di Giada Lo Porto
La Repubblica, 28 maggio 2026
Un quindicenne è stato legato a una sedia minacciato e ustionato con le sigarette: la procura indaga anche su eventuali falle nella sorveglianza. Un ragazzino di 15 anni è stato torturato, per diversi giorni, in carcere da due coetanei. È accaduto tra le mura dell’istituto penale per i minorenni “Ferrante Aporti” di Torino, un luogo che dovrebbe essere presidiato, protetto e sicuro. Il quindicenne, entrato nella struttura il 2 aprile scorso per una vicenda legata alla droga, ha vissuto giorni di inferno. Ne è uscito l’8 aprile, traumatizzato. Poco più di una settimana di detenzione scandita da percosse, minacce di violenza sessuale e atti di crudeltà gratuita.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 maggio 2026
Caldo, infiltrazioni e guasti. Eleonora Cinque dirige l’istituto penale minorile con 63 detenuti. Il tetto in una zona andrebbe rifatto, le ventole a soffitto non funzionano nelle celle, nelle aule scolastiche e nei laboratori. Palestre inutilizzabili per le muffe, chiusi anche un campo da calcio e la piscina. Ci sono dirigenti che coprono i problemi. Eleonora Cinque, nuova direttrice del minorile, il Beccaria, sceglie invece la strada più difficile: mostrarli, perché solo così si possono trovare alleati. Il punto, oggi, è che dentro l’istituto ci sono impianti e ambienti ormai compromessi. Lei non li usa come alibi. Li trasforma in appello.
di Rebecca Riitano
leggo.it, 28 maggio 2026
“In carcere puoi avere solo un pacco di assorbenti al mese, la qualità è scadente e non bastano mai. Passano ore prima che arrivi un antidolorifico”. Le storie raccolte raccolte nell’ambito del progetto “Assorbire il Cambiamento”, promosso dalla Cooperativa PID e mirato a sottolineare come, la gestione del ciclo mestruale, resti una delle necessità più invisibili e meno raccontate degli istituti penitenziari. “Quando entri in carcere ti viene assegnata una cella, un letto e una “dotazione”: le lenzuola, un asciugamano, bicchieri, posate di plastica e una saponetta. Poi puoi chiedere un pacco di assorbenti al mese. Ovviamente sono indecenti, come qualità e soprattutto sono pochi”.
gnewsonline.it, 28 maggio 2026
Sotto il nome Fiore di loto, a Terni il centro per la giustizia riparativa diventa realtà. Si è tenuta ieri la cerimonia di inaugurazione nella struttura di borgo Rivo, in via dell’Aquila, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema giudiziario, dell’Istituto di mediazione sistemica (Ismes), dell’Uepe, sia di Terni che di Perugia, e dell’USSM. “Il servizio, che vede la collaborazione tra la Regione, il ministero di Giustizia, gli istituti di pena, i tribunali del territorio e l’università degli studi di Perugia - si legge in una nota del Comune umbro - rappresenta il centro di riferimento per l’intero distretto della Corte d’appello di Perugia”. Coordinato dalla dottoressa Maria Capone, il nuovo presidio é uno dei 36 centri di giustizia dislocati su tutto il territorio nazionale, presentati dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, durante la conferenza stampa del 18 febbraio.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 28 maggio 2026
È fermo in Parlamento il testo bipartisan che vieta fino a 15 anni l’accesso alle piattaforme. Aveva cominciato bene, Giorgia Meloni, con una frase onesta e schietta: “Non siamo attrezzati per affrontare le sfide digitali dei nostri figli”. Verissimo, anche perché noi adulti siamo parte del problema, dipendenti dallo smartphone ma guai a dircelo, sappiamo noi come gestirci. Il problema è che, come gestirsi, certamente non lo sanno i figli, gli studenti, i variamente minorenni. La premier sembrava farsi carico di questa emergenza, perché lo è, una vera e sottovalutata emergenza. Poi questa priorità ha smesso di essere tale: una proposta di legge, nata per tutelare proprio quei figli dalle infinite trappole concentrate nell’arto artificiale quale è diventato ogni cellulare, è arrivata il 13 maggio 2024 sia alla Camera che al Senato, dove però ancora riposa in attesa di un via libera.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 maggio 2026
Sono oltre 110. Il diritto d’asilo in Europa è a rischio. Eurostat ha pubblicato la tabella con le nazionalità a cui gli Stati membri dovranno applicare obbligatoriamente le procedure accelerate di frontiera dopo l’entrata in vigore del Patto migrazione e asilo (il 12 giugno). Si tratta di un iter speciale sulla domanda d’asilo: va concluso in 12 settimane e prevede la finzione di non ingresso nel territorio nazionale. Il migrante, in pratica, è considerato ancora sul confine anche se si trova in Italia e deve rimanere a disposizione dell’autorità, con misure restrittive che vanno dall’obbligo di dimora al trattenimento.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 28 maggio 2026
L’annuncio di Piantedosi in aula. Le nuove strutture sorgeranno in Campania, Toscana, Emilia-Romagna, Calabria, Sicilia e Trentino Alto-Adige. Il governo si sta preparando a riempire l’Italia di nuovi Cpr. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando alla Camera durante il question time. “Stiamo lavorando all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, in Sardegna e in Lazio. Abbiamo avviato, inoltre, le procedure per realizzare nuove strutture: una in Campania, due in Trentino Alto Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia Romagna”, ha detto il ministro rispondendo a un’interrogazione della Lega.
di Luca Casarini
L’Unità, 28 maggio 2026
Nel processare l’aguzzino di migranti, sodale di quell’Almasri che il governo ha riaccompagnato a Tripoli sebbene fosse uno stupratore, il tribunale internazionale svela al mondo la prassi dell’orrore. Ma la stampa fa finta di non sentire e di non vedere. Le udienze per la parte istruttoria del processo al torturatore libico El-Hisri, sodale e pari grado del più noto Almasri fatto fuggire alla cattura dal governo italiano, si sono concluse. Entro sessanta giorni la Corte del Tribunale dell’Aja, quello che giudica crimini contro l’umanità, si dovrà esprimere con la decisione sul rinvio a giudizio o meno dell’imputato, che nel frattempo è rinchiuso nel carcere della città olandese.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 27 maggio 2026
Non c’è tregua nel processo di militarizzazione delle prigioni. L’articolo 15 del Decreto legge ‘Sicurezza’ n. 23 del 2026 (convertito nella legge n. 54/26), autorizza i nuclei investigativi della polizia penitenziaria a compiere operazioni sotto copertura all’interno delle carceri. Gli agenti potranno infiltrarsi tra i detenuti sotto le sembianze di un altro detenuto/a, di un educatore, di un volontario/a, di un operatore sanitario. Saranno coperti da eventuali reati compiuti per facilitare l’azione di spionaggio, e potranno ripetersi anche dietro le sbarre opacità, provocazioni e impunità già verificate nelle infiltrazioni di altri corpi di polizia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2026
Il Ministro ha detto che gli uffici sono già al lavoro per riformare la responsabilità amministrativa. Sisto: valorizzare i giuristi di impresa. “Per quanto riguarda la nostra competenza di Ministero della giustizia, abbiamo accolto l’invito a modificare la legge 231, sulla quale già stiamo lavorando da tempo”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lasciando l’assemblea di Confindustria, il cui presidente Emanuele Orsini ha esortato a una riforma della legge sulla responsabilità amministrativa. “Non significa affatto, come ha scritto qualcuno, limitare o rendere impuniti gli imprenditori che violano le leggi. Al contrario - ha aggiunto Nordio - significa dare maggiore sicurezza sia ai lavoratori sia agli stessi imprenditori, che oggi sono gravati di compiti e costi che si riverberano sull’impresa e poi alla fine non garantiscono agli stessi imprenditori una sorta di garanzia contro azioni penali ingiustificate.
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