: “Ci sono oltre 800 detenuti: capienza superata del 140%”. “Dobbiamo svegliare il Paese, perché sul fronte carcerario bisogna fare molto di più di quello che sta facendo il governo”. Il sindaco Matteo Lepore punta il dito verso Roma, dopo la visita dietro le sbarre della Dozza con l’iniziativa dell’Unione delle Camere penali italiane “Ristretti in Agosto”. Al suo fianco, oltre all’assessora Matilde Madrid, il governatore Michele de Pascale e l’assessora Isabella Conti. Tutti accompagnati nelle varie sezioni dell’istituto penitenziario dai rappresentanti delle Camere penali, tra cui il presidente Nicola Mazzacuva e Luca Sebastiani, responsabile dell’Osservatorio Carcere. Il primo cittadino commenta a caldo il sopralluogo, dal quale emergono, tra le tante, tre problematiche: sovraffollamento, caldo estremo e carenza di organico nella polizia penitenziaria. Poi, le criticità della vita dopo il fine pena, con il reinserimento dei detenuti.
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