di Gery Palazzotto
Il Foglio, 31 maggio 2026
Le fratture politiche sulle indagini per le stragi del 1992 sono ormai un tema preponderante rispetto al semplice rito del ricordo. Le tifoserie giudiziarie hanno soffiato sulla cenere del disorientamento sociale. E la colpa non è delle tifoserie, ma di ciò che le ha alimentate. Giovanni Falcone vive, lotta e suona assieme a noi. E canta, brinda, si fa aiuola dell’orto botanico di Palermo, si fa talea nella Tenuta della casa vinicola Rapitalà. Era già albero, un bel ficus macrophylla grande ma non abbastanza per ricambiare l’affetto e la riconoscenza di un popolo cresciuto a riti e ricordi, e allora si è fatto Museo del Presente di una Fondazione a suo nome che ne perpetua la memoria con arte e parte.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2026
Nel caso in cui anche il secondo giudice si ritenga incompetente, ma contemporaneamente statuisca sulla misura provvisoria adottata da quello che ha ritenuto la propria incompetenza, la cautela è valida ab origine, Le sezioni Unite penali della Corte di cassazione - con la sentenza n. 19562/2026 - hanno chiarito la validità delle misure adottate nell’ambito di un conflitto negativo di competenza effettivamente sollevato davanti alla Cassazione, ma con contestuale rinnovazione della misura cautelare provvisoriamente adottata dal primo giudice che ha ritenuto di essere incompetente.
di Vincenzo Pardini
La Nazione, 31 maggio 2026
Sono anni che i politici parlano di voler riformare il sistema penitenziario. Ma, siccome niente avviene di quanto promettono, le carceri sono divenute una delle peggiori piaghe del nostro paese. Dal 22° Rapporto di Antigone emerge che la casa circondariale di Lucca, San Giorgio, è la peggiore di molte altre. Infatti, crediamo sia doveroso osservare che, destinata a carcere dal 1815, le migliorie apportategli sono sempre state poche, rispetto alle innovazioni che avrebbe dovuto avere, indispensabili anche per applicare nel suo specifico significato l’articolo 27 della Costituzione, il quale recita, tra l’altro, “che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
di Manuela D’Alessandro
giustiziami.it, 31 maggio 2026
Il magistrato di sorveglianza però una cosa l’ha fatta: l’ha tolto dalla cella dove c’erano altri detenuti che fumavano dopo essersi accorto che in effetti tenerlo lì, con una nuvola di catrame condensata in pochi metri, non era proprio il massimo per un uomo con una cannula e l’ha spostato nel reparto di SAI, dove viene prestata un’adeguata assistenza sanitaria con l’avvertimento che, se dovesse peggiorare, il medico del carcere dovrà segnalarlo per un eventuale ricovero. Dove stia in tutto ciò una pericolosa sociale tale da non fargli vedere i figli per qualche ora dopo 37 anni è la domanda di questa storia.
di Eliana Mogorovich
ilgoriziano.it, 31 maggio 2026
“Accogliere le vittime e i carnefici”, così il sacerdote lucano, protagonista questa mattina della presentazione del suo libro. “Ogni persona è un’infinita possibilità”. Ascoltare chi ha subito una violenza o chi, per quella stessa azione, non potrà più riabbracciare un familiare. Ma ascoltare anche chi quelle violenze le ha compiute: e accogliere le storie di entrambi nella consapevolezza che tutti siamo umani. Il tutto nel tentativo di opporsi alla costruzione di una società eticamente selezionata, che distingue in modo chirurgico il bene dal male. È questa la lezione di don Marcello Cozzi, parroco lucano protagonista questa mattina della presentazione del suo libro “Dio ha le mani sporche”, pubblicato per i tipi San Paolo nel 2022.
padovaoggi.it, 31 maggio 2026
Nei giorni scorsi la Casa di Reclusione ha ospitato una partita amichevole tra la formazione composta dalle persone recluse e la FC Bassano. Ruzza (pres. Comitato Veneto LND): “Il calcio resta un veicolo di valori veri, inclusione e divertimento”. Sul campo è andata in scena una partita intensa e combattuta, terminata 2-1 in favore degli ospiti, ma Pallalpiede ha tenuto testa con carattere e qualità a una squadra di categoria superiore, confermando ancora una volta il percorso di crescita tecnica e umana costruito negli anni all’interno dell’istituto padovano. L’evento è stato soprattutto un momento di condivisione e ringraziamento verso tutte le persone, le realtà e gli sponsor che sostengono il progetto.
gnewsonline.it, 31 maggio 2026
La storia di un amore materno portato all’estremo, una schiava nera che decide di uccidere la propria figlia pur di sottrarla alla schiavitù. È questa la trama di Amatissima, il romanzo di Toni Morrison scelto per la seconda tappa di Libri liberi, la rassegna che porta i grandi classici della letteratura all’interno degli istituti penitenziari. Il 24 maggio, l’attore Paolo Briguglia e la giornalista Lorenza Pieri si sono confrontati con i detenuti su uno dei romanzi più intensi della letteratura americana contemporanea, che valse all’autrice il premio Nobel per la letteratura nel 1993.
imgpress.it, 31 maggio 2026
Le tappe di Vivicittà-Porte aperte negli istituti penitenziari italiani proseguono: il prossimo appuntamento in calendario è sabato 13 giugno a Messina, presso la Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto. Si è svolta lunedì 25 maggio, presso la Casa Circondariale di Montacuto ad Ancona, l’edizione di Vivicittà dedicata agli istituti penitenziari, iniziativa che porta all’interno delle carceri i valori dello sport, della partecipazione e dell’inclusione sociale, con l’obiettivo di offrire occasioni di incontro, movimento e condivisione all’interno delle strutture detentive.
di Filippo Conte
La Stampa, 31 maggio 2026
Nel cast oltre a Lorenzo Richelmy ci sono Marianna Lancellotti e Chiara Cavaliere. Stasera, 31 maggio, in prima serata su Rai 1, andrà in onda “Meglio tardi che mai”, il tv movie diretto da Giuseppe Curti per la collana “Purché finisca bene”. Una commedia sentimentale dal tono frizzante ma con un cuore autentico, prodotta da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, che porta il pubblico dentro un carcere femminile di Bassano del Grappa tra risate, riscatti e amori ritrovati.
di Massimo Balsamo
Il Giornale, 31 maggio 2026
La casa circondariale Santo Spirito vince con lo spettacolo “Un bar di Paese”. I richiami a “S’è fatta notte”. In un bar a pochi passi da un carcere si incrociano vite sospese, storie di errori e tentativi di ricominciare. È da qui che prende le mosse “Un bar di paese”, lo spettacolo andato in scena mercoledì 20 maggio al Teatro Parioli Costanzo di Roma e vincitore della seconda edizione del “Premio Maurizio Costanzo nelle carceri”: un’opera nata dentro la casa circondariale Santo Spirito di Siena, dove il testo è stato scritto dai detenuti insieme alle compagnie Lalut ed Egum Teatro. Al centro dell’iniziativa c’è il tema del reinserimento sociale attraverso la cultura.
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